L’eclissi solare vista dallo spazio: Petr Dubrov fotografa il Sole dalla ISS a 400 chilometri dalla Terra | FOTO

Dalla Stazione Spaziale Internazionale uno sguardo unico sull’avanzata della Luna davanti al disco solare: il cosmonauta di Roscosmos immortala uno degli eventi astronomici più attesi dell’anno

  • Eclissi solare
  • Eclissi solare
  • Eclissi solare
  • Eclissi solare
/

L’eclissi solare del 12 agosto 2026 non è stata osservata soltanto dalla superficie terrestre. Mentre milioni di persone seguivano l’avanzata della Luna davanti al Sole dall’Europa, dall’Atlantico settentrionale e dalle altre regioni interessate dal fenomeno, a circa 400 chilometri di quota lo spettacolo assumeva un aspetto completamente diverso. A documentarlo è stato il cosmonauta di Roscosmos Petr Dubrov, che ha fotografato l’eclissi direttamente dalla Stazione Spaziale Internazionale, regalando una prospettiva particolarissima dell’allineamento tra Sole, Luna e Terra. Osservare un’eclissi solare dallo spazio significa assistere allo stesso fenomeno astronomico vissuto dalla Terra, ma da un punto di osservazione radicalmente differente. Dalla superficie terrestre lo spettacolo è inevitabilmente inserito nel paesaggio: il Sole cambia lentamente forma, la luminosità diminuisce, l’ambiente circostante assume tonalità insolite e, nelle zone di totalità, il giorno può trasformarsi per alcuni istanti in una sorta di crepuscolo improvviso.

A bordo della Stazione Spaziale Internazionale, invece, il fenomeno si presenta nel contesto dello spazio. La fotografia realizzata da Petr Dubrov concentra l’attenzione direttamente sul progressivo avvicinamento del disco lunare al disco solare, mostrando la geometria celeste che produce l’eclissi senza il normale scenario atmosferico e paesaggistico che accompagna l’osservazione dalla superficie. È proprio questa la caratteristica che rende le immagini provenienti dalla ISS così suggestive: l’eclissi non appare soltanto come un oscuramento del Sole osservato da una determinata località terrestre, ma come il risultato evidente di un preciso allineamento tridimensionale tra tre corpi celesti.

Petr Dubrov fotografa l’avanzata della Luna davanti al Sole

Le immagini diffuse da Roscosmos mostrano il Sole durante i minuti nei quali il disco della Luna si avvicina progressivamente alla nostra stella. È la fase che precede e accompagna l’occultazione, quando il profilo lunare comincia a sottrarre porzioni sempre maggiori della superficie solare visibile. Dalla Terra questa avanzata viene percepita come una progressiva trasformazione del Sole in una falce sempre più sottile. Dalla ISS, la possibilità di fotografare il fenomeno dall’orbita permette invece di isolare visivamente il rapporto geometrico tra i due dischi, offrendo una rappresentazione particolarmente netta della dinamica dell’eclissi. Il punto di osservazione cambia continuamente anche perché la Stazione Spaziale Internazionale viaggia intorno alla Terra a velocità orbitale, completando un’orbita in circa un’ora e mezza. Non si tratta dunque di un osservatorio fermo rispetto alla superficie terrestre, ma di una piattaforma che percorre migliaia di chilometri mentre la stessa ombra della Luna attraversa il pianeta.

A 400 chilometri di quota, sopra gran parte dell’atmosfera terrestre

La particolarità delle fotografie realizzate da Petr Dubrov nasce anche dalla quota della Stazione Spaziale Internazionale. La ISS orbita infatti approssimativamente a 400 chilometri sopra la superficie terrestre, in una regione in cui l’ambiente osservativo è profondamente diverso rispetto a quello sperimentato da qualsiasi osservatore al suolo. NASA indica per la Stazione un intervallo orbitale indicativo compreso tra circa 370 e 460 chilometri. Sulla Terra l’osservazione dell’eclissi può essere condizionata dalla presenza di nubi, foschia e condizioni meteorologiche locali. Lo spazio non presenta invece questi ostacoli lungo la stessa linea di vista che caratterizza un osservatore al suolo. Questo non significa che ogni passaggio della ISS garantisca automaticamente una visione favorevole dell’eclissi, perché tutto dipende dalla posizione orbitale della stazione rispetto al Sole e alla Luna, ma quando la geometria è favorevole la prospettiva è eccezionale. L’assenza dello scenario meteorologico terrestre permette inoltre di concentrare completamente l’immagine sul fenomeno astronomico. Il nero dello spazio e la brillantezza del Sole rendono evidente la sagoma lunare che avanza davanti alla stella.

Dallo spazio emerge la vera geometria dell’eclissi solare

Le immagini della ISS aiutano quindi a comprendere un aspetto fondamentale del fenomeno: una eclissi solare non è un evento che avviene “sul Sole”, ma il risultato della posizione relativa dell’osservatore rispetto alla Luna e alla nostra stella. La Luna, trovandosi tra la Terra e il Sole, intercetta una parte della radiazione solare e genera nello spazio un cono d’ombra. Soltanto gli osservatori che si trovano nella porzione più interna di questa ombra possono assistere alla totalità. Spostandosi lateralmente, invece, si entra nella penombra e il Sole rimane parzialmente visibile. Il 12 agosto questa geometria ha prodotto una fascia di totalità che, secondo le mappe della NASA, si è sviluppata dalle regioni artiche attraverso la Groenlandia e l’Islanda, proseguendo sull’Atlantico settentrionale fino alla Spagna. Da una piattaforma orbitale come la ISS, il sistema Terra-Luna-Sole può essere osservato da una prospettiva che rende ancora più evidente quanto l’esperienza di un’eclissi dipenda dalla posizione dell’osservatore nello spazio.