L’attività solare è in procinto di aumentare con l’emergere di una grande macchia solare sul bordo sudorientale del Sole. In effetti, sapevamo che questa macchia solare sarebbe apparsa. Per giorni, la sonda europea Solar Orbiter (SolO) l’ha osservata mentre attraversava il lato nascosto del Sole. È interessante notare che il rilevatore di raggi X di SolO non ha rilevato brillamenti intensi provenienti da questa regione. È insolitamente tranquilla per una macchia solare così grande. L’intero gruppo di macchie solari è circa 10 volte più ampio della Terra e, quindi, facile da osservare. È possibile vederla con un normale binocolo per eclissi o, meglio ancora, provare a proiettare l’immagine della macchia solare su uno schermo o una parete.
Cos’è una macchia solare
Una macchia solare (o sunspot) è una regione della superficie del Sole (la fotosfera) che si presenta temporaneamente più scura rispetto alle zone circostanti. Anche se a vederle sembrano macchie nere, in realtà non sono affatto spente: sono semplicemente più fredde e meno luminose del resto del Sole. Per dare un’idea, la superficie solare viaggia normalmente intorno ai 5.500°C, mentre l’interno di una macchia solare si aggira sui 3.500-4.000°C. Se potessimo staccare una macchia solare e metterla nel cielo notturno, splenderebbe più della Luna piena!
Se osservata da vicino, una macchia solare matura è divisa in due parti principali:
- ombra: La zona centrale, che è la più scura e fredda, dove il campo magnetico è perpendicolare alla superficie e più intenso.
- Penombra: La regione circostante, più chiara e filamentosa, dove il campo magnetico è più inclinato.
Perché sono importanti per noi sulla Terra?
Le macchie solari non sono solo una curiosità estetica; sono i “termometri” dell’attività della nostra stella. Il numero di macchie solari aumenta e diminuisce seguendo un ciclo regolare di circa 11 anni. Più macchie ci sono, più il Sole è attivo (fase di Massimo Solare). Le linee del campo magnetico sopra le macchie solari possono aggrovigliarsi a tal punto da spezzarsi e riconnettersi violentemente. Questo fenomeno rilascia quantità gigantesche di energia, causando brillamenti (solar flares) ed espulsioni di massa coronale (CME). Quando queste tempeste magnetiche colpiscono la Terra, creano le meravigliose aurore polari, ma possono anche disturbare i satelliti, mandare in tilt i sistemi GPS e, nei casi più gravi, danneggiare le reti elettriche.


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