Terremoti nei Campi Flegrei e in Venezuela, il CNR chiarisce: “nessuna correlazione”

Le scosse registrate hanno origini diverse: il sisma in Venezuela ha provocato vittime e danni, mentre ai Campi Flegrei prosegue il fenomeno legato al bradisismo

La terra ha tremato a distanza di poche ore in aree del mondo lontane tra loro: i Campi Flegrei, in Italia, e il Venezuela. Le scosse hanno attirato l’attenzione per la coincidenza temporale, ma gli esperti chiariscono che non esiste alcun legame tra i due eventi. In una nota del CNR si legge: “Questa notte la terra ha tremato e continua a tremare ai Campi Flegrei e in Venezuela, con scosse di magnitudo fino a 3.6 ai Campi Flegrei e di magnitudo 7.0 e 7.5 in Venezuela, separate solo da 40 secondi, non lontano dalla capitale. Le prime sono state avvertite dalla popolazione senza danni gravi. Purtroppo quelle in Venezuela hanno causato distruzione e vittime, le valutazioni sono in corso“.

Il Centro Nazionale delle Ricerche ha sottolineato che la contemporaneità degli eventi è soltanto una casualità: “I due fenomeni non sono correlati. La coincidenza temporale è pura casualità. Per cronaca, nelle stesse ore si è registrato anche un terremoto di magnitudo 7.0 in Giappone, senza danni evidenti“.

Campi Flegrei, il fenomeno del bradisismo

Le scosse registrate nell’area dei Campi Flegrei rientrano nel quadro dell’attività vulcanica della zona, caratterizzata dal fenomeno del bradisismo, ovvero il lento sollevamento e abbassamento del suolo determinato dalla pressione dei fluidi presenti nel sottosuolo.

Il CNR spiega: “Le scosse dei Campi Flegrei sono legate al vulcanismo, dunque ai fluidi in pressione a qualche chilometro di profondità sotto la superficie terrestre. Un fenomeno conosciuto sin dal passato nell’area, chiamato anche bradisismo, che da circa 20 anni ha ripreso a “gonfiare” il sottosuolo“.

Venezuela, terremoti legati alla dinamica delle placche

Diversa l’origine dei terremoti che hanno colpito il Venezuela, dove la causa è da ricercare nei movimenti tettonici. L’area è interessata da importanti sistemi di faglie, tra cui la Faglia di Boconò, collegata al movimento relativo tra la placca Sudamericana e quella Caraibica.

Secondo il CNR, “quelle del Venezuela sono legate alla tettonica delle placche, in particolare ad un sistema di faglie trascorrenti tra cui la Faglia di Boconò, che regola il movimento relativo della placca Sudamericana e Caraibica. Si tratta di un’area che spesso ha subito terremoti e danni gravi, ricordiamo quello distruttivo del 26 marzo 1812 a Caracas di magnitudo 7.7“.

La “doppietta” sismica e il precedente di Turchia e Siria

Gli esperti stanno ancora analizzando la sequenza sismica registrata in Venezuela, caratterizzata da due forti terremoti ravvicinati nel tempo e nello spazio. Un fenomeno raro, ma già osservato in altre occasioni. Il CNR precisa: “Gli studi sono in corso, ma stanotte il Venezuela sembra essere stato colpito da una “doppietta” di terremoti in rapida successione e spazialmente separati. Un fenomeno sismico non frequentissimo, in cui un primo terremoto ne innesca uno successivo dopo minuti o ore, a distanza variabile di alcuni chilometri. Gli effetti purtroppo possono essere devastanti“.

Un caso analogo si verificò nel 2023 tra Turchia e Siria, quando due grandi terremoti colpirono la regione causando una delle più gravi tragedie sismiche degli ultimi anni. “Un fenomeno simile è avvenuto Turchia e Siria nel 2023, dove due terremoti di magnitudo circa 7.7 lungo la East Anatolian Fault, con 9 ore di differenza e a 90 chilometri di distanza, hanno provocato quasi 60mila morti“, conclude la nota.