Una dieta ricca di pesce, verdure e alimenti di origine vegetale, associata all’assunzione di acido acetilsalicilico (aspirina), potrebbe rappresentare una strategia efficace per migliorare la salute intestinale e contrastare i processi infiammatori alla base dello sviluppo del tumore del colon-retto. È quanto emerge da uno studio coordinato dall’Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibba), in collaborazione con ricercatori dell’Università di Firenze, pubblicato sulla rivista scientifica Scientific Reports. La ricerca conferma il ruolo determinante dell’alimentazione nel modulare il microbiota intestinale, l’insieme dei microrganismi che popolano il nostro intestino e che svolgono funzioni essenziali per il mantenimento della salute. Secondo gli autori, proprio il microbiota rappresenta uno dei principali mediatori attraverso cui la dieta può influenzare il rischio di sviluppare il cancro colorettale, oggi la seconda causa di morte per tumore nel mondo secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC).
Lo studio si inserisce in un percorso di ricerca avviato da anni dal Cnr-Ibba e approfondisce il rapporto tra alimentazione, comunità microbiche intestinali e sviluppo tumorale. I ricercatori hanno analizzato gli effetti di una dieta pesco-vegetariana in modelli animali geneticamente predisposti alla formazione di tumori del colon-retto, osservando una significativa riduzione dell’insorgenza di lesioni tumorali.
L’effetto protettivo è risultato ancora più evidente quando il regime alimentare è stato combinato con l’acido acetilsalicilico, un farmaco già noto per le sue proprietà antinfiammatorie e per il potenziale ruolo preventivo nei confronti di alcune patologie croniche. L’associazione tra dieta e trattamento farmacologico ha infatti prodotto cambiamenti più marcati nel microbiota intestinale, rafforzando i meccanismi legati alla protezione dell’organismo.
A suscitare particolare interesse sono stati i risultati relativi alla composizione della flora batterica intestinale. La dieta pesco-vegetariana ha favorito la crescita di gruppi microbici associati alla produzione di sostanze benefiche e al mantenimento dell’equilibrio dell’ambiente intestinale. Anche l’aspirina ha dimostrato di poter modificare la composizione del microbiota, favorendo alcuni batteri potenzialmente coinvolti negli effetti protettivi osservati. Tra questi emerge il genere Roseburia, noto per la capacità di produrre butirrato, un acido grasso a catena corta considerato fondamentale per il corretto funzionamento della mucosa intestinale e per la regolazione dei processi infiammatori.
“I nostri risultati confermano che il microbiota intestinale rappresenta un punto di incontro fondamentale tra alimentazione e salute”, spiega Carlotta De Filippo, ricercatrice del Cnr-Ibba che ha coordinato lo studio. “Comprendere come dieta, farmaci e microbiota interagiscano tra loro ci permetterà di sviluppare in futuro strategie di prevenzione sempre più efficaci e personalizzate, soprattutto per le persone a maggior rischio di sviluppare questa malattia”.
La prevenzione del tumore del colon-retto dipende, quindi, anche dalle scelte alimentari quotidiane: “Lo studio suggerisce che, in futuro, la combinazione di diete mirate e interventi capaci di modulare il microbiota potrebbe diventare uno strumento importante della medicina di precisione per la prevenzione oncologica”, conclude De Filippo.
Hanno collaborato alla ricerca anche: Sofia Chioccioli (già dottoranda presso il Dip.to Neurofarba dell’Università degli studi di Firenze, attualmente ricercatrice presso il Meyer Children’s Hospital); Giovanna Caderni (Professore associato Dip.to Neurofarba dell’Università degli studi di Firenze), Niccolò Meriggi (Cnr-Ibba), Mariela Mejia Monroy (Dottoranda dell’Università di Siena associata al Cnr-Ibba); Sonia Renzi e Benedetta Cerasuolo (Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Firenze).


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