La terra torna a tremare con estrema violenza nel territorio nipponico. L’isola di Kyushu, nel Sud del Giappone, è stata colpita oggi alle ore 16:27 locali, corrispondenti alle 09:27 ora italiana, da un forte terremoto magnitudo 6.5 secondo i dati forniti dall’INGV, mentre l’USGS ha stimato una magnitudo di 6.8. Il violento movimento tellurico ha avuto il suo epicentro a 5 km a Est della città di Uto, propagandosi da una profondità ipocentrale di 19 km. La scossa è stata avvertita in maniera distinta e prolungata in un’area molto vasta che comprende gran parte della regione a Sud/Ovest del Paese, dove sono state riportate frane e crolli. L’intensità del fenomeno ha spinto l’Agenzia meteorologica giapponese a diramare un allarme tsunami per le coste esposte. L’evento ha raggiunto il livello 7 sulla scala di intensità sismica giapponese Shindo, il valore massimo in assoluto previsto da questo sistema di misurazione, a testimonianza della devastante energia liberata in superficie.
Non sono state segnalate anomalie immediate nelle centrali nucleari in Giappone dopo la scossa di terremoto: lo rende noto l’Autorità di regolamentazione nucleare giapponese. La società di servizi elettrici locale, Kyushu Electric Power, ha comunicato che 3 reattori nucleari in funzione nella regione al momento del sisma hanno continuato le loro normali attività.
Dopo la potente scossa circa 45.060 abitazioni e impianti sono privi di elettricità nella prefettura di Kumamoto, ha riferito il gestore Kyushu Electric Power. “Quando si è verificato il terremoto, le scosse sono state così forti che non riuscivo a stare in piedi“, ha dichiarato alla televisione, mezz’ora dopo il sisma, un dipendente della Nhk nella prefettura di Kumamoto, dove è avvenuta la scossa. “È stato davvero molto forte. Le scosse continuano mentre vi parlo. Alcune persone, me compreso, hanno sentito il cuore battere forte“, ha aggiunto.
Perché si verificano terremoti nella zona di Kyushu
Il Giappone si trova lungo la famigerata Cintura di Fuoco del Pacifico, un’area caratterizzata da un’intensa attività tettonica. Nello specifico, l’isola di Kyushu è posizionata in prossimità di fosse oceaniche come la Fossa delle Ryukyu e la Fossa di Nankai, dove la Placca delle Filippine subduce al di sotto della Placca Eurasiatica ad una velocità di svariati centimetri all’anno. Questo costante attrito tra le placche crostali accumula enormi tensioni che vengono ciclicamente rilasciate sotto forma di energia sismica. L’area centrale di Kyushu è inoltre attraversata da un complesso sistema di faglie attive, tra cui spicca la zona di faglia di Futagawa-Hinagu, che si estende per oltre 100 km lungo la costa a Ovest della prefettura di Kumamoto. Queste strutture geologiche superficiali assorbono la deformazione tettonica attraverso movimenti trascorrenti e diretti, ed è proprio la loro bassa profondità a generare scosse in grado di provocare scuotimenti estremi in superficie.
La sismicità storica dell’isola e della prefettura
La regione di Kyushu vanta una storia sismica particolarmente turbolenta e costellata di eventi distruttivi. I precedenti più recenti e drammaticamente simili all’evento odierno risalgono all’aprile 2016, quando la medesima zona di faglia di Futagawa-Hinagu generò i disastrosi terremoti di Kumamoto. In quell’occasione, una scossa magnitudo 6.2 fu seguita poche ore dopo da un evento principale di magnitudo 7.0, causando diffusa devastazione e perdite umane. Spostandoci verso Nord, nel 2005 un altro violento sisma di magnitudo 6.6 aveva già colpito la costa a Nord dell’isola, al largo di Fukuoka. Andando più indietro nei secoli, gli archivi storici riportano cataclismi di proporzioni immani, come il terremoto di Hyuga-nada del 1662, che con una magnitudo stimata di 7.9 generò un violento tsunami al largo delle coste a Est di Kyushu. Ancora più letale fu il disastro del 1792 legato al vulcano Unzen: un evento sismico innescò una ciclopica frana e un conseguente tsunami nel Mare di Ariake che spazzò via le coste di Kumamoto, provocando la morte di oltre 15mila persone.







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