Allerta Meteo per lunedì 29 giugno: PRETEMP lancia l’allarme per temporali violenti, grandine e downburst in Italia

Allerta Meteo: dopo le frane sulle Alpi e il maltempo di oggi, la giornata di lunedì si preannuncia ad alto rischio per diverse regioni italiane, con fenomeni convettivi severi e vento fino a 110 km/h

L’Italia si trova attualmente a fare i conti con una marcata e pericolosa instabilità atmosferica che sta colpendo duramente diverse zone del territorio nazionale. La giornata di oggi, domenica 28 giugno ha già mostrato il lato più distruttivo di questa ondata di maltempo, lasciando dietro di sé una scia di danni e forte criticità idrogeologica. Si registrano infatti preoccupanti frane sulle Alpi, in particolar modo nel settore compreso tra le Dolomiti e il Trentino Alto Adige, dove i terreni già saturi non hanno retto alla violenza di rovesci torrenziali. Parallelamente, forti temporali in Piemonte hanno flagellato le aree di pianura e collina con grandinate e allagamenti lampo. Questa complessa e fragile situazione sul territorio fa da preambolo a una configurazione meteorologica ancora più insidiosa prevista per le prossime ore, con una nuova allerta meteo per gran parte del Paese nel primo giorno della settimana entrante, che sarà anche il meno violento in termini di maltempo di tutti i successivi!

Il bollettino di PRETEMP e lo scenario per lunedì 29 giugno

In questo contesto di accesa instabilità, il gruppo di lavoro PRETEMP, una realtà scientifica di eccellenza che si pone l’obiettivo di studiare e prevedere i fenomeni temporaleschi severi sul territorio italiano, ha emesso un’importante allerta meteo valida dalle ore 00:00 alle 24:00 UTC di lunedì 29 giugno. Nonostante la penisola si trovi parzialmente protetta da un prevalente regime anticiclonico, le infiltrazioni di aria più fresca in quota e l’intenso irraggiamento diurno creeranno un mix altamente esplosivo. Gli esperti hanno quindi deciso di lanciare un livello di allerta 1 per diverse regioni, evidenziando il concreto rischio di temporali forti, grandinate di grosse dimensioni e dinamiche ventose di eccezionale intensità.

Nord Italia sotto la lente per il rischio di supertemporali e downburst

Le aree settentrionali saranno tra le più sollecitate da questa nuova ondata di maltempo. Il settore del Nord-Ovest, insieme alle Alpi e alle Prealpi, subirà un lieve calo dei geopotenziali in quota che faciliterà lo sviluppo di imponenti sistemi nuvolosi. Il forte riscaldamento solare della mattina accumulerà una grande quantità di energia termica, quantificabile in valori di MLCAPE compresi tra i 1800 e i 2000 J/Kg sulle aree pianeggianti. I primi inneschi temporaleschi avverranno sui rilievi montuosi tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio. Successivamente, i fronti di aria fredda in uscita dai temporali favoriranno la rapida propagazione dei fenomeni verso le aree pianeggianti di Piemonte e Lombardia. In queste zone i temporali si organizzeranno in cluster multicellulari capaci di generare locali criticità legate a precipitazioni intense, oltre a grandine con chicchi che potrebbero raggiungere un diametro compreso tra i 3 e i 5 centimetri. La presenza di aria secca nei bassi strati favorirà inoltre la genesi di downburst, ovvero forti raffiche di vento convettive che potrebbero toccare picchi impressionanti tra i 90 e i 110 km/h.

Instabilità al Centro-Sud e l’insidia delle grandinate distruttive

La minaccia temporalesca non risparmierà le regioni centro-meridionali, in particolare i settori appenninici e sub-appenninici. L’avvicinamento di una modesta anomalia di vorticità potenziale da levante fungerà da miccia per la convezione pomeridiana. L’innesco dei fenomeni sarà supportato a livello locale dalle convergenze di umidità prodotte dai fronti di brezza marina provenienti dal Tirreno, dall’Adriatico e dallo Ionio. Questo scenario attiverà temporali pomeridiani che colpiranno il Lazio, la Campania interna, la Basilicata occidentale e la Calabria. La scarsa ventilazione in quota farà sì che i temporali si muovano molto lentamente, organizzandosi in celle singole ad alta energia. Anche in questo caso il pericolo principale sarà rappresentato dalle raffiche di vento discendenti e dalla possibilità di grandinate severe con chicchi isolati capaci di toccare i 4 o 5 centimetri di diametro, con conseguenti danni ingenti alle coltivazioni e alle strutture.

Le aree a minor rischio e l’evoluzione nelle altre regioni

Una situazione di minore criticità, classificata con un livello di allerta 0, interesserà altre porzioni del territorio italiano dove i fenomeni saranno più isolati. Durante la seconda metà della giornata si prevedono temporali orografici sulla Sicilia interna, con maggiore probabilità di sviluppo attorno ai rilievi dell’Etna, dei Monti Nebrodi e dei Monti Iblei. Qualche rovescio meno violento potrà fare la sua comparsa sulla Calabria occidentale, la Puglia occidentale, l’Umbria e l’Appennino Tosco-Emiliano. Per quanto riguarda la pianura dell’Emilia-Romagna e il Nord-Est, la presenza di una forte inibizione convettiva limiterà lo sviluppo di grandi sistemi temporaleschi, sebbene non si possa escludere del tutto qualche debole piovasco serale sulle medio-alte pianure venete e friulane. L’unica regione che rimarrà completamente al riparo da questa ondata di instabilità sarà la Sardegna. Data la potenziale violenza dei fenomeni previsti per la giornata del 29 giugno, si raccomanda la massima prudenza e il monitoraggio costante dei canali ufficiali della Protezione Civile.

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