L’ondata di calore che sta attraversando l’Europa mette sotto pressione anche la rete elettrica polacca. Il gestore nazionale della rete, PSE, ha annunciato per oggi una finestra di chiamata dalle 18 alle 19, chiedendo alle centrali elettriche di aumentare la produzione e ai consumatori industriali di ridurre temporaneamente i propri consumi. La misura punta a mantenere stabile il sistema elettrico nelle ore di maggiore pressione. Non è la prima volta che PSE ricorre a questo strumento: una precedente finestra di chiamata era stata attivata anche martedì scorso.
A complicare il quadro sono le conseguenze delle alte temperature sui corsi d’acqua utilizzati per il raffreddamento degli impianti. Martedì le centrali di Kozienice, nella Polonia orientale, e Polaniec, nel Sud/Est del Paese, hanno dovuto ridurre la produzione a causa del basso livello della Vistola, che ha limitato la capacità di raffreddamento dei generatori.
Il fenomeno non riguarda soltanto la Polonia. In Ungheria e Romania è stata segnalata una diminuzione della produzione di energia nucleare legata al basso livello delle acque del Danubio, un ulteriore effetto delle condizioni climatiche particolarmente calde e secche. Il dato più significativo arriva proprio dalla Vistola: secondo l’Istituto polacco di meteorologia e gestione delle acque (OMGW), il livello del fiume misurato ieri alla stazione idrologica di Annopol, nella Polonia orientale, è sceso a 160 cm, il valore più basso registrato in oltre 70 anni.
Il governo polacco ha comunque escluso, nei giorni scorsi, che la crisi energetica ungherese possa avere ripercussioni sulla rete elettrica nazionale. Resta però il rischio legato alle condizioni meteorologiche: le temperature elevate possono infatti provocare sovraccarichi locali della rete, rendendo necessarie misure temporanee per contenere la domanda e assicurare l’equilibrio tra produzione e consumi.


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