L’offensiva ucraina contro la Russia all’inizio di quest’anno avrebbe portato alla riconquista di circa 400 chilometri quadrati di territorio dopo la disattivazione di migliaia di terminali internet portatili Starlink gestiti dalle truppe russe. Lo scrive l’Interfax ucraina, citando un rapporto dell’Agenzia di intelligence militare statunitense pubblicato da Bloomberg. La notizia assume particolare rilievo perché, secondo quanto riportato, l’operazione avrebbe segnato la prima conquista territoriale di Kiev dal 2023. Il risultato sarebbe stato reso possibile dal temporaneo indebolimento delle capacità militari russe seguito allo stop dei terminali utilizzati dalle forze di Mosca.
Il rapporto della Defense Intelligence Agency
Nel rapporto citato dall’Interfax ucraina si legge: “questa operazione offensiva ha rappresentato la prima conquista territoriale di Kiev dal 2023 ed è avvenuta perché le capacità militari della Russia sono state “temporaneamente ma significativamente indebolite” dopo la disattivazione dei terminali, come rilevato dall’agenzia nella sua ultima valutazione dell’assistenza statunitense all’Ucraina, preparata su richiesta del Congresso”.
La valutazione, preparata su richiesta del Congresso degli Stati Uniti, collega dunque la riuscita dell’operazione ucraina alla disattivazione dei terminali Starlink che le truppe russe avrebbero impiegato sul campo. Secondo il documento, la perdita di questi strumenti avrebbe avuto un impatto diretto sulla capacità delle forze russe di coordinarsi in aree dove le comunicazioni risultavano difficili.
Come la Russia avrebbe usato Starlink in Ucraina
Secondo il rapporto, le forze russe avrebbero utilizzato i terminali Starlink “per coordinare i movimenti” e gli attacchi con i droni. La disponibilità di collegamenti internet portatili avrebbe quindi rappresentato un elemento operativo rilevante per Mosca, soprattutto nelle zone del fronte in cui le comunicazioni tradizionali erano inaffidabili o più facilmente esposte a interruzioni.
Il punto centrale della ricostruzione riguarda l’uso illegale dei dispositivi da parte delle forze russe. La disattivazione di migliaia di terminali avrebbe compromesso, almeno temporaneamente, la capacità di coordinare movimenti e operazioni con droni, aprendo uno spazio operativo sfruttato dalle truppe ucraine.
La valutazione di DIA ed Eucom
Secondo la Defense Intelligence Agency statunitense e il Comando europeo degli Stati Uniti, “le capacità militari della Russia in Ucraina sono state temporaneamente ma significativamente ridotte dopo che, a febbraio, i funzionari ucraini sono intervenuti per disattivare migliaia di terminali Starlink che le forze russe avevano illegalmente utilizzato per coordinare i movimenti e gli attacchi dei droni in aree in cui le comunicazioni erano inaffidabili o facilmente interrotte”.
La ricostruzione evidenzia quindi il peso crescente delle infrastrutture digitali e delle comunicazioni satellitari nel conflitto. Nel caso indicato dal rapporto, la disattivazione dei terminali avrebbe inciso direttamente sulla capacità russa di operare in modo coordinato, contribuendo alla riconquista di territorio da parte di Kiev.
Perché la notizia è rilevante per Kiev e per il fronte
La riconquista di circa 400 chilometri quadrati rappresenta un elemento politicamente e militarmente significativo per l’Ucraina, soprattutto perché viene indicata come la prima avanzata territoriale di Kiev dal 2023. Il rapporto attribuisce un ruolo decisivo all’indebolimento temporaneo delle capacità russe, collegato alla disattivazione dei terminali Starlink impiegati illegalmente dalle truppe di Mosca.
La vicenda mostra come, nel conflitto tra Ucraina e Russia, il controllo delle comunicazioni possa incidere direttamente sull’andamento delle operazioni militari. La possibilità di coordinare movimenti e attacchi con droni in aree difficili dal punto di vista delle comunicazioni resta un fattore cruciale, e la sua interruzione può produrre effetti immediati sul terreno.


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