Il panorama meteorologico sull’Italia si appresta a vivere una delle transizioni più repentine e violente degli ultimi anni. La giornata di domani, martedì 21 luglio, rappresenterà una vera e propria linea di demarcazione climatica per la nostra penisola. Da un lato, le regioni meridionali sperimenteranno l’ultimo giorno di caldo africano, con temperature che toccheranno punte estreme a causa dell’insistenza della massa d’aria subtropicale. Dall’altro lato, un poderoso e minaccioso fronte freddo scandinavo sta per fare il suo ingresso trionfale a partire dalle regioni settentrionali. Questo imponente afflusso di aria decisamente fredda e pesante in quota andrà a scontrarsi direttamente con l’enorme serbatoio di calore e umidità accumulato nei bassi strati della Pianura Padana e del bacino adriatico, creando un mix termodinamico letteralmente esplosivo. Il drastico calo termico darà vita a forti temporali al Nord e sulle adriatiche, segnando l’inizio di una fase di forte maltempo distruttivo.
Che cos’è PRETEMP e l’eccezionalità del livello 3 di allerta
In questo contesto di estrema volatilità atmosferica, gli esperti del gruppo PRETEMP hanno emesso un bollettino di straordinaria gravità. PRETEMP, acronimo di Previsioni Temporali, è un rinomato progetto scientifico e sperimentale tutto italiano, composto da un team indipendente di meteorologi, fisici dell’atmosfera e previsori professionisti in stretta collaborazione con il network meteorologico nazionale. A differenza dei canali istituzionali, PRETEMP si occupa specificamente della stima probabilistica e della localizzazione dei fenomeni convettivi severi, come i tornado, i downburst e le grandinate di grosse dimensioni, assegnando livelli di pericolosità che vanno da 0 fino a un maximun di 3. L’emissione di un livello 3 costituisce un evento meteorologico raro e indica la quasi certezza di assistere a fenomeni localmente estremi e potenzialmente distruttivi per cose e persone.
Il testo integrale del bollettino ufficiale di PRETEMP
Per comprendere appieno la dinamica e la severità degli eventi attesi nelle prossime ore, si riporta integralmente e testualmente il bollettino ufficiale emanato da PRETEMP per la giornata di domani: “Il passaggio di un’onda corta sul margine di una saccatura posizionata sull’Europa centrale, crea condizioni favorevoli all’innesco di temporali molto forti, specie sulle regioni del nord-est, Lombardia e del settore adriatico. Viene emesso un livello 3 per grandine di medie-grandi dimensioni (6-10 cm di diametro) su Emilia-Romagna, Marche e costa Adriatica fino alla Puglia settentrionale. È possibile qualche episodio di grandine gigante (10-15 cm di diametro). Sono anche probabili forti raffiche di vento, specialmente sul Mar Adriatico dove potrebbero risultare anche eccezionali (>150 km/h). Un più ampio livello 2 comprende l’area prealpina e le pianure del nord-est, l’Appennino Settentrionale e le aree interne delle regioni Adriatiche fino al Salento, per possibile interessamento da parte di temporali molto intensi ma con minor probabilità rispetto alle aree poste a livello 3. Su medio-alto Veneto e pianura lombarda la probabilità di temporali molto forti è più bassa, ma sono comunque probabili delle grandinate con chicchi di medie dimensioni. Il livello 1 circonda queste aree, ad indicare zone con una probabilità ancora minore di interessamento da parte di temporali forti. Comprende anche la Liguria e parta dell’Alta Toscana per temporali localmente intensi con possibile grandine di medie dimensioni. Il livello 0 che comprende anche il nord-ovest e parte delle regioni tirreniche riguarda zone in cui non si esclude la formazione di temporali perlopiù isolati. DETTAGLI Il transito di un’onda corta prima sulle regioni del nord e poi sull’Adriatico centrale determina il passaggio di una massa di aria fresca in quota, accompagnata da una marcata anomalia positiva di vorticità potenziale e da un massimo del getto polare. Nei bassi strati la presenza di aria calda e umida determina un ambiente molto instabile, specialmente a ridosso e a sud dell’asta del fiume Po (valori di CAPE diffusamente superiori a 2000 J/Kg su Emilia Romagna e Marche, anche superiori sull’Adriatico). Si nota una convergenza della massa d’aria instabile Adriatica e Tirrenica lungo la dorsale appenninica. I temporali potranno propagarsi lungo questa fascia altamente instabile in un ambiente molto volatile, spinti dalla forzante sinottica sempre più a sud. Per questo motivo sono attesi fenomeni temporaleschi molto forti, con associate raffiche di vento severe (100-120 km/h) e grandine di medie-grandi dimensioni (6-10 cm), con possibilità di chicchi giganti (10-15 cm). Gli inneschi convettivi coinvolgeranno principalmente due aree: l’Appennino centro-settentrionale e le Alpi Centro-Orientali. Livello 3… Il primo innesco convettivo riguarda le aree collinari e pedecollinari dell’Emilia nel primo pomeriggio, con conseguente evoluzione che segue le correnti in quota, verso la Romagna e le Marche a ESE, ed estensione anche alle aree di pianura adiacenti. Sarà probabile l’organizzazione dei temporali in forti supercelle