Si sono concluse tragicamente le ricerche del turista olandese disperso nel lago di Como dal pomeriggio di ieri. Il corpo dell’uomo è stato individuato all’alba di oggi dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco, impegnati nelle operazioni di ricerca insieme al personale della Guardia Costiera. Dopo il ritrovamento, il corpo è stato recuperato dai soccorritori e trasportato a terra. Le ricerche, interrotte con il sopraggiungere dell’oscurità, erano riprese fin dalle prime ore del mattino con l’impiego di uomini, mezzi e strumentazioni specialistiche.
Il turista si era tuffato per soccorrere il figlio sedicenne
La tragedia ha avuto inizio intorno all’ora di pranzo, quando il turista olandese si è tuffato nelle acque del lago di Como per aiutare il figlio di sedici anni, che si trovava in difficoltà. L’uomo si era immerso con l’obiettivo di raggiungere e soccorrere il ragazzo, ma non era più riuscito a tornare a riva. Dopo la segnalazione della scomparsa erano immediatamente scattate le operazioni di ricerca, proseguite per tutto il pomeriggio con il coinvolgimento delle squadre specializzate. Il mancato ritorno del turista aveva fatto temere fin dalle prime ore il peggio. Le attività si erano concentrate nell’area in cui l’uomo era stato visto immergersi, nel tentativo di ricostruire i suoi ultimi movimenti e individuare il punto esatto nel quale poteva trovarsi.
Le ricerche riprese alle prime luci dell’alba
Le operazioni sono ripartite all’alba di oggi, non appena le condizioni di visibilità hanno consentito ai soccorritori di tornare a operare nelle acque del lago. I sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno ripreso le immersioni e le verifiche in profondità, perlustrando il fondale nella zona interessata dalla scomparsa. Durante le ricerche è stato infine individuato il corpo dell’uomo. Il recupero è stato effettuato dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco insieme ai colleghi della Guardia Costiera, che hanno collaborato nelle delicate operazioni necessarie per riportare la salma in superficie e successivamente a terra. Il ritrovamento ha posto fine alle ricerche avviate nel pomeriggio precedente, confermando l’esito drammatico temuto dopo diverse ore senza notizie del turista.
Da Genova sommozzatori e strumentazioni di profondità
Alle attività di ricerca hanno partecipato anche i sommozzatori del 5° Nucleo della Guardia Costiera di Genova, giunti dalla Direzione marittima della Liguria per rafforzare il dispositivo operativo già presente sul lago. Il personale specializzato ha portato sul posto strumentazioni destinate alle ricerche in profondità, tra cui sistemi Rov e Sonar. Si tratta di apparecchiature utilizzate per esplorare le aree sommerse e controllare porzioni di fondale difficilmente raggiungibili o visibili attraverso le sole immersioni. Il Rov, un veicolo subacqueo comandato a distanza, consente agli operatori di effettuare verifiche sotto la superficie dell’acqua, mentre il Sonar permette di analizzare il fondale attraverso l’impiego di impulsi acustici. L’utilizzo congiunto di queste tecnologie ha supportato il lavoro delle squadre impegnate nel complesso intervento.
Il recupero del corpo nel lago di Como
L’intervento ha richiesto il coordinamento tra diverse componenti del sistema di soccorso. I Vigili del Fuoco, con i propri nuclei sommozzatori, hanno condotto le immersioni e individuato il corpo, mentre la Guardia Costiera ha fornito supporto durante le operazioni di ricerca e recupero. Una volta raggiunto, il corpo del turista è stato riportato in superficie e trasferito a terra. Le attività si sono svolte nelle prime ore della giornata, dopo una notte di attesa seguita alle ricerche condotte dal momento della scomparsa. La vicenda si è così conclusa con la morte dell’uomo, che si era gettato nelle acque del lago di Como nel tentativo di prestare aiuto al figlio sedicenne. Un gesto compiuto per soccorrere il ragazzo che ha avuto, per il turista olandese, conseguenze drammatiche.


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