Terremoto Calabria, scossa al largo di Melito di Porto Salvo | DATI e MAPPE

Il sisma, registrato dai sismografi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si è verificato a 40 km di profondità nello specchio d'acqua al largo della provincia di Reggio Calabria

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Lieve scossa di terremoto registrata dalla sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Alle 12:09, un movimento tellurico magnitudo 2.9 ha interessato la Costa Calabra sudorientale, con epicentro localizzato in mare, al largo della provincia di Reggio Calabria. Secondo i dati ufficiali, l’ipocentro del sisma è stato individuato a una profondità di 40 km sotto il fondale marino, mentre l’epicentro è stato rilevato a circa 17 km da Melito di Porto Salvo.

La dinamica tettonica del Sud Italia

L’area in cui si è verificato questo recente sisma rappresenta una delle zone geologicamente più attive e complesse dell’intero bacino del Mediterraneo. L’elevata sismicità di questo specifico settore è causata dallo scontro continuo e inesorabile tra la placca tettonica africana e quella euroasiatica. Entrando nel dettaglio, il blocco della crosta ionica scivola e sprofonda costantemente al di sotto dell’Arco Calabro, innescando un imponente processo geologico noto come subduzione. Questo lento meccanismo genera fortissime tensioni nella crosta terrestre che si liberano periodicamente sotto forma di onde sismiche. La profondità di 40 km registrata per l’evento odierno è un classico indicatore della presenza di questo piano di subduzione, che si inabissa progressivamente procedendo verso Nord/Ovest al di sotto del Mar Tirreno meridionale. I terremoti profondi di questo tipo tendono ad avere un raggio di propagazione ampio ma solitamente provocano effetti meno distruttivi in superficie rispetto agli eventi più superficiali.

La sismicità storica

Il territorio dello Stretto di Messina e le coste ioniche adiacenti possiedono un curriculum sismico di assoluto rilievo, avendo ospitato nel corso dei secoli eventi tellurici di portata devastante che hanno segnato la storia d’Italia. L’esempio più noto e tragico è il terremoto del 1908, un evento che rase letteralmente al suolo le città di Messina e Reggio Calabria, provocando oltre 100mila vittime in pochi istanti. Andando ancora più a ritroso nel tempo, l’intera Calabria meridionale venne sconvolta dalla prolungata crisi sismica del 1783, una sequenza di scosse violentissime che mutò per sempre la fisionomia di intere vallate, deviando il corso dei fiumi e distruggendo centinaia di centri abitati. Sebbene il movimento tellurico di magnitudo 2.9 registrato in data odierna sia di entità trascurabile e non debba destare allarme tra i cittadini, esso serve a ricordare che il sistema di faglie della zona è geologicamente vivo.