Una nuova possibile frontiera nel trattamento dei tumori metastatici con prevalente interessamento del fegato arriva dall’Istituto Europeo di Oncologia, dove sono stati appena avviati 2 studi clinici internazionali su una strategia terapeutica innovativa per pazienti affetti, in particolare, da carcinoma del colon-retto e carcinoma della mammella. Al centro della ricerca vi è la perfusione epatica percutanea (PHP) con Melfalan, una tecnica di interventistica oncologica avanzata che consente di veicolare elevate dosi di chemioterapia direttamente al fegato, riducendo al contempo l’esposizione dell’intero organismo grazie a un sistema di filtrazione extracorporea del sangue.
La procedura, eseguita in sala angiografica, rappresenta uno degli ambiti più sofisticati della moderna oncologia interventistica e richiede una stretta collaborazione multidisciplinare. Il trattamento viene infatti gestito da équipe integrate composte da radiologi interventisti, anestesisti, perfusionisti, oncologi, farmacisti e infermieri altamente specializzati, con una fase di pianificazione clinica condivisa considerata essenziale per la selezione dei pazienti e la sicurezza della procedura.
IEO ha avuto un ruolo pionieristico nello sviluppo di questa tecnica in Europa, contribuendo alle prime esperienze cliniche. Oggi la PHP con Melfalan è già una realtà terapeutica consolidata nel trattamento delle metastasi epatiche da melanoma uveale in pazienti selezionati e potrebbe ora estendere il proprio potenziale anche ad altre neoplasie con predominante localizzazione al fegato, come appunto il carcinoma del colon-retto e quello della mammella.
Nel dettaglio, lo studio sul tumore del colon-retto è coordinato dalla Maria Giulia Zampino, medico con incarico di alta specializzazione nella Divisione di Oncologia Medica Gastrointestinale e Tumori Neuroendocrini. La sperimentazione sul carcinoma mammario è invece guidata dalla Elisabetta Munzone, direttrice dell’Unità di Ricerca in Senologia Medica. Entrambi i progetti sono condotti in stretta collaborazione con il team della Radiologia Interventistica diretto dal Franco Orsi, sottolineando ancora una volta il ruolo centrale dell’integrazione tra competenze diverse nello sviluppo delle terapie oncologiche più avanzate.
“Per i pazienti con carcinoma del colon-retto metastatico, la malattia epatica rappresenta frequentemente il principale fattore che condiziona la prognosi. Un approccio loco-regionale come la PHP può contribuire a migliorare il controllo della malattia nella fase avanzata, quando le opzioni terapeutiche disponibili sono spesso limitate”, dichiara la Dr.ssa Zampino.
“Nel carcinoma della mammella metastatico, questo approccio rappresenta una sfida ancora più complessa”, sottolinea la Dr.ssa Munzone. “La malattia è spesso biologicamente eterogenea e non sempre confinata al fegato; tuttavia, nei casi selezionati con coinvolgimento epatico predominante e progressione dopo terapie sistemiche, strategie mirate al fegato potrebbero offrire nuove opportunità terapeutiche”.
“Questo studio rappresenta un esempio concreto di medicina multidisciplinare avanzata. La possibilità di trattare selettivamente il fegato con alte dosi di chemioterapia è resa possibile dalla selezione accurata dei pazienti e dall’expertise dei radiologi interventisti, che sono parte integrante del percorso terapeutico e non un semplice supporto tecnico. L’Interventistica Oncologica sta assumendo un ruolo sempre più rilevante anche in tumori tradizionalmente gestiti con terapie sistemiche”, aggiunge il Dr Orsi.
Gli studi fanno parte di un network internazionale di centri altamente specializzati negli Stati Uniti e in Europa e prevedono ciascuno l’arruolamento di circa 90 pazienti. IEO è l’unico centro italiano partecipante, a conferma del suo ruolo centrale nella ricerca clinica oncologica e nello sviluppo di terapie innovative integrate tra oncologia medica e radiologia interventistica.


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