particolarmente longeve, come simulato da diversi modelli. La loro propagazione sarà sostenuta dall’ambiente molto instabile, con un apporto di aria umida garantito dalla ventilazione proveniente dall’Adriatico e dal Tirreno. Nell’area compresa fra Romagna e Marche è attesa un’ulteriore intensificazione dei temporali. Qui c’è la probabilità maggiore per grandinate con chicchi di dimensioni gigante (10-15 cm). Il sistema temporalesco evolverà nelle ore successive verso sud-est, lungo il Mar Adriatico fino alla Puglia, forse interessando le aree di costa. In questa seconda fase potrebbe produrre principalmente violente raffiche di vento, che potrebbero raggiungere intensita’ eccezionali al largo, coinvolgendo forse il Gargano. In serata potrebbero svilupparsi altre supercelle con possibilità di altra grandine dimensione grossa o gigante anche in Abruzzo, Molise e Puglia Settentrionale. L’ambiente e’ analogo a quello tra Emilia-Romagna e Marche nel pomeriggio. La possibilità di tornado sembra bassa, ma non nulla. Nord-Est e Lombardia… Al mattino i temporali si svilupperanno prevalentemente nelle aree prealpine di Lombardia, Trentino e Veneto, in probabile estensione dei fenomeni alle aree di pianura della bassa Lombardia e Veneto, con direzione prevalente di evoluzione ESE, ovvero verso l’area in cui è presente la maggiore instabilità atmosferica (CAPE > 1500 J/Kg). I temporali saranno associati a precipitazioni intense sulle aree alpine, grandine fino a medie dimensioni (4-5 cm) e raffiche di vento forte in pianura. Potranno proseguire sull’alto Adriatico, raggiungendo la Croazia sulla sponda opposta, che per questo motivo viene inclusa nel livello 2. L’estensione più a nord sul Friuli sarà condizionata dal flusso d’aria più secco da nord-ovest, la cui intensità è simulata diversamente dai modelli disponibili. Nel pomeriggio saranno possibili nuovi inneschi convettivi a ridosso delle Prealpi del Triveneto e in Lombardia, con un nuovo interessamento delle pianure della Lombardia, Veneto e anche del Friuli e con possibilità di ulteriori grandinate e forti raffiche di vento. Raggiungendo il basso Veneto e la bassa Lombardia i temporali potrebbero intensificarsi sensibilmente ed iniziare a produrre grandinate di notevoli dimensioni (6-10 cm di diametro) e forti downburst. Emessa lunedì 20 luglio 2026 alle ore 15:00 UTC“.
Focus sulle aree a livello 3: il rischio di grandine gigante e venti estremi
La massima allerta meteo si concentra sulla fascia geografica che comprende l’Emilia Romagna, le Marche e l’intera costa adriatica fino alla Puglia settentrionale. In questo settore l’interazione tra la massa d’aria fresca in quota e l’aria caldissima preesistente provocherà l’innesco di autentici mostri temporaleschi. Gli esperti avvertono che i primi nuclei prenderanno vita nel primo pomeriggio lungo le aree collinari dell’Emilia, evolvendo rapidamente verso la Romagna e le Marche in direzione est-sud-est. Il rischio principale è legato allo sviluppo di imponenti supercelle, ovvero sistemi temporaleschi rotanti particolarmente longevi e dotati di correnti ascensionali violentissime. Questi sistemi saranno in grado di generare fenomeni di grandine gigante con chicchi dal diametro compreso tra i 10 e i 15 centimetri, capaci di causare danni gravissimi a auto, coltivazioni e strutture commerciali. Successivamente, lo spostamento del sistema verso il Mar Adriatico darà origine a un violento fronte di raffiche di vento discendenti che, specialmente in mare aperto e in prossimità del Gargano, potrebbero assumere carattere eccezionale superando la spaventosa velocità di 150 km/h, configurando scenari di tempesta estrema.
L’evoluzione del maltempo nei livelli di allerta 2, 1 e 0
Non meno sottovalutabile è lo scenario previsto per le aree inserite nel livello 2 di allerta, che cinge la Pianura Padana centro-orientale, il Triveneto, la Lombardia, l’Appennino settentrionale e le zone interne adriatiche fino al Salento. Su questi settori i temporali inizieranno a farsi strada già dal mattino a ridosso dei rilievi prealpini per poi scendere con furia verso le pianure lombarde e venete. Nelle prime fasi, i fenomeni saranno caratterizzati da piogge torrenziali e grandine di medie dimensioni, ma nel corso del pomeriggio, muovendosi verso il basso Veneto e la bassa Lombardia dove l’energia in gioco è più elevata, i temporali subiranno un’improvvisa e violenta rigenerazione, producendo grandinate distruttive e forti downburst con venti lineari tra i 100 e i 120 km/h. Il livello 1 e il livello 0 delimitano invece le aree marginali dello scontro sinottico, comprendendo la Liguria, l’alta Toscana e il Nord-Ovest; in queste zone la fenomenologia risulterà decisamente più sparsa e isolata, ma la grandissima energia termica presente non permette di escludere del tutto locali colpi di vento e isolate grandinate, a testimonianza di quanto l’intera atmosfera italiana risulti estremamente instabile e pericolosa per la giornata di domani.
Tutti i dettagli dal video con l’ultimo bollettino meteo completo dal Canale YouTube di MeteoWeb:
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