Una scossa di terremoto nel Tirreno Meridionale è stata registrata in mare, al largo della costa occidentale della Calabria, nell’area compresa tra Lamezia Terme, Tropea e il basso Tirreno. Il punto della scossa si trova a ovest della terraferma calabrese, in un settore marino noto per la sua complessa attività geologica. Il sisma ha avuto una magnitudo 3.1 alle 18:39 ed è avvenuto a una profondità di 165 km. Proprio questo valore rappresenta l’aspetto principale dell’evento: non si tratta di una scossa superficiale, ma di un terremoto profondo, legato alla particolare struttura tettonica del Tirreno meridionale e dell’arco calabro.
Scossa profonda a 165 km: perché il dato è importante
La profondità di 165 km rende il terremoto particolarmente interessante dal punto di vista sismologico. Gli eventi profondi si verificano molto al di sotto della crosta terrestre e hanno caratteristiche diverse rispetto ai terremoti superficiali, che sono generalmente quelli più avvertiti e potenzialmente più dannosi quando avvengono vicino ai centri abitati.
Nel caso di una scossa di magnitudo 3.1, la profondità elevata tende a ridurre gli effetti in superficie. L’energia sprigionata dal sisma deve infatti attraversare una distanza molto maggiore prima di raggiungere il suolo, disperdendosi lungo il percorso. Per questo motivo, un evento profondo può essere registrato chiaramente dagli strumenti, ma risultare debole o non percepito dalla popolazione.
Area della scossa tra Lamezia Terme, Tropea e il basso Tirreno
L’epicentro è collocato in mare, nel tratto del Tirreno Meridionale che fronteggia la Calabria tirrenica. La localizzazione marina è significativa perché questa porzione di Tirreno si trova in una zona di transizione tra sistemi tettonici diversi. Qui si incontrano strutture profonde, margini attivi e aree interessate da movimenti della litosfera che rendono il Mediterraneo centrale uno dei contesti geologici più complessi d’Europa.
Il terremoto nel Tirreno Meridionale si inserisce nel quadro della sismicità dell’arco calabro, una struttura geologica complessa che comprende Calabria, Sicilia nord-orientale, basso Tirreno e area delle Eolie. In questo settore, la presenza di faglie crostali e di strutture profonde contribuisce a generare terremoti con caratteristiche differenti.
Le faglie più superficiali sono generalmente associate ai terremoti crostali, cioè quelli che avvengono a profondità minori e che possono produrre effetti più evidenti sul territorio. Gli eventi profondi, come quello registrato a 165 km, sono invece collegati a processi geodinamici più profondi, legati alla litosfera che si immerge sotto l’arco calabro.
Questa distinzione è importante: un terremoto profondo non ha lo stesso significato di una scossa superficiale avvenuta sotto un centro abitato. Tuttavia, conferma la vitalità tettonica dell’area e la necessità di un monitoraggio costante.
Rischio sismico in Calabria e nel Tirreno Meridionale
La Calabria è una delle regioni italiane con maggiore rischio sismico, sia per la frequenza degli eventi sia per la storia geologica del territorio. Il rischio non dipende soltanto dalla magnitudo dei terremoti, ma anche dalla profondità, dalla distanza dai centri abitati, dalla vulnerabilità degli edifici e dalla densità delle aree coinvolte.
Nel caso della scossa di magnitudo 3.1 nel Tirreno Meridionale, la profondità di 165 km riduce la possibilità di effetti rilevanti in superficie. Tuttavia, l’evento richiama l’attenzione su un’area dove la sismicità è parte integrante della dinamica naturale del territorio.
La fascia tirrenica calabrese, insieme allo Stretto di Messina, alla Sicilia nord-orientale e al basso Tirreno, appartiene a un settore storicamente interessato da terremoti. Alcuni sono superficiali e potenzialmente dannosi, altri più profondi e legati a processi tettonici che avvengono a grande distanza dalla superficie.
La Calabria e l’area dello Stretto di Messina conservano una lunga memoria sismica. Nel corso della storia, questa parte dell’Italia meridionale è stata interessata da terremoti importanti, alcuni dei quali hanno causato gravi danni e segnato profondamente il territorio.



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