Shell ha rivisto al rialzo le previsioni di produzione di gas per il secondo trimestre e ha indicato che il commercio di gas sarà significativamente più forte rispetto al trimestre precedente, un elemento destinato a contribuire alla compensazione delle interruzioni legate al conflitto in Medio Oriente. Nell’aggiornamento trimestrale, la società ha dichiarato che, nel periodo aprile-giugno, la produzione della divisione integrated gas dovrebbe attestarsi tra 610.000 e 650.000 barili di petrolio equivalente al giorno, rispetto alla precedente previsione compresa tra 580.000 e 640.000 boed. Nel primo trimestre, la produzione era stata pari a 909.000 boed. La revisione conferma il ruolo centrale del gas nelle prospettive industriali e finanziarie di Shell, in una fase in cui l’andamento dei prezzi dell’energia e la volatilità dei mercati continuano a incidere in modo significativo sui risultati delle principali compagnie petrolifere internazionali.
GNL, volumi di liquefazione sopra la guidance precedente
Oltre alla produzione di gas, Shell ha rivisto al rialzo anche le previsioni sui volumi di liquefazione di GNL. La stima è stata portata da una precedente forchetta di 6,8-7,4 milioni di tonnellate a un nuovo intervallo compreso tra 7,4 e 7,8 milioni di tonnellate. Nel primo trimestre, la società aveva prodotto 7,9 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto. La nuova indicazione per il secondo trimestre segnala quindi una performance superiore rispetto alle attese iniziali, pur restando leggermente al di sotto del livello registrato nei primi tre mesi dell’anno. Il rafforzamento delle stime sul GNL assume rilievo in un contesto in cui la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e la domanda di gas naturale liquefatto restano fattori chiave per il settore, soprattutto in presenza di tensioni geopolitiche e oscillazioni marcate dei prezzi.
Trading di gas in forte miglioramento rispetto al trimestre precedente
Shell ha dichiarato che i risultati commerciali del suo segmento integrated gas saranno significativamente superiori rispetto al trimestre precedente. La società ha inoltre indicato che i risultati commerciali della divisione prodotti chimici e petroliferi, che include la sua importante attività di trading di petrolio, dovrebbero essere in linea con la solida performance del trimestre precedente. La crescita attesa nel trading di gas rappresenta uno degli elementi più rilevanti dell’aggiornamento trimestrale, perché segnala la capacità della società di beneficiare della volatilità dei mercati energetici. Le principali compagnie petrolifere hanno infatti tratto vantaggio dall’aumento delle oscillazioni nei prezzi di petrolio e gas, innescate dal conflitto tra Stati Uniti e Israele con l’Iran. L’accresciuta volatilità del mercato energetico ha contribuito a incrementare i profitti di società come Shell, BP e TotalEnergies, rafforzando il peso delle attività di trading nei risultati complessivi delle grandi major.
Il conflitto in Medio Oriente sostiene la volatilità dei prezzi energetici
Il contesto geopolitico resta un fattore determinante per l’andamento del settore. Le interruzioni legate al conflitto in Medio Oriente hanno esercitato pressione sui mercati, mentre le oscillazioni dei prezzi di petrolio e gas hanno offerto opportunità alle società con ampie attività di commercializzazione e trading. Nel secondo trimestre, il benchmark globale del Brent si è attestato in media a circa 97 dollari al barile, in aumento rispetto ai 78 dollari del primo trimestre e ai 67 dollari di un anno prima. L’incremento del prezzo del greggio ha rafforzato il quadro per le attività legate agli idrocarburi, contribuendo alla tenuta dei margini e dei risultati del settore. Anche il mercato europeo del gas ha mostrato un rafforzamento. Il prezzo medio del contratto di riferimento del gas olandese con scadenza a breve termine presso l’hub TTF si è attestato intorno ai 46 euro per megawattora durante il trimestre, in aumento rispetto ai circa 40 euro per MWh del trimestre precedente e ai 36 euro per MWh di un anno prima.
Citi alza le stime sugli utili di Shell
L’aggiornamento di Shell ha spinto Citi a rivedere al rialzo le proprie previsioni sugli utili. La banca ha aumentato del 13% le stime sull’utile per azione di Shell per il secondo trimestre, citando l’aggiornamento “progressivamente positivo” della società. Tra gli elementi indicati figurano la solidità del trading, dei prodotti chimici e della commercializzazione dei carburanti. La revisione di Citi riflette quindi una lettura favorevole del quadro operativo delineato dalla major, in particolare per la capacità di trasformare la volatilità dei mercati in un contributo positivo ai risultati trimestrali. L’attenzione degli analisti si concentra ora sull’impatto combinato di produzione, GNL, trading e margini nei segmenti chiave, in vista della pubblicazione dei risultati del trimestre aprile-giugno.
Le azioni Shell sovraperformano il settore energetico europeo
La reazione del mercato è stata positiva. Le azioni Shell erano in rialzo del 3,2% alle 08:25 GMT di oggi, sovraperformando il più ampio settore energetico europeo, che nello stesso momento registrava un guadagno dello 0,3%. Il movimento del titolo riflette la valutazione favorevole degli investitori sull’aggiornamento trimestrale, in particolare sul miglioramento delle prospettive per il gas integrato e per il trading energetico. La performance azionaria evidenzia anche il peso crescente delle attività commerciali nei risultati delle grandi compagnie petrolifere, soprattutto nelle fasi di forte volatilità dei prezzi. In questo scenario, Shell si presenta al secondo trimestre con stime più alte sulla produzione di gas, volumi di GNL superiori alla guidance precedente e aspettative più solide per il trading, mentre il contesto geopolitico e l’andamento dei prezzi dell’energia restano al centro dell’evoluzione del settore.


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