La Russia verso importazioni di benzina via mare dopo gli attacchi alle raffinerie

Mosca prepara l’arrivo di un carico di carburante dall’Asia attraverso un porto occidentale per far fronte alla carenza di benzina causata dagli attacchi con droni contro raffinerie, oleodotti e depositi di carburante russi

La Russia si appresta a importare carburante via mare nel corso di questo mese, nel tentativo di gestire la crescente carenza di benzina provocata dai numerosi attacchi con droni contro le sue infrastrutture energetiche. A riferirlo sono quattro fonti del settore, secondo cui Mosca dovrebbe ricevere a giugno un carico di benzina attraverso uno dei suoi porti occidentali. L’operazione segnala una nuova pressione sul sistema di approvvigionamento interno russo, già messo alla prova da mesi di attacchi contro raffinerie, oleodotti e depositi di carburante. Le forniture, che lo scorso anno erano risultate sufficienti nonostante alcune valutazioni sull’eventuale ricorso alle importazioni, quest’anno appaiono più limitate.

Un carico di benzina dall’Asia verso un porto occidentale russo

Secondo le fonti, la Russia dovrebbe ricevere a giugno un carico di benzina via mare. La spedizione avverrebbe dall’Asia e sarebbe diretta verso uno dei porti occidentali del Paese, anche se non sono stati forniti dettagli sui volumi né sui fornitori coinvolti. “Il carburante verrà spedito dall’Asia”, ha dichiarato una fonte, senza fornire ulteriori indicazioni sulla quantità del prodotto o sull’identità degli operatori interessati. La scelta di ricorrere a forniture marittime evidenzia la necessità di rafforzare la disponibilità di carburante in un momento in cui il mercato interno russo è sottoposto a tensioni crescenti. La carenza di benzina è stata segnalata in diverse aree del Paese e in alcuni casi è stata confermata ufficialmente dalle autorità locali.

Gli attacchi con droni ucraini mettono sotto pressione le raffinerie russe

Le difficoltà di approvvigionamento sono legate a mesi di attacchi con droni ucraini contro le infrastrutture energetiche russe. Raffinerie, oleodotti e depositi di carburante sono stati colpiti nel tentativo di limitare la capacità di Mosca di finanziare il proprio sforzo bellico. Gli attacchi hanno inciso sulla disponibilità di prodotti raffinati e hanno ridotto la capacità di lavorazione in alcuni impianti chiave. Secondo una fonte, Mosca aveva già preso in considerazione l’ipotesi di importare carburante via mare lo scorso anno, ma in quel caso l’approvvigionamento interno si era rivelato sufficiente. Quest’anno, invece, le forniture risultano più ristrette a causa del protrarsi degli attacchi contro il settore energetico russo.

Colpite le raffinerie TANECO e di Mosca

Gli attacchi più recenti hanno interessato la raffineria TANECO e la raffineria di Mosca, due impianti rilevanti per la lavorazione del petrolio e la produzione di carburanti. In seguito agli attacchi, la lavorazione è stata sospesa in entrambi gli impianti, aggravando le tensioni sul mercato interno. La sospensione delle attività in queste raffinerie rappresenta un ulteriore fattore di pressione sulla disponibilità di benzina in Russia, in un contesto in cui la domanda interna deve essere soddisfatta nonostante le difficoltà operative legate ai danni subiti dalle infrastrutture.

Carenza di benzina segnalata in circa una dozzina di regioni

Secondo i dati raccolti da Reuters, la carenza di carburante in Russia è stata segnalata dai media in circa una dozzina di regioni. Le difficoltà non riguardano quindi un singolo territorio, ma appaiono distribuite in diverse aree del Paese. La Crimea, territorio russo, e due regioni della Siberia hanno confermato ufficialmente la carenza. Le conferme locali rafforzano il quadro di un sistema di distribuzione e approvvigionamento sotto pressione, mentre Mosca valuta misure per compensare la riduzione delle forniture interne.

Mosca cerca di contenere l’impatto sul mercato interno

L’importazione di benzina via mare rappresenta una misura volta a contenere l’impatto della carenza sul mercato interno russo. L’arrivo di un carico dall’Asia attraverso un porto occidentale potrebbe contribuire ad alleviare le difficoltà in alcune aree, anche se le fonti non hanno indicato né i volumi previsti né i tempi precisi di distribuzione. Il ricorso alle importazioni arriva in una fase in cui la capacità di raffinazione russa è condizionata dagli attacchi alle infrastrutture energetiche. La necessità di reperire carburante dall’estero conferma la pressione esercitata sulla filiera russa dei prodotti raffinati, mentre le autorità cercano di garantire forniture sufficienti nelle regioni interessate dalla carenza.

Le forniture interne non bastano come nel 2025

Secondo una delle fonti, la Russia aveva preso in considerazione l’importazione di carburante via mare già lo scorso anno. In quella fase, tuttavia, l’approvvigionamento interno si era rivelato sufficiente e non era stato necessario procedere con l’acquisto di benzina dall’estero. Quest’anno il quadro appare diverso. Le forniture sono state limitate da mesi di attacchi con droni ucraini contro raffinerie russe, oleodotti e depositi di carburante. L’obiettivo di Kiev, secondo quanto riportato, è ridurre la capacità di Mosca di finanziare il proprio sforzo bellico colpendo un settore centrale per l’economia e per la logistica del Paese.

La carenza di carburante diventa un nuovo fronte della guerra energetica

La prospettiva di importazioni via mare evidenzia come la carenza di benzina stia diventando un ulteriore fronte della pressione sulle infrastrutture russe. Gli attacchi contro gli impianti di raffinazione hanno prodotto effetti sulla capacità di lavorazione e sulla disponibilità di carburante, con ripercussioni segnalate in numerose regioni. L’arrivo di carburante dall’Asia attraverso un porto occidentale russo rappresenta quindi una risposta operativa a un problema sempre più esteso. In assenza di dettagli su volumi e fornitori, resta centrale il dato politico ed economico: la Russia si prepara a importare benzina via mare per gestire una carenza interna aggravata dagli attacchi alle sue raffinerie.