La visita a Roma del primo ministro indiano Narendra Modi segna l’inizio di una nuova era nelle relazioni bilaterali tra Roma e New Delhi, inaugurando una cooperazione scientifica e tecnologica destinata a ridefinire gli equilibri dell’innovazione globale. In un editoriale firmato a quattro mani sul Times of India, il premier italiano Giorgia Meloni e il leader indiano hanno tracciato le linee guida di un’intesa che supera i tradizionali accordi commerciali per strutturare una vera e propria alleanza della conoscenza. Al centro di questo legame strategico vi è la condivisione di competenze scientifiche d’avanguardia, lo sviluppo congiunto di infrastrutture digitali e una profonda sinergia tra la ricerca accademica e l’applicazione industriale dei 2 Paesi.
Un’alleanza strategica basata sulla co-creazione
I capi di governo hanno chiarito immediatamente la portata storica di questo asse transcontinentale, spiegando che ”il rapporto tra India e Italia ha ormai raggiunto una fase decisiva” con ”uno slancio senza precenti” diventando ”una speciale partnership strategica basata sui valori di libertà e democrazia e su una visione comune del futuro”.
I leader hanno contestualizzato la cooperazione all’interno dell’attuale scenario geopolitico: “In una fase in cui il sistema internazionale sta attraversando una profonda trasformazione, il partenariato tra Italia e India è guidato da regolari scambi ai più alti livelli politici e istituzionali, e sta acquisendo una nuova e più elevata dimensionale che combina il nostro dinamismo economico, la creatività delle nostre società e la saggezza di civiltà millenarie”.
Secondo la visione espressa dai premier, l’evoluzione delle due nazioni dipende strettamente dall’abilità di governare la transizione ecologica e tecnologica, affermando che ‘‘la nostra cooperazione riflette la consapevolezza comune che prosperità e sicurezza nel XXI secolo saranno determinate dalla capacità delle Nazioni di innovare, gestire le transizioni energetiche e rafforzare la propria sovranità strategica”. Per questa ragione, Meloni e Modi hanno aggiunto: ”Ci siamo impegnati ad approfondire e diversificare le nostre relazioni bilaterali, con l’obiettivo di perseguire nuovi traguardi e valorizzare le nostre forze complementari“.
Supercomputer e università per il progresso scientifico
L’aspetto più innovativo della partnership risiede nella fusione tra le eccellenze tecnologiche d’Occidente e d’Oriente. L’obiettivo è quello di ”creare una potente sinergia tra il design italiano, l’eccellenza manifatturiera e i supercomputer di livello mondiale – a testimonianza della posizione dell’Italia come potenza industriale – e la rapida crescita economica dell’India, il suo talento ingegneristico, la scala produttiva e il suo ecosistema innovativo e imprenditoriale, che conta oltre 100 unicorni e 200.000 start-up”. Un approccio che rifiuta la logica del mero scambio commerciale: ”Non si tratta di una semplice integrazione, ma di una co-creazione di valore in cui i rispettivi punti di forza industriali si rafforzano a vicenda”.
Sul fronte economico, Meloni e Modi si pongono l’ambizioso traguardo ”di raggiungere e superare l’obiettivo di 20 miliardi di euro di scambi commerciali tra Italia e India entro il 2029, concentrandosi su difesa e aerospazio, tecnologie pulite, macchinari, componenti automobilistici, prodotti chimici, farmaceutici, tessili, agroalimentari, turismo e altro“. In questo contesto, ‘‘il Made in Italy’ è da sempre sinonimo di eccellenza a livello mondiale e oggi trova una naturale sinergia con gli elevati standard qualitativi dell’iniziativa ‘Make in India’”.
Dallo Spazio all’Intelligenza Artificiale
La ricerca scientifica pura e applicata guiderà la transizione verso il domani. I due capi di governo hanno infatti scritto che “l’innovazione tecnologica è al centro del partenariato” e che ”i prossimi decenni saranno caratterizzati da una rivoluzione tecnologica di portata incommensurabile, contraddistinta da progressi in settori quali l’intelligenza artificiale, il calcolo quantistico, la produzione avanzata, i minerali critici e le infrastrutture digitali’‘.
La complementarietà tra le due nazioni trova nei laboratori e nelle aule universitarie il proprio habitat ideale, poiché ”il dinamico ecosistema innovativo dell’India, unito a un vasto bacino di professionisti altamente qualificati e le avanzate capacità industriali dell’Italia rendono la cooperazione in questi ambiti tanto naturale quanto strategica. La crescente collaborazione tra le nostre università e i nostri centri di ricerca sosterrà ulteriormente questo percorso“.
I confini di questa collaborazione superano l’atmosfera terrestre, estendendosi alle frontiere dell’esplorazione cosmica e della transizione ecologica. I due premier sottolineano che ”la nostra cooperazione si estende anche al settore spaziale. Sicurezza e stabilità restano elementi essenziali per garantire la prosperità delle Nazioni. Italia e India intendono rafforzare ulteriormente la loro cooperazione in settori quali difesa, sicurezza e tecnologie strategiche. L’energia rappresenta un altro pilastro fondamentale del nostro partenariato“. Un legame indissolubile che mette al centro il progresso scientifico e il benessere sociale: “La nostra visione condivisa mira quindi a porre le basi per un forte e lungimirante partenariato tra India e Italia, con i nostri popoli al centro“, concludono Meloni e Modi.


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