L’Europa sta affrontando una crisi a causa di incendi boschivi che stanno costringendo moltissime persone ad abbandonare le proprie abitazioni. La situazione più critica si registra attualmente nel Sud/Ovest della Francia (immagini nella gallery), dove le autorità hanno organizzato massicce evacuazioni via terra e mare, e in Spagna, che ha appena dichiarato un’emergenza nazionale storica dopo che enormi roghi si sono fusi in un unico fronte alle porte di Madrid. Le condizioni estreme, caratterizzate da un caldo asfissiante e terreni aridi, stanno trasformando questi territori in una polveriera, mentre i venti alimentano le fiamme. I governi hanno dovuto lanciare un appello all’Unione Europea per ottenere rapidi rinforzi e mezzi aerei in grado di contrastare il disastro.
Il cielo nero e le fughe disperate dalla costa francese
In Francia le autorità hanno ordinato l’evacuazione totale della penisola di Cap Ferret, una delle mete turistiche più frequentate della costa atlantica. Il Ministro dell’Interno Laurent Nunez ha descritto il fenomeno come un incendio convettivo, in grado di autoalimentarsi, cambiare improvvisamente direzione e spostarsi inesorabilmente verso Est, puntando l’area metropolitana di Bordeaux. Per agevolare i salvataggi nel Sud/Ovest del Paese, sono state inviate diverse imbarcazioni, permettendo a circa 110mila persone, tra residenti e moltissimi turisti, di lasciare le aree a rischio prima che i due roghi principali raggiungessero abitazioni e campeggi. Alcuni testimoni hanno raccontato di nuvole sempre più scure che si addensavano in modo drammatico, una coltre di cenere così spessa da oscurare completamente la luce del Sole.
Nel frattempo, un vasto incendio scoppiato nel vicino villaggio di Saumos, a Nord di Cap Ferret, rischia ora di bloccare l’unica strada in uscita dalla penisola. Questo fronte ha già devastato oltre 14mila ettari di foresta, distruggendo più di 100 case e un campeggio, confermandosi come il peggiore di questa stagione sul territorio francese.
La morsa del fuoco si stringe a Ovest di Madrid
La situazione in Spagna è altrettanto critica, con oltre 19mila persone che hanno ricevuto l’ordine di evacuare i paesi situati sulle montagne a Ovest di Madrid. Oltre 2mila membri del personale antincendio e 10 aerei hanno lottato strenuamente per impedire che i focolai convergessero. Isabel Diaz Ayuso, leader regionale di Madrid, ha confermato la fusione dei roghi definendo l’evento come la tempesta perfetta causata da temperature altissime e venti incessanti, sottolineando che si tratta del peggior incendio nella storia della regione. Per la 1ª volta in assoluto, la Spagna ha dichiarato l’emergenza nazionale per un incendio boschivo, provvedimento che ha sbloccato immediati fondi federali per gestire la catastrofe.
La densità abitativa dell’area a Ovest della capitale ha reso il bilancio ancora più pesante: in un solo complesso residenziale sono andate distrutte 43 abitazioni. A complicare ulteriormente il quadro, un 3° incendio esploso nella provincia di Avila rischia di unirsi al già vasto fronte madrileno. Le forze dell’ordine hanno arrestato una persona e ne stanno indagando un’altra, sospettata di aver innescato le fiamme utilizzando macchinari pesanti in una zona vietata.
L’allarme europeo e l’impatto delle ondate di calore
Quest’anno gli incendi hanno già bruciato in Europa un’area nettamente superiore alla media annuale degli ultimi 2 decenni. Questo è il 2° anno consecutivo in cui la Spagna affronta una stagione di roghi particolarmente letale: finora sono scoppiati 29 grandi incendi, danneggiando una superficie 5 volte più estesa rispetto alla stessa fase del 2025, che deteneva il precedente record negativo. I dati evidenziano come l’intero continente abbia subito ben 3 soffocanti ondate di caldo quasi consecutive.
Di fronte alla gravità dell’emergenza, la Grecia ha inviato 2 aerei antincendio in Spagna, mentre la Croazia ha fornito mezzi e personale alla Francia e l’Italia ha inviato un velivolo in Tunisia e 2 in Spagna. L’emergenza termica sta avendo pesanti ripercussioni anche sulle infrastrutture critiche. L’ufficio meteorologico Météo France prevede un nuovo e brusco rialzo termico per la prossima settimana, una condizione che riscalderà ulteriormente i fiumi francesi impiegati per il raffreddamento dei reattori nucleari. Il reattore Golfech 2, situato nel Sud della Francia, risulta infatti fermo dallo scorso 7 luglio a causa delle restrizioni legate al calore, e le prolungate settimane di meteo torrido stanno gravemente compromettendo anche le colture di mais in tutto il Paese.















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