Il comportamento attribuito al lupo di Noicattaro, qualora venga confermato che l’animale ricercato sia effettivamente un lupo, rappresenta secondo gli esperti una situazione fuori dall’ordinario e tale da richiedere un intervento rapido. A sottolinearlo è Marco Antonelli, zoologo esperto di grandi carnivori del Wwf, che ha spiegato come, davanti a un animale che rappresenta un rischio concreto per la sicurezza delle persone, la priorità debba essere quella di procedere alla sua rimozione dall’ambiente naturale. “Un comportamento come quello manifestato dal lupo di Noicattaro (se, come sembra, verrà confermato che si tratta di un lupo) è un’anomalia. E in questi casi in cui l’animale rappresenta oggettivamente un pericolo per l’incolumità pubblica, bisogna intervenire in maniera immediata e rimuoverlo dall’ambiente naturale. Quindi bene la cattura e speriamo che possa avvenire il prima possibile”. L’indicazione dell’esperto è dunque netta: nel caso specifico la cattura del lupo viene considerata necessaria non soltanto per ragioni legate alla sicurezza pubblica, ma anche per evitare che un comportamento anomalo possa essere impropriamente esteso alla percezione generale della specie.
La cattura del lupo e le difficoltà delle operazioni a Noicattaro
La ricerca dell’animale presenta tuttavia difficoltà operative significative. Come riferito dal sindaco di Noicattaro, il lupo sarebbe già riuscito per due volte a sottrarsi alla cattura per un soffio, confermando quanto possa essere complesso intervenire su un animale selvatico in movimento e in grado di spostarsi rapidamente sul territorio. Antonelli evidenzia però un elemento che, proprio in questo caso, potrebbe agevolare le operazioni. Il comportamento dell’animale farebbe pensare a un lupo antropizzato, quindi particolarmente abituato alla presenza umana e meno diffidente rispetto agli esemplari che vivono normalmente lontano dai centri abitati. “E’ vero che è complicato catturare i lupi ma in questo caso – spiega Antonelli – grazie al fatto che si tratta di un lupo antropizzato, che non ha paura dell’uomo, potrebbe rivelarsi più semplice del solito. Si può utilizzare un sistema di trappole incruente o, se questo non funziona, si può eventualmente intervenire con la telenarcosi ovvero con personale specializzato che una volta individuato l’animale gli spara un narcotico e poi lo cattura una volta che l’animale si è addormentato. L’importante – ribadisce l’esperto – è che venga rimosso in fretta dall’ambiente naturale e trasferito in un’area faunistica controllata dove non possa più nuocere. E questo – sottolinea Antonelli – è importante non solo per rassicurare la popolazione ma anche per la tutela dell’immagine del lupo e del lavoro di salvaguardia che conduciamo da decenni perché – afferma – il 99,9% dei lupi non sono animali pericolosi, sono schivi, non si spingono oltre i margini del bosco e soprattutto non attaccano l’uomo”.
Trappole incruente e telenarcosi, le possibili tecniche di cattura
Tra le possibilità illustrate dallo zoologo figurano dunque sistemi diversi, tutti finalizzati alla cattura dell’animale senza abbattimento. Una prima soluzione è rappresentata dalle trappole incruente, strumenti utilizzabili per immobilizzare il lupo senza provocargli danni e consentire successivamente l’intervento degli operatori. Qualora questa strategia non dovesse risultare efficace, una seconda possibilità è costituita dalla telenarcosi, una tecnica che richiede la presenza di personale specializzato. Dopo l’individuazione precisa dell’animale, viene utilizzato un narcotico a distanza per consentirne l’addormentamento e il successivo recupero in condizioni di sicurezza. Secondo Antonelli, l’obiettivo finale deve essere quello di trasferire l’animale in una area faunistica controllata, separandolo definitivamente dall’ambiente naturale nel quale potrebbe nuovamente entrare in contatto con persone.
Il caso di Noicattaro e la tutela dell’immagine del lupo
L’esperto del Wwf richiama inoltre l’attenzione sulle conseguenze che un episodio del genere potrebbe avere sulla percezione collettiva del lupo, specie sulla quale da decenni vengono portati avanti progetti di protezione e salvaguardia. La presenza di un esemplare che manifesta un comportamento anomalo, secondo Antonelli, non deve infatti essere considerata rappresentativa della specie nel suo complesso. Nella quasi totalità dei casi, i lupi mantengono un atteggiamento estremamente prudente nei confronti delle persone, evitando il contatto diretto e restando nelle aree naturali. Proprio per questo motivo la rapida rimozione dell’animale viene ritenuta fondamentale anche per evitare che il caso di Noicattaro possa alimentare una percezione generalizzata del lupo come animale aggressivo o pericoloso per l’uomo.
Cosa fare se si incontra il lupo prima della cattura
Resta però il problema della sicurezza nelle ore che precedono la cattura. Fino a quando l’animale non sarà individuato e trasferito, non può essere esclusa la possibilità di un nuovo incontro, ed è per questo che Antonelli richiama innanzitutto al rispetto delle disposizioni adottate dall’amministrazione comunale. “Innanzi tutto la raccomandazione numero uno – dice Antonelli – è quella di rispettare rigorosamente le ordinanze e i divieti imposti dall’amministrazione comunale, quindi tenersi alla larga dalle aree verdi e di non lasciare i bambini da soli. Dopodiché se proprio dovesse capitare di trovarselo davanti, il suggerimento è quello di fare rumore e allontanarsi. Per quanto confidente – conclude lo zoologo – il lupo ha comunque paura dell’uomo, non è un caso che gli attacchi si siano verificati nei confronti di bambini”. L’indicazione è quindi quella di evitare le aree verdi interessate dai divieti, non lasciare i bambini senza sorveglianza e, qualora si dovesse verificare un incontro diretto, cercare di fare rumore e allontanarsi.
Lupo antropizzato, perché il comportamento è diverso dagli altri esemplari
L’elemento centrale del caso resta il possibile processo di antropizzazione del lupo, cioè la progressiva perdita della naturale diffidenza nei confronti dell’uomo. Proprio questa caratteristica potrebbe spiegare il comportamento insolito dell’esemplare segnalato a Noicattaro e, contemporaneamente, rendere più agevole la sua individuazione da parte delle squadre impegnate nella cattura. Antonelli ribadisce però come persino un animale particolarmente confidente conservi comunque una naturale paura nei confronti dell’uomo. Un aspetto che rende ancora più importante evitare qualunque tentativo di avvicinamento spontaneo e attenersi alle indicazioni impartite dalle autorità. L’obiettivo resta quello di catturare rapidamente il lupo di Noicattaro, trasferirlo in un ambiente controllato e ridurre al minimo qualsiasi ulteriore rischio, tutelando contemporaneamente la sicurezza pubblica e una specie che, secondo l’esperto del Wwf, nella quasi totalità dei casi non rappresenta una minaccia per l’uomo.


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