“Un cambio di paradigma”: così il CNR guida l’Italia verso il futuro dei lanci suborbitali | FOTO

Il primo volo del lanciatore suborbitale HAX25 segna un traguardo storico per la ricerca italiana. Al centro dello straordinario successo di questa missione, la leadership visionaria di Lucia Paciucci e l'innovazione tecnologica guidata da Pantaleone Carlucci, esperti del CNR

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    Lucia Paciucci (Cnr-Dsstta) e Pantaleone Carlucci (CNR-Dsstta)
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    Aviolancio - rilascio da carrier
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    L'Alpha Jet impiegato per la missione dimostrativa Aviolancio
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    Staff Aviolancio
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    Aviolancio - software Aetherlink operativo a bordo
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Il cielo sopra il Golfo del Messico ha fatto da palcoscenico a un evento storico per la ricerca aerospaziale italiana, segnando un traguardo fondamentale per l’accesso autonomo e flessibile allo Spazio. Decollando dallo Houston Spaceport a bordo di un velivolo carrier Dornier Alpha Jet, il programma Aviolancio ha superato con incredibile successo la sua più complessa missione dimostrativa. Approvato dal Comint e coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il progetto ha visto il debutto assoluto, nel suo maiden flight, del lanciatore suborbitale HAX25. Questo primo volo nella configurazione operativa finale rappresenta il coronamento di anni di lavoro meticoloso e una validazione cruciale in condizioni operative reali. L’Italia si posiziona così in netto vantaggio nello sviluppo di sistemi di lancio aviotrasportati a propulsione ibrida, un’innovazione destinata a potenziare in maniera radicale la competitività della ricerca e dell’intera industria nazionale.

La visione di Lucia Paciucci e la rivoluzione dell’accesso allo Spazio

L’eccezionale traguardo raggiunto a circa 100 km dalla costa statunitense porta la firma inequivocabile di Lucia Paciucci, Project Manager del programma e figura di spicco del Dipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del CNR (CNR-Dsstta). La sua capacità di orchestrare una missione così stratificata ha permesso di verificare ogni dettaglio della catena di volo: dall’integrazione del vettore sul velivolo, alle interfacce meccaniche ed elettriche, fino alle rigorose procedure di go/no-go e al volo autonomo. Con grande lucidità, Paciucci inquadra l’importanza strategica dell’impresa: “È il risultato di un percorso sperimentale articolato, che ha richiesto coordinamento, visione di sistema e capacità di gestione tecnica e operativa in un contesto internazionale altamente sfidante; uno degli elementi più rilevanti dimostrati dalla missione è la versatilità del sistema aviolanciato“.

La vera forza di questo approccio, guidato sapientemente dal CNR, risiede nella totale indipendenza dalle rigide strutture tradizionali. “La possibilità di riprogrammare il volo con poche ore di anticipo (per cambiamento delle condizioni meteorologiche, per esempio), mantenendo il pieno controllo tecnico e operativo, evidenzia un cambio di paradigma rispetto ai lanci da piattaforma terrestre, molto più vincolati da infrastrutture, traiettorie e finestre operative“, rimarca il Project Manager, sottolineando il decisivo salto di qualità del settore.

L’ingegno di Pantaleone Carlucci e il cuore digitale della missione

Dietro le quinte di questo spettacolare rilascio in quota batte un cuore tecnologico avanzatissimo. Il sistema propulsivo ibrido del dimostratore, basato su acqua ossigenata e dotato di TVC (Thrust Vector Control), vanta un sistema di pressurizzazione a pompe elettriche che unisce sicurezza intrinseca, alte prestazioni e bassi costi. Tuttavia, l’eccellenza hardware necessitava di un’architettura operativa capace di governarne ogni singola variabile. Qui emerge il ruolo cruciale e l’ingegno di Pantaleone Carlucci (CNR-Dsstta), responsabile tecnico del programma Aviolancio.

Insieme a Paciucci, Carlucci ha sviluppato il software Aetherlink, la cabina di regia digitale che ha permesso il monitoraggio totale della missione. Il livello di controllo ingegneristico raggiunto è assoluto. “Il sistema ha consentito l’acquisizione e la visualizzazione di circa 400 parametri di telemetria“, spiega Carlucci, illustrando l’enorme mole di dati processata in tempo reale, “rendendo disponibili informazioni su assetto, accelerazioni, posizione, quota, stato GNSS (Global Navigation Satellite Systems), temperature, pressioni, alimentazione elettrica, stato di carica delle batterie, avionica, motore e sottosistemi critici. Questo approccio ha trasformato la telemetria in un supporto decisionale condiviso, fondamentale per individuare eventuali anomalie e supportare la decisione finale di rilascio“.

Un futuro flessibile e competitivo

Il maiden flight del 22 aprile corona un percorso sperimentale rigoroso, avviato con test propulsivi e lanci verticali al Poligono di Salto di Quirra (PISQ) nel febbraio 2022, per poi attraversare le campagne di volo del Kennedy Space Center fino ai test di Bozeman. Sostenuto da partner di eccellenza come T4i (sviluppo del razzo), GMV (avionica) e FTR Enterprises (operatore aereo), l’aviolancio si conferma oggi una soluzione matura. Grazie a figure di altissimo profilo come Paciucci e Carlucci, il programma apre ora la strada ad applicazioni scientifiche, commerciali e di sorveglianza del territorio, portando l’Italia nell’avanguardia mondiale della sperimentazione suborbitale.