Una scossa di terremoto di magnitudo 4.8 della scala Richter (4.7 secondo le stime del Centro Sismologico Euro-Mediterraneo) ha colpito questa mattina l’arcipelago delle Canarie, in Spagna, con epicentro al largo della costa nord di Gran Canaria. Secondo l’Instituto Geografico Nacional (ING), il sisma si è verificato alle 9.50 ora locale (10:50 in Italia), a una profondità di circa 30km, con epicentro a circa 61km da Las Palmas di Gran Canaria. La scossa è stata avvertita non solo sull’isola, ma anche su quelle di Tenerife e Fuerteventura, nell’arcipelago atlantico, ed è stata seguita da numerose repliche, tra cui una di magnitudo 3.4, localizzata a circa 10 km di profondità.
L’ING segnala che la scossa di magnitudo 4.8 è il terremoto più forte registrato nell’arcipelago dalla sequenza sismica legata all’eruzione del vulcano di La Palma nel 2021. I servizi di emergenza delle Canarie hanno ricevuto centinaia di segnalazioni da parte dei cittadini, anche se non risultano danni a persone o edifici, secondo quanto hanno riferito sui canali social.
Terremoto alle Canarie: perché l’arcipelago è una delle aree sismiche più particolari dell’Atlantico
Il terremoto di magnitudo 4.8 registrato al largo di Gran Canaria ha riportato l’attenzione su una delle regioni geologicamente più affascinanti d’Europa. Quando si pensa alle Isole Canarie, infatti, vengono subito in mente il turismo, il clima mite e i paesaggi vulcanici spettacolari, ma sotto l’oceano Atlantico esiste un sistema geodinamico ancora attivo, capace di produrre terremoti, sciami sismici ed eruzioni vulcaniche. L’evento registrato davanti alla costa nord di Gran Canaria è stato percepito distintamente anche a Tenerife e Fuerteventura proprio perché le onde sismiche, nell’oceano e nelle strutture vulcaniche delle isole, possono propagarsi con grande efficacia. Sebbene non siano stati segnalati danni, il sisma rappresenta un episodio significativo per gli studiosi, perché conferma come l’arcipelago sia tutt’altro che geologicamente “spento”.
Le Canarie sono nate dal fuoco: l’origine vulcanica dell’arcipelago
Le Canarie non si trovano lungo un classico margine tra placche tettoniche come accade, per esempio, in Italia o in Giappone. Questo è uno degli aspetti più interessanti della loro geologia. L’arcipelago si trova infatti all’interno della placca africana, in una zona relativamente lontana dai grandi confini tettonici mondiali.
Gli scienziati ritengono che le isole si siano formate grazie a un cosiddetto “hotspot”, cioè una risalita di materiale molto caldo proveniente dal mantello terrestre. È lo stesso meccanismo che ha dato origine alle Hawaii. Nel corso di milioni di anni, il magma ha perforato la crosta oceanica creando enormi edifici vulcanici sommersi che, crescendo progressivamente, sono emersi sopra il livello del mare formando le isole attuali. Questo significa che le Canarie sono, in sostanza, le cime visibili di giganteschi vulcani sottomarini. E proprio il movimento del magma nel sottosuolo è una delle principali cause della sismicità dell’area.
Perché si verificano terremoti alle Canarie
I terremoti nelle Canarie sono generalmente legati all’attività vulcanica più che allo scontro diretto tra placche tettoniche. Quando il magma risale in profondità, infatti, frattura le rocce circostanti e genera onde sismiche. In molti casi, gli sciami sismici rappresentano un segnale di pressione crescente all’interno dei sistemi vulcanici.
La profondità del terremoto odierno, circa 30 chilometri, suggerisce che il fenomeno sia probabilmente collegato a dinamiche profonde della crosta oceanica e del mantello superiore. Non necessariamente indica un’eruzione imminente, ma mostra che il sistema vulcanico dell’arcipelago continua a essere attivo.
Le Canarie sperimentano regolarmente piccoli terremoti quasi impercettibili. La maggior parte ha magnitudo molto bassa e viene registrata soltanto dagli strumenti. Eventi superiori a magnitudo 4, invece, sono relativamente rari e attirano immediatamente l’attenzione degli istituti geofisici internazionali.
La crisi sismica di La Palma del 2021: il precedente più importante degli ultimi anni
Il riferimento inevitabile, parlando della sismicità recente delle Canarie, è quanto avvenuto nel 2021 sull’isola di La Palma. In quell’anno una lunga sequenza sismica anticipò l’eruzione del vulcano Cumbre Vieja, uno degli eventi naturali più importanti registrati in Spagna negli ultimi decenni. Per settimane i sismografi rilevarono migliaia di scosse di piccola e media intensità. Gli esperti notarono che gli ipocentri dei terremoti diventavano progressivamente più superficiali, un chiaro segnale della risalita del magma. Il 19 settembre 2021 il vulcano entrò infine in eruzione, riversando enormi quantità di lava che distrussero migliaia di edifici e modificarono completamente il paesaggio dell’isola.
Quella crisi vulcanica cambiò anche la percezione pubblica del rischio naturale nelle Canarie. Molti abitanti si resero conto che l’arcipelago, pur essendo considerato relativamente sicuro rispetto ad altre aree vulcaniche del mondo, è ancora geologicamente vivo.
I terremoti storici più forti registrati nelle Canarie
Nel corso della storia le Canarie hanno vissuto diversi episodi sismici importanti, anche se raramente devastanti. Le cronache storiche raccontano terremoti associati a eruzioni vulcaniche sin dal XV secolo, poco dopo l’inizio della colonizzazione europea dell’arcipelago.
Uno degli episodi più noti avvenne nel 1730 a Lanzarote, quando una lunga serie di eruzioni trasformò completamente l’isola. Per sei anni il territorio fu sconvolto da attività vulcanica quasi continua, accompagnata da frequenti terremoti avvertiti dalla popolazione. Interi villaggi vennero sepolti sotto colate laviche e ceneri.
Anche Tenerife ha conosciuto importanti crisi sismico-vulcaniche. Nel 1706 l’eruzione del vulcano Trevejo distrusse il porto di Garachico, che all’epoca era uno dei più importanti centri commerciali dell’arcipelago. I terremoti precedettero e accompagnarono l’attività eruttiva, seminando panico tra gli abitanti.
Più recentemente, nel XX secolo, si sono verificati diversi sciami sismici a El Hierro e Tenerife, interpretati come segnali di movimenti magmatici profondi. In particolare, la crisi di El Hierro del 2011 culminò in un’eruzione sottomarina che dimostrò ancora una volta quanto il sistema vulcanico canario sia attivo.
Il rischio di una grande eruzione alle Canarie
Ogni terremoto percepito dalla popolazione riaccende inevitabilmente il dibattito sul rischio vulcanico nell’arcipelago. Gli esperti, tuttavia, invitano alla prudenza e sottolineano che non tutti i terremoti sono il preludio di un’eruzione.
Le Canarie sono monitorate costantemente attraverso reti sismiche, satelliti GPS e strumenti che misurano deformazioni del terreno e emissioni di gas vulcanici. Questo sistema di sorveglianza consente oggi di individuare con largo anticipo eventuali segnali anomali.
Va inoltre ricordato che la maggior parte dell’attività sismica dell’arcipelago resta moderata. Le strutture moderne sono generalmente progettate per sopportare terremoti di intensità medio-bassa e la protezione civile spagnola dispone di protocolli specifici per emergenze vulcaniche e sismiche.





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