Maltempo, la procuratrice di Larino: “le ricerche del disperso nel Trigno vanno avanti”

Maltempo, la procuratrice capo di Larino, Elvira Antonelli, chiarisce che le esigenze investigative non consentono ancora la rimozione delle macerie del ponte

Le ricerche di Domenico Racanati, il 53enne di Bisceglie disperso dal 2 aprile scorso dopo il crollo del ponte sul Trigno lungo la Statale 16 nel corso di una violenta ondata di maltempo, proseguiranno “finché sarà trovato. Lo conferma la procuratrice capo di Larino, Elvira Antonelli, chiarendo che le esigenze investigative non consentono ancora la rimozione delle macerie del ponte. “Ci sono esigenze investigative che allo stato non consentono di rimuovere le macerie. Si farà appena possibile”, afferma Antonelli. Nei giorni scorsi, Anas ha presentato alla Procura un’istanza per ottenere l’autorizzazione a effettuare rilievi tecnici e procedere alla rimozione dei resti della struttura in vista della ricostruzione, ma il via libera non arriverà prima del completamento degli accertamenti. “Questa cosa si potrà fare solo nel momento in cui noi ci troveremo nella condizione di aver capito chi ha o può avere responsabilità nel crollo del ponte“, aggiunge Antonelli.

L’inchiesta aperta dalla Procura di Larino per crollo colposo e omicidio colposo resta al momento a carico di ignoti. Le ricerche continuano sia nell’area delle campate collassate sia alla foce del Trigno, dove vengono utilizzate apparecchiature specialistiche in grado di individuare oggetti metallici anche in profondità. “Le ricerche sono state fatte con esito negativo. Sono in uso attrezzature in grado di rilevare la presenza di oggetti metallici in profondità. Si continua a cercare senza sosta”, spiega la procuratrice.

Prima della rimozione delle macerie sarà inoltre istituito un tavolo tecnico con tutti gli enti coinvolti. “Parteciperanno tutti gli enti che, per competenze specifiche, possono contribuire alla rimozione dei resti del ponte, sempre nel rispetto dell’obbligo che noi abbiamo di arrivare a una verità sulle cause del crollo“, conclude Antonelli. A due mesi dalla tragedia, la famiglia di Racanati continua a chiedere risposte e trasparenza sulle attività in corso.