Una scossa di terremoto ha colpito il Messico alle 10:19 locali (le 17:19 italiane) di oggi, lunedì 4 maggio. I sismografi hanno registrato un sisma di magnitudo 5.8, con epicentro a Zocoteaca de León, nello Stato di Oaxaca, nel sud del Paese. La scossa è avvenuta ad una profondità di 15km. Al momento, non sono noti danni a persone o cose. Il terremoto odierno non è che l’ultimo capitolo di una storia geologica millenaria. Sebbene un sisma di questa intensità incuta timore, per gli abitanti di questa regione la convivenza con le vibrazioni del suolo è una realtà quotidiana, dettata da un incastro perfetto e violento tra le placche della crosta terrestre.
Il motore invisibile sotto lo Stato di Oaxaca
Per capire perché Oaxaca sia uno dei luoghi più sismici del pianeta, dobbiamo immaginare il fondo dell’Oceano Pacifico come un gigantesco nastro trasportatore di roccia. Sotto le coste messicane avviene un fenomeno chiamato subduzione: la placca di Cocos, una porzione di crosta oceanica densa e pesante, scivola inesorabilmente al di sotto della placca Nordamericana, su cui poggia il Messico. Questo scontro non avviene in modo fluido, ma attraverso un attrito colossale. Le rocce si piegano, accumulano energia come una molla tesa al limite finché, improvvisamente, la resistenza si spezza. In quel momento, l’energia accumulata per anni o decenni viene liberata sotto forma di onde sismiche, dando origine a terremoti come quello odierno.
Un passato di giganti: i precedenti storici
L’area di Zocoteaca de León e l’intero Stato di Oaxaca sono “clienti abituali” dei sismografi. La storia messicana è costellata di eventi memorabili che hanno segnato il paesaggio e la cultura locale. Impossibile non citare il devastante terremoto del 1787, noto come “lo tsunami messicano”, che con una magnitudo stimata di 8.6 colpì proprio le coste di Oaxaca, generando onde che penetrarono nell’entroterra per chilometri. In tempi più recenti, il 23 giugno 2020, un violento sisma di magnitudo 7.4 ha colpito la stessa regione, ricordando al mondo che la placca di Cocos continua a spingere verso nord-est al ritmo di circa 6 centimetri l’anno. Ogni scossa, inclusa quella di oggi, è il segnale che questo processo geologico non si è mai interrotto.
La cultura della prevenzione in Messico
Oggi il Messico dispone di uno dei sistemi di allerta sismica più avanzati al mondo. Grazie alla fitta rete di sensori lungo la costa del Pacifico, è possibile inviare un segnale radio alle città dell’interno prima che le onde d’urto più distruttive arrivino a destinazione. Questo vantaggio di poche decine di secondi permette alle persone di evacuare edifici e mettersi in sicurezza. Il terremoto di oggi a Zocoteaca de León, pur senza segnalazioni immediate di danni gravi, serve da promemoria: viviamo su un pianeta vivo e dinamico, dove la bellezza di territori come Oaxaca è indissolubilmente legata alle stesse forze titaniche che, di tanto in tanto, scuotono le fondamenta della nostra civiltà.






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