Si apre una settimana di spiccata instabilità atmosferica sul territorio italiano, segnando un parziale ma significativo cambiamento nello scenario meteorologico che ha dominato le ultime giornate di inizio estate. La transizione verso una configurazione più dinamica e perturbata è già ampiamente evidente nelle cronache meteorologiche odierne. Nella giornata di oggi, domenica 5 luglio, violenti temporali pomeridiani associati a intensi nubifragi e pesanti grandinate hanno duramente colpito il Nord-Est, flagellando in particolar modo il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia. Come abbiamo ampiamente documentato in tempo reale su MeteoWeb, i fenomeni più severi e distruttivi si sono concentrati tra le province di Udine, Pordenone e Treviso, zone in cui si sono registrati accumuli pluviometrici eccezionali che hanno localmente superato i 50mm di pioggia, lasciando al suolo ingenti accumuli di ghiaccio. Nel corso della serata, l’impulso fresco in quota ha esteso la sua azione instabile anche alle regioni del Centro Italia, innescando celle temporalesche repentine e intense tra Umbria, Marche e Abruzzo.
Questo scenario di marcata rinfrescata e maltempo si inserisce nel contesto di un progressivo e costante cedimento dell’alta pressione lungo il suo bordo orientale, una vera e propria vulnerabilità ciclonica sul Mediterraneo che aprirà la strada a infiltrazioni di aria più fresca e instabile in quota. Tali correnti agiranno da innesco per la genesi di diffusi temporali di calore che si manifesteranno in modo ciclico e puntuale ogni giorno, caratterizzando l’intera settimana e concentrandosi principalmente durante le ore pomeridiane a ridosso dei rilievi montuosi e nelle zone interne della penisola. La giornata di lunedì 6 luglio rappresenterà la naturale prosecuzione di questa fase dinamica, mostrando un’ulteriore accentuazione della fenomenologia convettiva a causa del forte riscaldamento diurno accumulato nei bassi strati dell’atmosfera.
Cos’è PRETEMP e la mappa della pericolosità temporalesca
In questo contesto di accentuato rischio meteorologico, un ruolo di primo piano nella prevenzione e nella comunicazione del rischio è svolto dal team di PRETEMP, che ha emesso un bollettino di allerta meteo dettagliato per le prossime ventiquattro ore. PRETEMP, acronimo di Previsioni Temporali, è un rinomato progetto scientifico nato nel 2015 che si dedica alla redazione di previsioni sperimentali e probabilistiche sui fenomeni convettivi intensi che possono colpire il territorio italiano. Operando in stretta e sinergica collaborazione con il portale specialistico Meteonetwork, PRETEMP analizza i principali indici di instabilità per mappare il territorio attraverso precisi livelli di pericolosità, numerati da 0 a 3 in base all’intensità attesa e alla probabilità di accadimento di fenomeni severi quali grandinate macroscopiche, piogge torrenziali, colpi di vento lineari e persino eventi tornadici.
Per la giornata di lunedì, la mappa elaborata dagli esperti evidenzia una netta ripartizione del rischio, localizzando i massimi effetti della fenomenologia convettiva tra la dorsale appenninica centro-meridionale e il bacino del Mar Adriatico, dove l’interazione tra differenti masse d’aria e le forzanti orografiche locali esalterà lo sviluppo delle nubi a sviluppo verticale.
L’analisi tecnica di PRETEMP e il rischio di supercelle marittime
I dettagli scientifici e i parametri termodinamici presi in esame delineano un quadro di forte energia potenziale disponibile per la convezione, specialmente nelle prime ore della giornata sui settori marittimi. Gli esperti previsori descrivono accuratamente lo scenario sinottico atteso attraverso il bollettino ufficiale emesso questa sera: “Nella giornata di lunedì, il lieve cedimento dell’alta pressione sul suo bordo orientale sarà responsabile di un aumento dell’instabilità convettiva su parte del dominio previsionale. In particolare, nel corso della notte è atteso il transito di un nucleo di vorticità positiva in media troposfera sull’Adriatico centro-settentrionale. L’ambiente termodinamico sarà caratterizzato da valori di Mixed Layer CAPE fino a 2000 J/kg e da valori di Lifted Index fino a -4/-5°C. L’aria più fresca da nord in uscita dai temporali sul NE potrebbe generare locali convergenze in mare aperto con il vento di scirocco e dare luogo alla formazione di qualche cella temporalesca in scivolamento verso S/SE (orario tra le 00 e le 06 locali). Un livello di pericolosità 0 viene pertanto emesso su tutto l’Alto Adriatico, inglobando anche le coste romagnole e marchigiane centro-settentrionali (sebbene l’effettivo interessamento delle coste risulti incerto). Il livello 0 è valido essenzialmente per la possibilità di piogge intense concentrate (< 20mm/1h) e per raffiche di vento convettive (fino a 60-70 km/h). Inoltre, non è da escludere che tali celle possano assume caratteristiche anche supercellulari, dati i valori di DLS 0-6km fino a 20 m/s e di SREH 0-3km > 300 m2/s2, con possibilità in tal caso anche di qualche grandinata di medie dimensioni (3-4cm) e raffiche convettive più intense, al limite con un livello di pericolosità 1“.
