Le importazioni cinesi di petrolio potrebbero restare stabilmente su livelli più bassi rispetto al passato. Secondo le previsioni degli analisti energetici, il calo della domanda legato all’elettrificazione dei trasporti nel più grande importatore di petrolio al mondo potrebbe non essere un fenomeno temporaneo, ma segnare un cambiamento strutturale nel mercato energetico cinese. A pesare è soprattutto la crescente diffusione delle auto elettriche in Cina, che sta modificando i consumi di carburante e riducendo la necessità di petrolio per il settore dei trasporti. In questo scenario, il mercato cinese del greggio potrebbe trovarsi davanti a una trasformazione più profonda rispetto alle oscillazioni congiunturali provocate dai prezzi o dalle scorte.
Rystad Energy: il passaggio all’elettrico potrebbe essere difficile da invertire
Lin Ye, vicepresidente mercati petroliferi di Rystad Energy, ha sottolineato come le scelte dei consumatori possano avere effetti duraturi sulla domanda di carburante. “Il comportamento dei consumatori può essere piuttosto rigido”, ha affermato Lin Ye, che ha aggiunto: “per chi è passato alle auto elettriche durante la guerra, potrebbero esserci pochi motivi per tornare indietro, a meno che i prezzi del carburante non diventino sostanzialmente più bassi”. La valutazione evidenzia un punto centrale per il mercato petrolifero: una volta avvenuto il passaggio alle auto elettriche, il ritorno ai veicoli tradizionali potrebbe risultare limitato, salvo un forte calo dei prezzi del carburante. Questo elemento contribuisce a rendere più probabile una riduzione permanente della domanda di petrolio in Cina.
Vendite di auto elettriche in calo, ma la quota di mercato resta elevata
Le vendite di auto elettriche in Cina, il più grande mercato globale per questo tipo di veicolo, sono in calo dall’inizio dell’anno. Il rallentamento è legato anche alla graduale eliminazione, da parte di Pechino, dei sussidi che in precedenza avevano sostenuto l’adozione dei veicoli elettrici. Solo a maggio, le vendite di veicoli elettrici in Cina sono diminuite del 9%. Tuttavia, i dati citati da Bloomberg mostrano che, nello stesso mese, gli EV hanno rappresentato il 42% di tutte le vendite di auto in Cina, in aumento rispetto al 38% registrato a marzo. Il dato assume particolare rilievo perché arriva in un contesto di forte debolezza del mercato automobilistico complessivo. Il mese scorso, infatti, le vendite complessive di auto in Cina sono diminuite di un considerevole 22,3%. Nonostante il calo delle immatricolazioni elettriche, la loro quota sul totale continua quindi a crescere.
La domanda cinese di petrolio è già scesa rispetto ai livelli prebellici
Secondo Rystad Energy, la domanda di petrolio in Cina ha subito un calo compreso tra 200.000 e 600.000 barili al giorno rispetto ai livelli prebellici. La società stima inoltre che questa contrazione potrebbe non essere recuperata entro la fine dell’anno. La previsione conferma la pressione esercitata dall’elettrificazione dei trasporti sui consumi petroliferi cinesi. In un Paese in cui la mobilità rappresenta una componente fondamentale della domanda di carburante, l’avanzata degli EV può tradursi in una riduzione significativa del fabbisogno di greggio.
Energy Aspects prevede una perdita permanente di 300.000 barili al giorno
Anche Energy Aspects prevede un impatto strutturale sul mercato cinese del petrolio. Secondo la società, la Cina potrebbe registrare una perdita permanente della domanda pari a 300.000 barili al giorno. Questa stima si inserisce in un quadro in cui diversi osservatori del mercato energetico stanno rivalutando le prospettive della domanda cinese. La combinazione tra elettrificazione dei trasporti, rallentamento delle vendite complessive di auto e cambiamenti nelle abitudini dei consumatori potrebbe limitare il recupero della domanda petrolifera anche in caso di stabilizzazione del mercato.
FGE NexantECA: importazioni in calo fino a 3,3 milioni di barili al giorno nel trimestre
Una previsione ancora più marcata arriva da FGE NexantECA, secondo cui Pechino registrerà un calo delle importazioni di petrolio fino a 3,3 milioni di barili al giorno per il trimestre in corso. La società ha indicato diversi fattori alla base della contrazione. Tra questi figurano la riduzione dei tassi di utilizzo delle raffinerie, la fine della stagione di accumulo delle scorte e il divieto imposto da Pechino sulle esportazioni di carburante. Quest’ultima misura ha incrementato l’offerta interna di carburante e ridotto la domanda di nuove materie prime. Il quadro descritto da FGE NexantECA mostra come il calo delle importazioni non dipenda soltanto dall’adozione delle auto elettriche, ma anche da dinamiche industriali e regolatorie che incidono direttamente sull’attività delle raffinerie cinesi.
Raffinerie, scorte e carburanti: i fattori che frenano la domanda di greggio
La riduzione dei tassi di utilizzo delle raffinerie limita la necessità di acquistare nuovo greggio sui mercati internazionali. Allo stesso tempo, la fine della fase di accumulo delle scorte riduce un ulteriore canale di domanda, dopo un periodo in cui le importazioni erano state sostenute dalla necessità di rafforzare le riserve. Il divieto di Pechino sulle esportazioni di carburante ha inoltre modificato l’equilibrio interno del mercato. L’aumento dell’offerta domestica di carburante ha ridotto la necessità di nuove materie prime, contribuendo a frenare le importazioni cinesi di greggio nel trimestre in corso. Questi elementi si sommano alla trasformazione della mobilità e rafforzano l’ipotesi che la Cina possa avere bisogno di meno petrolio rispetto al passato.
Kpler prevede un possibile ritorno degli acquisti per ricostituire le scorte
Non tutti gli analisti condividono però l’idea di una debolezza prolungata delle importazioni. Secondo Kpler, le raffinerie cinesi potrebbero tornare ad aumentare le importazioni a un certo punto. La società ritiene che gli aumenti dei prezzi legati alla guerra abbiano costretto le raffinerie ad attingere alle scorte. Queste riserve dovranno poi essere reintegrate per mantenere in buono stato il cuscinetto di assorbimento degli shock dell’offerta petrolifera del Paese. La prospettiva di Kpler introduce quindi un elemento di cautela: anche in presenza di una domanda strutturalmente più debole, la necessità di ricostituire le scorte potrebbe sostenere temporaneamente le importazioni cinesi di petrolio.
Il mercato petrolifero guarda alla Cina tra elettrificazione e minore dipendenza dal greggio
La Cina resta il più grande importatore di petrolio al mondo e ogni variazione della sua domanda ha effetti rilevanti sugli equilibri globali. Il possibile calo permanente della domanda cinese di petrolio rappresenta quindi una notizia centrale per il mercato energetico internazionale. L’avanzata delle auto elettriche, il rallentamento delle vendite auto, le scelte di Pechino sulle esportazioni di carburante e la gestione delle scorte stanno ridisegnando il profilo della domanda cinese. Le stime divergono sull’intensità e sulla durata del fenomeno, ma convergono su un punto: il mercato petrolifero cinese sta attraversando una fase di cambiamento profondo. Se le previsioni di Rystad Energy, Energy Aspects e FGE NexantECA troveranno conferma, il peso dell’elettrificazione dei trasporti potrebbe rendere più bassa in modo permanente la domanda di greggio della Cina. Tuttavia, la possibile necessità di ricostituire le scorte, indicata da Kpler, potrebbe sostenere in futuro una ripresa delle importazioni, almeno temporanea.


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