Sergio Mattarella: “tra intelligenza artificiale, spazio e cambiamento climatico”, l’Italia di fronte a scelte decisive

Il Presidente della Repubblica sulle sfide globali: tecnologia, governance e futuro delle nuove generazioni

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riflette sulle grandi trasformazioni che caratterizzano il nostro tempo, sottolineando i rischi e le opportunità legate all’intelligenza artificiale, allo spazio e al cambiamento climatico. Intervenuto nello speciale Rai per l’80° anniversario della Repubblica, “Ne parliamo con il Presidente”, realizzato dal Tg1 e da Rai Cultura, il Capo dello Stato ha offerto una visione chiara e attenta sui principali temi di politica internazionale e scientifica che coinvolgono l’Italia e il mondo.

L’intelligenza artificiale: bivio tra progresso e rischio

Sulla questione dell’intelligenza artificiale, Mattarella ha evidenziato come la tecnologia rappresenti “la più grande evoluzione ai nostri tempi. L’avanzamento straordinario, anche affascinante, della tecnologia più avanzata, più sviluppata comporta, come sempre quando la scienza consegna all’umanità degli strumenti nuovi, un bivio sul suo utilizzo: l’utilizzo a fini di miglioramento della vita delle persone o l’utilizzo perverso di alcuni dei nuovi strumenti. Siamo di fronte a questo bivio, non nascondendoci dei grandi, immani vantaggi che l’intelligenza artificiale comporta e rappresenta”.

Il Presidente ha inoltre messo in guardia dalla possibile “privatizzazione dei poteri pubblici a vantaggio di chi utilizzerebbe questi poteri soltanto per fini di guadagno economico e finanziario. Quindi occorre dar vita a regole nazionali, ma non bastano, continentali, certamente europee, alcune devono essere globali. Ma il principio è questo: non è possibile che questo strumento, da essere potenzialmente un immenso vantaggio per l’umanità, divenga invece un elemento di condizionamento e di infelicità”.

La posizione di Mattarella sottolinea la necessità di un quadro normativo globale per guidare lo sviluppo e l’utilizzo dell’IA, prevenendo derive che potrebbero minacciare la libertà individuale e il bene comune.

Lo spazio: collaborazione internazionale contro la militarizzazione

Sulla tematica dello spazio, il Presidente ha ribadito che “lo spazio non può diventare luogo militarizzato o commerciale”. Rispondendo alla domanda del maggiore Andrea Patassa, pilota dell’Aeronautica Militare e astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, Mattarella ha osservato come “vi sono alcuni potentati finanziari che si immettono nello spazio vedendo lì un territorio, uno spazio, un ambito in cui guadagnare e svolgere affari. Ora lo sfruttamento commerciale dello spazio non è accettabile, anche perché se avvenisse aprirebbe la strada a un altro, ancor più grave pericolo: la militarizzazione dello spazio, per fare di quella dimensione un ambito, uno scenario, anche lì, di guerre e di conflitti”.

Il Capo dello Stato ha sottolineato come negli anni passati lo spazio fosse “la dimensione della collaborazione internazionale, con equipaggi nella stessa navicella di nazioni diverse. Bisogna tornare a questo, cioè alla concezione che vi sono dei beni comuni all’umanità, che non possono essere oggetto di dominio dei singoli Stati, oggetto di interesse per guadagno da parte di operatori privati. Occorre riaffermarlo. Questo è il limite. Lo spazio non può diventare luogo militarizzato o commerciale”.

L’attenzione di Mattarella evidenzia la crescente pressione dei potentati economici sullo spazio, ribadendo la necessità di una gestione condivisa che mantenga la dimensione extraterrestre come bene comune globale.

Cambiamento climatico: responsabilità verso le future generazioni

Infine, il Presidente ha affrontato la questione del cambiamento climatico, definendo la crisi ambientale come “innegabile, è sotto gli occhi di tutti, anche di coloro che lo negano ostinatamente. Per tanto tempo si è proseguito nella strada dello sfruttamento senza limiti e senza cautele delle risorse della Terra, che non sono infinite. Con le conseguenze che registriamo. Ignorando gli allarmi che venivano lanciati e presentati dalla scienza”.

Mattarella ha riconosciuto il ruolo fondamentale dei giovani, “la loro pressione ha indotto a iniziative politiche anche internazionali, con le varie riunioni annuali per il clima, con decisioni e provvedimenti ancora ampiamente insufficienti e purtroppo sovente negati o rinnegati addirittura. Io sono convinto che l’evidenza dei fatti sempre più convinca i popoli e conto sulla pressione loro e dei giovani sui governi perché si riesca a svolgere un’azione effettivamente incisiva. Quello che è certo è che non è possibile trasferire alle nuove generazioni una condizione di mondo deteriorato, come si rischia di fare”.

Con queste parole, il Capo dello Stato ha delineato un quadro in cui tecnologia, spazio e ambiente richiedono regole condivise, responsabilità collettiva e visione strategica per proteggere il futuro dell’umanità.