Terremoto scuote il Myanmar, paura anche in Thailandia | DATI e MAPPE

Il sisma si è verificato a bassa profondità lungo la costa meridionale birmana

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Un forte magnitudo 5.3 ha colpito alle 02:05 UTC la costa meridionale del Myanmar, provocando momenti di profonda apprensione fino alla vicina Thailandia. Secondo i dati ufficiali diffusi dal Dipartimento meteorologico thailandese, l’ipocentro del sisma è stato localizzato a una profondità estremamente superficiale di appena 10 km, situandosi geograficamente a circa 247 km a Sud/Ovest della provincia di Tak. L’energia sprigionata dalla frattura si è propagata rapidamente lungo la penisola indocinese, arrivando a far oscillare sensibilmente i grattacieli e le grandi infrastrutture della capitale Bangkok. Nei quartieri centrali della metropoli asiatica, moltissimi residenti e impiegati all’interno di uffici pubblici, presidi ospedalieri e condomini verticali hanno chiaramente avvertito i tremori, abbandonando temporaneamente i locali alti in preda allo spavento. Le autorità locali stanno monitorando l’evoluzione della situazione costiera, confermando che al momento non si registrano segnalazioni di vittime o di collassi strutturali di rilievo.

La complessa dinamica tettonica del Sud/Est asiatico

L’area colpita dal sisma odierno rappresenta uno dei nodi geologici più complessi e attivi del pianeta. Il Myanmar si trova infatti nella zona di convergenza diretta tra la vasta placca Indiana e la microplacca di Burma, che fa parte del sistema della placca Eurasiatica e della placca della Sonda. La placca Indiana si sposta progressivamente verso Nord-Nord/Est, scivolando al di sotto della microplacca birmana attraverso un processo di subduzione altamente obliqua. Questo movimento compressivo e laterale accumula enormi tensioni crostali che vengono rilasciate periodicamente sotto forma di terremoti. La costa meridionale e il bacino del Mar delle Andamane combinano queste forze di subduzione con sistemi di faglie trascorrenti e di estensione oceanica. La profondità ipocentrale ridotta di questo evento, stimata in soli 10 km, ha permesso alle onde sismiche di viaggiare in superficie con attenuazione limitata. Questo fattore, unito alla natura del sottosuolo alluvionale su cui sorge Bangkok, spiega perché le oscillazioni siano state amplificate in modo così evidente all’interno degli edifici più elevati della capitale thailandese.

Sismicità storica e precedenti strutturali nella regione

La storia sismologica del Myanmar è costellata di eventi di grandissima intensità che testimoniano la costante instabilità del sottosuolo. La principale struttura geologica responsabile dei grandi terremoti interni del Paese è la Faglia di Sagaing, una faglia trascorrente destra che taglia l’intera nazione da Nord a Sud. Lungo questa linea e nelle sue immediate vicinanze si sono verificati storicamente sismi devastanti con magnitudo superiori a 7.0, come la sequenza distruttiva registrata nel 1930 nella regione meridionale di Bago e Yangon.

Anche in tempi recenti la regione ha vissuto eventi significativi: nel marzo 2025, un violento terremoto magnitudo 7.7 ha colpito l’area settentrionale vicino a Mandalay. Le aree costiere meridionali risentono inoltre della vicinanza con la fossa di subduzione delle Andamane, legata al macro-sistema responsabile del catastrofico maremoto del 2004. L’evento odierno si inserisce in questo quadro di costante rilascio energetico.