Questa complessa evoluzione notturna e mattutina dimostra come l’energia immagazzinata sulla superficie marina possa supportare lo sviluppo di temporali marittimi altamente organizzati. Gli elevati valori di wind shear verticale indicano una forte variazione del vento con la quota, un fattore cruciale che permette alle correnti ascendenti di iniziare a ruotare, favorendo la nascita di pericolose supercelle capaci di estendere i propri effetti severi fino ai litorali esposti delle Marche e della Romagna.
Allerta Livello 1 sull’Appennino centro-meridionale: i settori più a rischio
Con il progredire delle ore e l’approssimarsi della fase centrale del giorno, l’azione del soleggiamento estivo determinerà un rapido surriscaldamento del suolo, spostando il fulcro dell’attività temporalesca verso l’interno della penisola. Le aree montuose e collinari diventeranno il terreno ideale per lo scoppio dell’instabilità, spingendo PRETEMP a decretare un’allerta di Livello 1 specificatamente per l’intera fascia dell’Appennino centro-meridionale. In questo settore l’allerta assume un carattere di moderata e diffusa pericolosità, poiché i temporali si svilupperanno in modo repentino e localmente violento, alimentati dall’orografia che costringe l’aria calda e umida a sollevarsi rapidamente verso l’alto.
I principali fattori di rischio associati a questa specifica area geografica comprendono la caduta di piogge intense a carattere di nubifragio, con tassi di accumulo che potranno agevolmente superare i trenta millimetri in una sola ora, determinando potenziali allagamenti lampo e rapidi incrementi dei corsi d’acqua minori. Ad accompagnare le precipitazioni vi sarà il concreto pericolo di forti grandinate di medie dimensioni, caratterizzate da chicchi dal diametro stimato tra i tre e i quattro centimetri, in grado di provocare seri danni alla vegetazione e alle colture agricole locali. Non meno rilevanti saranno le violente raffiche di vento convettive generatisi dai sistemi temporaleschi, le quali potranno raggiungere picchi di settanta o ottanta chilometri orari sotto forma di downburst, scalzando coperture leggere e rami d’albero.
Allerta Livello 0 e i settori marginali coinvolti dalla convezione
Il perimetro dell’instabilità non rimarrà confinato esclusivamente alle regioni centro-meridionali, ma tenderà ad abbracciare ampie porzioni di territorio adiacente, sebbene con una fenomenologia mediamente meno diffusa o più localizzata. Un’allerta di Livello 0 è stata infatti assegnata a una vasta area cuscinetto circostante, che include l’intero Appennino tosco-emiliano e si estende verso le pianure e le coste del Nord-Est, tornando a interessare marginalmente il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia nel corso delle ore tardo-pomeridiane e serali, dopo i violenti fenomeni della domenica. Una blanda attivazione convettiva sarà possibile inoltre nelle aree interne della Sardegna centrale, a testimonianza di un’atmosfera ovunque predisposta al ribaltamento termico.
All’interno delle zone contrassegnate dal livello zero, la probabilità di assistere a macro-fenomeni distruttivi risulta inferiore rispetto alle aree centrali dell’allerta, tuttavia la natura intrinseca dei temporali estivi impone di non abbassare la guardia. Anche in regime di bassa pericolosità, singole celle temporalesche isolate ma rigeneranti potranno svilupparsi improvvisamente, scaricando ingenti quantitativi di pioggia in pochi minuti, accompagnati da intense fulminazioni e isolate folate di vento, confermando la spiccata dinamicità che caratterizzerà l’intero esordio della settimana.
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