La televisione di Stato iraniana ha dichiarato che alcuni Paesi europei avrebbero avviato colloqui con Teheran in merito al transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più sensibili per gli equilibri energetici e commerciali internazionali. Secondo quanto riferito dall’emittente, l’iniziativa europea arriverebbe dopo il passaggio di navi provenienti da diversi Paesi dell’Asia orientale. La televisione iraniana non ha indicato quali siano gli Stati europei coinvolti nei contatti.
I colloqui con la marina delle Guardie Rivoluzionarie
Nel comunicato diffuso dalla televisione di Stato iraniana, viene citato il ruolo della marina delle Guardie Rivoluzionarie come interlocutore per il rilascio del permesso di transito.
“A seguito del passaggio di navi provenienti da paesi dell’Asia orientale, in particolare Cina, Giappone e Pakistan, abbiamo ricevuto oggi informazioni che indicano che anche gli europei hanno avviato negoziati con la marina delle Guardie Rivoluzionarie” per ottenere il permesso di transito, ha riferito la televisione di stato, senza specificare quali paesi.
La dichiarazione colloca quindi la questione dello Stretto di Hormuz al centro di un confronto diplomatico e operativo che coinvolgerebbe anche interlocutori europei, dopo il riferimento esplicito a Cina, Giappone e Pakistan.
Il nodo energetico e il richiamo del governo italiano
Sul tema è intervenuto anche il ministro per l’Ambiente e la sicurezza energetica, Pichetto Fratin, a margine del Logistic Village FIAP in corso a Rho Fieramilano. Il ministro ha collegato la situazione dello Stretto di Hormuz alle valutazioni italiane sugli interventi economici legati ai prezzi e al settore dei trasporti.
“Fino ad ora eravamo intervenuti in modo generalizzato sulle accise. C’è stato un intervento per il settore trasportistico rispetto alla media dei prezzi del mese di febbraio e a valere su aprile e maggio. Bisogna misurarne anche quello che è l’effetto e l’entità economica, se è compatibile con il bilancio dello stato italiano e da quello trarre le prime conclusioni e fare le valutazioni sul futuro al momento posso dire che spero si riapra lo stretto di Hormuz”.
Accise, trasporti e bilancio dello Stato
Le parole di Pichetto Fratin richiamano il tema delle accise e degli interventi già adottati in modo generalizzato, oltre alla misura specifica per il settore trasportistico calcolata rispetto alla media dei prezzi del mese di febbraio e valida su aprile e maggio.
Il ministro ha sottolineato la necessità di valutare l’effetto dell’intervento e la sua entità economica, verificando la compatibilità con il bilancio dello Stato italiano. Da queste analisi, ha spiegato, potranno derivare le prime conclusioni e le successive valutazioni sul futuro.


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