Il 1° giugno 1831 l’esploratore britannico James Clark Ross raggiunse un traguardo che avrebbe segnato la storia della geografia e delle scienze della Terra: l’identificazione della posizione del Polo Nord magnetico nella penisola di Boothia, nell’attuale Canada settentrionale. A quasi 2 secoli di distanza, l’impresa continua a essere ricordata come una delle più importanti esplorazioni scientifiche dell’800. Fino ad allora, il Polo Nord magnetico era un concetto noto solo teoricamente: gli studiosi sapevano che gli aghi delle bussole erano attratti da una regione situata nelle alte latitudini artiche, ma nessuno era riuscito a localizzarla con precisione.
Ross, impegnato in una spedizione alla ricerca del Passaggio a Nord/Ovest, affrontò condizioni estreme tra ghiacci, temperature rigide e territori quasi inesplorati. Grazie a una serie di osservazioni magnetiche effettuate sul campo, riuscì a individuare il punto in cui l’ago magnetico tendeva a disporsi verticalmente verso il basso, identificando così il Polo Nord magnetico dell’epoca. La scoperta ebbe conseguenze rilevanti per la navigazione marittima. Conoscere la posizione del polo consentiva infatti di migliorare le carte nautiche e di comprendere meglio le deviazioni delle bussole, un aspetto cruciale in un’epoca in cui gli oceani rappresentavano le principali vie di comunicazione e commercio.
Oggi sappiamo che il Polo Nord magnetico non è fisso. A differenza del Polo Nord geografico, determinato dall’asse di rotazione terrestre, il polo magnetico si sposta continuamente a causa dei movimenti del ferro liquido presenti nel nucleo esterno del pianeta. Negli ultimi decenni la sua velocità di spostamento è aumentata sensibilmente, portandolo a migrare dall’Artico canadese verso la Russia. L’impresa di Ross rappresentò quindi una straordinaria avventura esplorativa, ed anche il primo passo verso la moderna comprensione del campo magnetico terrestre, una forza invisibile che continua a svolgere un ruolo fondamentale nella navigazione, nelle telecomunicazioni e nella protezione della Terra dalle particelle provenienti dal Sole.


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