Maltempo, la figlia dell’uomo disperso nel Trigno: “da due mesi attendiamo risposte”

Maltempo, ennesimo appello della famiglia di Domenico Recanati alle istituzioni: "dove siete? Cosa state facendo per noi? Da due mesi continuiamo a chiedere la stessa cosa: trasparenza"

A sessanta giorni esatti dal crollo della campata della Statale 16 sul fiume Trigno e dalla scomparsa del 53enne di Bisceglie, Domenico Racanati, la figlia Angelica affida ai social un nuovo appello rivolto alle istituzioni. Dell’uomo, disperso dal 2 aprile scorso, non è stata ancora trovata alcuna traccia nonostante le settimane di ricerche coordinate dalla Capitaneria di Porto di Termoli e l’inchiesta aperta dalla Procura di Larino per crollo colposo e omicidio colposo. “Sono passati ormai due mesi dal crollo del ponte Trigno e dalla scomparsa di mio padre. Due mesi di attesa. Due mesi di domande senza risposte“, scrive la figlia. “Alle istituzioni voglio rivolgermi ancora una volta, con rispetto ma con estrema fermezza. Dove siete? Cosa state facendo per noi? Da due mesi continuiamo a chiedere la stessa cosa: trasparenza, scrive Angelica Racanati. “Non vogliamo rassicurazioni generiche, non vogliamo frasi di circostanza. Vogliamo essere informati su ciò che accade, conoscere i prossimi passi e sapere quali attività sono state svolte e quali verranno svolte”.

Negli ultimi giorni, la Procura ha confermato che il ponte e l’area interessata dal crollo restano sotto sequestro e che sono programmate ulteriori attività di ricerca con apparecchiature tecnologiche specialistiche. “Non chiediamo privilegi. Chiediamo rispetto. Rispetto per mio padre e per la nostra famiglia“, aggiunge la figlia del disperso, che nel finale del messaggio invita a ricordare Domenico Racanati non soltanto per la tragedia del ponte. “Ricordatelo per la persona che era, per il padre, il marito, l’amico e il collega che sapeva far sorridere chi gli stava accanto”, conclude Angelica.