Europa, il diesel costa più del carburante per aerei: è la prima volta da oltre un anno

La stretta sulle forniture globali ribalta gli equilibri del mercato energetico europeo: la guerra in Iran ha ridotto i flussi dal Medio Oriente, mentre il blocco delle esportazioni russe e gli attacchi ucraini alle raffinerie di Mosca aggravano la scarsità di gasolio destinato a industria, trasporti e agricoltura

Un nuovo segnale di tensione arriva dal mercato energetico europeo. I carichi di diesel destinati all’Europa sono diventati più costosi del jet fuel, il carburante utilizzato dall’aviazione, per la prima volta da oltre un anno. Il sorpasso emerge dai dati LSEG e fotografa uno squilibrio sempre più evidente tra la disponibilità dei diversi prodotti petroliferi raffinati. La dinamica è particolarmente significativa perché riguarda uno dei carburanti più importanti per il funzionamento dell’economia europea. Il gasolio non alimenta soltanto una parte rilevante del trasporto stradale, ma rappresenta una risorsa fondamentale per industria, logistica e agricoltura. Proprio su questo prodotto l’Europa sta incontrando maggiori difficoltà nell’assicurarsi nuove forniture, mentre sul fronte del carburante per aerei è riuscita almeno in parte a compensare la diminuzione degli arrivi dal Medio Oriente attraverso acquisti da altri Paesi. Il risultato è un’inversione dei tradizionali rapporti di prezzo: la maggiore disponibilità relativa di jet fuel, unita alla crescente scarsità di diesel, ha spinto quest’ultimo sopra il carburante per l’aviazione.

La guerra in Iran ha sconvolto i flussi di carburante verso l’Europa

Alla base del cambiamento ci sono innanzitutto le profonde conseguenze della guerra in Iran sui mercati petroliferi internazionali. Il conflitto ha perturbato sia la disponibilità di petrolio greggio sia quella dei prodotti raffinati, modificando rotte commerciali che per anni avevano garantito all’Europa un’importante quota delle proprie forniture energetiche. Il problema si è rivelato particolarmente delicato per il settore dell’aviazione. Una quota significativa del jet fuel europeo proveniva infatti dall’area del Golfo e le difficoltà dei traffici mediorientali avevano inizialmente alimentato fortissimi timori sulla disponibilità del carburante per gli aerei. Già nella primavera 2026 il mercato aveva registrato tensioni eccezionali proprio a causa delle difficoltà delle forniture attraverso l’area del Golfo. Di fronte alla contrazione delle spedizioni mediorientali, tuttavia, l’Europa è riuscita progressivamente a ridisegnare le proprie rotte di approvvigionamento. Sono aumentati in particolare gli arrivi di carburante per aerei dagli Stati Uniti e da altri produttori, tra cui la Nigeria.

Boom delle importazioni di jet fuel dagli Stati Uniti e dalla Nigeria

La capacità del mercato europeo di sostituire almeno una parte delle forniture perdute emerge chiaramente dai dati sui flussi commerciali. Secondo le rilevazioni di Kpler, le importazioni europee di jet fuel sono salite fino a circa 750.000 barili al giorno nel giugno 2026, il livello più alto dall’ottobre 2025, mantenendosi su valori analoghi anche nel mese successivo. Il confronto con l’inizio dell’anno è particolarmente significativo: a gennaio gli arrivi erano pari a circa 612.000 barili al giorno. L’aumento delle importazioni ha quindi progressivamente alleggerito la pressione sul mercato europeo del carburante per aviazione. La maggiore disponibilità di jet fuel ha permesso all’Europa di affrontare la diminuzione delle spedizioni provenienti dal Medio Oriente, creando però un forte contrasto con quanto contemporaneamente sta accadendo sul mercato del diesel.

Le importazioni europee di diesel crollano da 1,97 a 1,56 milioni di barili al giorno

Se sul fronte del carburante per aerei i flussi sono aumentati, per il diesel la direzione è stata esattamente opposta. Le importazioni europee di gasolio sono infatti scese da circa 1,97 milioni di barili al giorno a gennaio a 1,56 milioni di barili al giorno nel luglio 2026. Si tratta di una contrazione rilevante per un continente strutturalmente dipendente dalle importazioni di prodotti raffinati. La diminuzione dell’offerta arriva inoltre in una fase nella quale diversi grandi poli di raffinazione internazionali stanno affrontando contemporaneamente problemi produttivi, geopolitici e logistici. La conseguenza è un mercato nel quale procurarsi nuovi carichi di gasolio sta diventando progressivamente più difficile. Ed è proprio questa scarsità relativa ad aver consentito al prezzo del diesel di superare quello del jet fuel nel corso della settimana.

Il diesel diventa il punto più critico del mercato energetico

Il sorpasso del diesel sul jet fuel rappresenta così molto più di una semplice oscillazione delle quotazioni. Indica come il baricentro della crisi dei carburanti si stia spostando verso un prodotto essenziale per una larga parte dell’economia reale. Le tensioni erano già evidenti nelle settimane precedenti. Dopo l’annuncio delle restrizioni russe, i margini europei di raffinazione del diesel avevano superato i 60 dollari al barile, raggiungendo livelli record. La scarsità riguarda inoltre un mercato globale nel quale più aree produttrici stanno contemporaneamente esportando quantità inferiori di carburante. Russia, Medio Oriente e Asia hanno registrato forti riduzioni delle disponibilità, aumentando la competizione internazionale per assicurarsi i carichi rimasti sul mercato. Per l’Europa la difficoltà è particolarmente evidente: mentre è stato possibile aumentare gli acquisti di jet fuel dagli Stati Uniti, dalla Nigeria e da altri fornitori, trovare quantità aggiuntive di gasolio si sta rivelando molto più complicato.

Dopo il picco estivo cala la pressione sul carburante per gli aerei

Sul lato opposto del mercato interviene anche un fattore stagionale. Dopo il periodo di massima intensità dei viaggi estivi, la domanda di jet fuel tende a perdere parte della propria forza e le aspettative di maggiori importazioni europee stanno contribuendo a esercitare una pressione ribassista sulle quotazioni del carburante per aviazione. Il contrasto con il diesel è quindi netto. Da una parte un mercato del jet fuel che, dopo le fortissime tensioni provocate dalla guerra in Iran, ha trovato nuovi flussi internazionali e si avvicina alla fase stagionale di minore domanda. Dall’altra un mercato del gasolio che deve fare i conti con una disponibilità globale sempre più ridotta. La conseguenza di queste due tendenze opposte è il ribaltamento osservato nei prezzi europei.