Un nuovo terremoto è stato registrato questa mattina in Croazia. Alle ore 09:51, un sisma magnitudo ML 3.8 ha colpito la regione a Sud Di Sisak e Petrinja. Secondo i dati rilevati dai sismografi INGV, il movimento tellurico ha avuto origine a una profondità molto superficiale, pari a esattamente 10 km. La scossa ha avuto intensità moderata rispetto ai grandi e devastanti eventi storici. Al momento non vengono segnalati danni strutturali a edifici o conseguenze per le persone, tuttavia le autorità locali stanno effettuando i necessari sopralluoghi sul territorio per garantire la massima sicurezza.
La tettonica e le cause dei terremoti nella zona
La sismicità di questa regione della Croazia, ed in particolare dell’area di Petrinja e Sisak, è strettamente legata a una dinamica geologica molto complessa. Il territorio si trova al confine tettonico tra la catena montuosa delle Dinaridi a Sud e il Bacino Pannonico situato più a Nord. I frequenti movimenti tellurici sono causati dalla spinta continua della microplacca litosferica Adriatica che si muove verso Nord, convergendo e scontrandosi inesorabilmente con la vasta placca Eurasiatica. Questo scontro incessante genera una notevole tensione accumulata nelle rocce crostali superficiali. Di conseguenza, si originano terremoti che tendono a raggrupparsi lungo un sistema di faglie orientate da Nord/Ovest verso Sud/Est. Tali strutture geologiche, tra cui spicca la faglia di Petrinja-Pokupsko, sono caratterizzate da un movimento di tipo trascorrente destro, una dinamica in cui i blocchi di roccia scivolano orizzontalmente l’uno rispetto all’altro liberando all’improvviso l’energia accumulata.
La sismicità storica della regione croata
L’area di Pokupsko e Petrinja possiede una storia sismica decisamente significativa, sebbene nel corso dei decenni sia stata caratterizzata da lunghi periodi di relativa quiete. Fino al 2020, l’evento sismico più celebre avvenuto in questo territorio risaliva all’8 ottobre 1909. In quella data precisa, un forte terremoto di magnitudo 5.8 colpì la valle del fiume Kupa. Questo particolare sisma passò alla storia della geofisica mondiale in quanto permise al celebre scienziato croato Andrija Mohorovičić di scoprire la discontinuità che separa la crosta terrestre dal mantello sottostante. Altri eventi di un certo rilievo in epoca storica si verificarono nel 1861, con una magnitudo stimata di 5.4, e l’11 febbraio 1883, con una magnitudo di 5.1.
Il 29 dicembre 2020, dopo un lunghissimo periodo di oltre 100 anni di bassa attività, un terremoto magnitudo 6.4 ha colpito duramente il centro di Petrinja, causando un’enorme distruzione e provocando 7 vittime accertate. Il violento sisma del 2020, il più forte registrato in Croazia in oltre 140 anni, ha innescato accelerazioni del suolo estremamente elevate, stimate tra 0.4 e 0.6 g. A seguito dell’evento principale, l’attività sismica è poi continuata con oltre mille repliche registrate nei mesi successivi. L’evento odierno di magnitudo 3.8 si inserisce perfettamente in questo quadro di costante dinamismo geologico che caratterizza l’intera area croata.





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