La Repubblica di Nauru cambia ufficialmente volto e torna alle proprie origini linguistiche. Il presidente David Adeang ha annunciato che il Paese assumerà il nome di Repubblica di Naoero, una denominazione che rispecchia la pronuncia e la grafia della lingua nazionale locale. Il cambiamento rappresenta un ritorno al nome tradizionale dell’isola, rimasto a lungo ai margini perché considerato difficile da pronunciare per gli stranieri. Per decenni il Paese è stato conosciuto nel mondo come Nauru, una forma nata più per comodità internazionale che per scelta degli abitanti. Con il nuovo nome cambieranno anche il codice internazionale dello Stato, che passerà da NRU a NRO, e il termine utilizzato per indicare i cittadini: gli abitanti saranno infatti chiamati dei-Naoero invece di Nauruan. Anche la pronuncia ufficiale subirà una modifica: il nome non sarà più pronunciato come “Now-roo”, ma come “Now-ero”.
“Questo cambiamento proposto mira a onorare più fedelmente il patrimonio della nostra nazione, la nostra lingua e la nostra identità“, aveva dichiarato il presidente David Adeang, quando aveva presentato la proposta di modifica costituzionale al Parlamento. La riforma ha ricevuto il via libera dai legislatori dopo i 2 passaggi di voto previsti dalla procedura parlamentare, anche se inizialmente non era chiaro se il documento costituzionale fosse già stato formalmente aggiornato.
Secondo il governo, il nuovo nome rappresenta “l’inizio di un rinnovato orgoglio nazionale“. In occasione dell’ultimo voto favorevole alla modifica, nel mese di maggio, Adeang aveva annunciato l’intenzione di organizzare un referendum per confermare la decisione. Successivamente, però, l’esecutivo ha comunicato che, dopo “ampie discussioni“, il voto popolare non sarebbe stato necessario.
“Sebbene un referendum sia destinato a determinare la volontà del popolo, il nome Naoero non è mai andato perduto, ma aspettava semplicemente di essere pienamente abbracciato“, ha spiegato il governo in una nota. L’esecutivo ha inoltre sottolineato che la denominazione tradizionale “è già l’identità del popolo, è presente nello stemma nazionale ed è parlata nella comunità; e, cosa importante, è consentita dalla Costituzione“.
Un piccolo Stato con una storia complessa
Naoero è uno dei Paesi più piccoli al mondo per popolazione: conta circa 12mila abitanti ed è il 3° Stato meno popoloso del pianeta, dopo Tuvalu e Città del Vaticano. Situata nell’Oceano Pacifico meridionale, l’isola è un atollo calcareo che ha vissuto una lunga storia coloniale. L’Isola è stata prima controllata dalla Germania e successivamente amministrata dall’Australia, prima di ottenere l’indipendenza nel 1968. Negli anni ’70 Nauru ha vissuto un periodo di grande ricchezza grazie all’estrazione dei fosfati, una risorsa mineraria che ha portato enormi entrate economiche. Con il progressivo esaurimento dell’industria estrattiva, però, il Paese è entrato in una profonda crisi negli anni Novanta, arrivando vicino al collasso finanziario.
Oggi Naoero è tra gli Stati più vulnerabili al mondo agli effetti dell’innalzamento del livello del mare causato dai cambiamenti climatici. Per affrontare la minaccia, il governo ha cercato investimenti internazionali anche attraverso un programma di cittadinanza a pagamento, destinato a finanziare lo spostamento di infrastrutture e persone dalle aree maggiormente esposte all’avanzata dell’oceano.
Una scelta in linea con altri cambiamenti di nome nel mondo
La decisione di Naoero si inserisce in una tendenza più ampia di Paesi che hanno scelto di modificare il proprio nome per allontanarsi da eredità coloniali o rafforzare la propria identità nazionale. Nel 2018 il piccolo regno africano di Eswatini ha abbandonato il nome Swaziland, mentre nel 2022 la Turchia ha chiesto alle Nazioni Unite di utilizzare ufficialmente la denominazione Türkiye, già adottata nel Paese.
Il passaggio da Nauru a Naoero comporterà anche il cambio del nome degli aerei e delle navi nazionali. Il governo ha avviato le procedure per ottenere il riconoscimento della nuova denominazione da parte di altri Stati e organizzazioni internazionali. Anche le Nazioni Unite hanno già registrato il Paese con il nuovo nome, dopo la richiesta presentata dal governo nel mese di giugno. Inoltre, i ministeri degli Esteri di Australia e Nuova Zelanda, così come le ambasciate statunitense e cinese nella regione, hanno iniziato a utilizzare la denominazione Naoero sui propri siti ufficiali.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?