Usa verso un taglio significativo del contributo militare alla Nato: stop a sottomarini e droni da ricognizione

Secondo quanto riportato dallo Spiegel, Washington intenderebbe ridurre in modo drastico alcune capacità militari messe a disposizione dell’Alleanza Atlantica, mantenendo però la deterrenza nucleare in Europa nell’ambito della Nato

Gli Stati Uniti intenderebbero ridurre drasticamente il proprio contributo militare alla Nato, con un taglio definito “significativo” dei bombardieri strategici e una “riduzione di un terzo dei caccia”. È quanto riporta lo Spiegel, riferendo di un incontro avvenuto alla fine della scorsa settimana tra l’inviato del capo del Pentagono Pete Hegseth e alti funzionari degli alleati presso il quartier generale dell’Alleanza Atlantica. La notizia segna un passaggio rilevante nel dibattito sulla sicurezza europea e sul futuro degli equilibri interni alla Nato. Secondo quanto riferito, Washington avrebbe illustrato agli alleati l’intenzione di ridimensionare in maniera consistente alcune componenti del proprio impegno militare, chiedendo contestualmente agli europei di assumere un ruolo molto più ampio nella difesa convenzionale del continente.

Taglio a bombardieri strategici, caccia, sottomarini e droni

Nel quadro descritto dallo Spiegel, il ridimensionamento riguarderebbe diversi assetti militari statunitensi messi a disposizione dell’Alleanza. Gli Usa vorrebbero procedere con un taglio “significativo” di bombardieri strategici e con una “riduzione di un terzo dei caccia”.

Non sarebbero più forniti sottomarini e droni da ricognizione, mentre si assisterebbe a un taglio “notevole di quelli armati”. La riduzione coinvolgerebbe dunque capacità militari considerate centrali per la sorveglianza, la proiezione di forza e il supporto alle operazioni convenzionali della Nato.

La portata del possibile ridimensionamento evidenzia una linea chiara: gli Stati Uniti intenderebbero rivedere il proprio contributo sul piano convenzionale, lasciando agli alleati europei una responsabilità molto più ampia nella gestione della sicurezza del continente.

L’incontro al quartier generale dell’Alleanza Atlantica

Secondo lo Spiegel, l’informativa sarebbe stata trasmessa alla fine della scorsa settimana durante un incontro presso il quartier generale dell’Alleanza Atlantica. A rappresentare la posizione americana sarebbe stato l’inviato del capo del Pentagono Pete Hegseth, che avrebbe incontrato alti funzionari degli alleati.

Il confronto avrebbe avuto come oggetto il futuro del contributo militare statunitense alla Nato e la redistribuzione degli oneri tra gli Stati Uniti e i Paesi europei. Il messaggio attribuito a Washington appare netto: gli Usa resterebbero impegnati sul fronte della deterrenza nucleare, ma chiederebbero agli europei di sostenere in larga misura la difesa convenzionale.

La deterrenza nucleare resta in Europa

Nel quadro di questo possibile riposizionamento, gli Stati Uniti avrebbero comunque chiarito di voler mantenere la propria presenza nell’ambito della deterrenza nucleare in Europa. Secondo quanto riportato, gli Stati Uniti “hanno chiarito che intendono mantenere la deterrenza nucleare in Europa nell’ambito della Nato. Per contro, gli europei dovrebbero farsi carico in gran parte da soli della difesa convenzionale del continente”.

La dichiarazione indica una distinzione precisa tra due piani della sicurezza dell’Alleanza: da un lato la deterrenza nucleare, che Washington intenderebbe continuare a garantire nel quadro Nato; dall’altro la difesa convenzionale europea, che dovrebbe gravare in misura molto maggiore sugli alleati del continente.