Le indicazioni che emergono dalle proiezioni meteorologiche a lungo termine meritano un’attenzione particolare, perché delineano uno scenario tutt’altro che rassicurante per la seconda parte di luglio. Dopo la parentesi decisamente più fresca che sta caratterizzando questi giorni, in particolare al Meridione, i principali modelli previsionali convergono su un possibile e deciso ritorno dell’anticiclone africano, con una nuova, intensa ondata di caldo destinata a interessare l’intera Penisola. Va premesso, con la massima trasparenza, che ci muoviamo sul terreno insidioso delle proiezioni oltre i sette-dieci giorni, dove l’incertezza è fisiologicamente elevata: ma quando il segnale è coerente e ripetuto da più corse modellistiche, come in questo caso, ignorarlo sarebbe un errore.
L’anticiclone africano pronto a riconquistare il Mediterraneo
Il motore di questa possibile svolta è il promontorio anticiclonico subtropicale di matrice africana, che nei prossimi giorni tornerà a distendersi con vigore verso l’Europa occidentale. In una prima fase, l’espansione dell’alta pressione punterà soprattutto la Penisola Iberica e la Francia, con Spagna e Portogallo nuovamente esposti a valori termici molto elevati. Sarà il passaggio successivo, però, a fare la differenza per il nostro Paese: secondo le mappe, il campo di alta pressione dovrebbe progressivamente ripiegare sul Mediterraneo centrale, spostando il proprio baricentro verso l’Italia.
Questo tipo di configurazione, con il cuore caldo dell’anticiclone che si adagia sul bacino centrale del Mediterraneo, è la classica ricetta per un’impennata delle temperature su tutte le regioni italiane. Il sprofondamento dell’aria calda in quota (fenomeno noto come subsidenza) comprime la colonna atmosferica, favorisce cieli sereni e inibisce la formazione di nubi e temporali, permettendo al soleggiamento estivo di esprimersi al massimo del proprio potenziale. È in queste condizioni che si costruiscono le grandi fiammate di caldo tipiche della piena estate mediterranea.
Le mappe ensemble e gli “spaghetti”: segnali stabili di anomalia calda tra il 10 e il 20 luglio
A sostenere questo scenario non è una singola simulazione deterministica, ma l’insieme delle proiezioni statistiche. Le cosiddette mappe degli spaghetti — la rappresentazione grafica delle numerose corse ensemble, in cui ogni “filo” corrisponde a una diversa simulazione ottenuta perturbando leggermente le condizioni iniziali — mostrano un addensamento significativo dei valori al di sopra delle medie climatiche nella finestra compresa tra il 10 e il 20 luglio. La convergenza di molti membri dell’ensemble verso temperature sopra la norma rappresenta, in gergo tecnico, un segnale robusto: significa che il caldo anomalo non è un’ipotesi isolata di una singola simulazione, ma una tendenza condivisa dalla maggior parte degli scenari.
L’elemento che rende questo quadro particolarmente delicato è la tempistica. La seconda decade di luglio coincide, dal punto di vista climatologico, con uno dei periodi più caldi in assoluto dell’intera stagione italiana. In altre parole, l’eventuale anomalia calda andrebbe a sommarsi a un contesto che è già, di base, il momento più torrido dell’anno. È proprio questa concomitanza — un picco anomalo che si innesta sul massimo stagionale — a giustificare la preoccupazione degli addetti ai lavori: quando l’anomalia positiva si sovrappone al periodo più rovente, le temperature massime possono raggiungere valori estremi con relativa facilità.
Verso i +40°C? Il rischio della prima grande ondata di caldo anche al Sud
Le implicazioni pratiche di una simile configurazione sono evidenti. Nelle prossime due o tre settimane, l’Italia potrebbe avvicinarsi in modo stabile e diffuso alla soglia dei +40°C, un valore che sotto l’ala dell’anticiclone africano diventerebbe raggiungibile non solo nelle tradizionali zone più calde delle pianure interne, ma su porzioni sempre più ampie del territorio nazionale, isole comprese.
Il dato più significativo riguarda il Meridione. Il Sud Italia, infatti, era rimasto ai margini della grande ondata di caldo di fine giugno, salvandosi dai picchi più roventi che avevano invece messo alla prova le regioni centro-settentrionali. Se lo scenario prospettato dai modelli dovesse concretizzarsi, per il Sud si tratterebbe della prima vera, grande ondata di caldo dell’anno, con un’esposizione piena all’aria calda subtropicale finora in larga parte evitata. Un cambio di passo che, dopo settimane di relativa tregua, potrebbe risultare piuttosto brusco per le regioni meridionali.
Il Sud finora risparmiato: clima fresco almeno fino all’11-12 luglio
Prima di questa possibile svolta, però, il Meridione continuerà a godere di condizioni decisamente più fresche del normale. Il clima gradevole che sta accompagnando questi giorni al Sud è destinato a proseguire per buona parte della settimana entrante, con temperature che si manterranno su valori contenuti e, in diversi casi, addirittura inferiori alle medie del periodo. Secondo le attuali proiezioni, questa fase di relativo refrigerio dovrebbe protrarsi almeno fino all’11-12 luglio, rappresentando una sorta di quiete prima dell’eventuale ritorno del gran caldo.
Sarà proprio a ridosso di quella data che gli occhi degli esperti resteranno puntati sull’evoluzione barica: il passaggio dalla fase fresca a quella potenzialmente rovente costituisce il punto di svolta dell’intero quadro previsionale e andrà monitorato con estrema attenzione nei prossimi aggiornamenti.
Estate 2026, la statistica non lascia scampo dopo il 2025 fresco
Questo scenario conferma, del resto, quanto avevamo già anticipato su MeteoWeb in merito alle previsioni meteorologiche stagionali e al ragionamento statistico che ne era alla base. Dopo un’estate mite e priva di eccessi come quella del 2025, l’ipotesi di due stagioni consecutive senza caldo estremo appariva statisticamente poco probabile: sarebbe stata, per usare un’espressione efficace, “troppa grazia”. Le annate particolarmente fresche tendono a essere l’eccezione più che la regola, e la probabilità che se ne ripetano due di fila risulta sensibilmente bassa nel contesto climatico attuale.
I fatti, per ora, sembrano dare ragione a questa lettura. Il mese di giugno si è concluso all’insegna del gran caldo, riportando prepotentemente in scena l’anticiclone africano dopo la parentesi dell’anno precedente. E se le indicazioni dei modelli verranno confermate, luglio e agosto potrebbero rivelarsi persino più severi, riportando l’estate italiana su quei binari di caldo intenso e prolungato che negli ultimi anni sono diventati sempre più ricorrenti.
Prudenza d’obbligo: perché il lungo termine va letto con cautela
Resta doverosa, in chiusura, una raccomandazione di metodo. Le proiezioni oltre i sette-dieci giorni non vanno interpretate come previsioni dettagliate e definitive, ma come linee di tendenza soggette a possibili revisioni. La distanza temporale amplifica il margine di errore, e la reale evoluzione — l’intensità del caldo, la sua durata, la precisa distribuzione geografica — potrà essere definita con affidabilità soltanto avvicinandosi alle date. Ciò detto, la coerenza del segnale emerso dalle ultime emissioni modellistiche è tale da meritare grande attenzione: l’ipotesi di una nuova, importante ondata di caldo sull’Italia dopo la metà di luglio è concreta e verrà seguita con aggiornamenti costanti nei prossimi giorni.
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