Gli abitanti di Guam e delle Isole Marianne Settentrionali si sono barricati in casa, mentre un nuovo e spaventoso sistema ciclonico si avvicina minacciosamente ai territori statunitensi nel Pacifico. Si tratta del super tifone Bavi, il secondo evento meteorologico di questa portata a colpire la regione a partire dal mese di aprile, portando con sé venti equiparabili a quelli di un uragano di 5ª categoria. Attualmente la tempesta si trova a diverse centinaia di km a Est dell’arcipelago e avanza con venti sostenuti che raggiungono i 259 km/h e raffiche fino a 314 km/h, secondo l’ultimo aggiornamento fornito dal Joint Typhoon Warning Center. La situazione ha spinto le autorità a dichiarare lo stato di emergenza, interrompendo bruscamente le celebrazioni previste per il 250° anniversario degli Stati Uniti, mentre i circa 200mila residenti si preparano al peggio svuotando i supermercati e mettendo in sicurezza le proprie abitazioni e le infrastrutture cittadine in vista dell’impatto.
Le isole ancora in ginocchio si preparano al nuovo impatto
Il territorio di Guam ospita circa 170mila persone e le vicine Marianne Settentrionali contano circa 40mila residenti. L’intera popolazione locale è in massima allerta e ha preso d’assalto le stazioni di servizio e i negozi di ferramenta per acquistare pannelli di legno, affollando i centri commerciali per fare scorta di cibo, acqua in bottiglia e altri beni essenziali per affrontare l’emergenza. Le proiezioni meteorologiche del National Weather Service indicano una prospettiva drammatica per la regione, costringendo i lavoratori delle strutture ricettive a sigillare le finestre con nastro adesivo, fissare saldamente le attrezzature esterne e preparare con cura i kit di primo soccorso. Tutto il personale tecnico e operativo locale sta lavorando incessantemente e in totale sinergia per ridurre i potenziali danni alle strutture e per poter garantire una rapida risposta di soccorso non appena l’apice della tempesta si sarà allontanato.
I danni di Sinlaku
Il ricordo del precedente super tifone Sinlaku, che ha duramente colpito la zona a metà del mese di aprile, è ancora una ferita aperta per le comunità colpite. Quell’evento estremo aveva causato prolungati blackout per decine di migliaia di cittadini, sradicato alberi e scoperchiato numerosi edifici commerciali e residenziali. Durante quella terribile tempesta una nave mercantile ha subito un grave guasto ai motori e si è ribaltata, causando la morte di 1 membro dell’equipaggio e la tragica scomparsa di altri 5 marinai. Molte persone vivono ancora nei rifugi temporanei della Croce Rossa o sotto tetti di fortuna, mentre le dighe e gli argini danneggiati in precedenza accentuano i gravi timori legati alle ondate di tempesta. L’arrivo di 2 super tifoni a distanza di appena 2 mesi rappresenta un evento storico senza precedenti per queste isole. L’intensificazione rapida di simili cicloni tropicali viene alimentata dal calore anomalo degli oceani, in particolar modo nel Pacifico equatoriale, dove si sta rapidamente rafforzando il pattern climatico El Nino, destinato a portare ulteriori condizioni meteorologiche estreme nel corso dell’anno.


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