Tre aziende sono state selezionate per studiare le opzioni per la fornitura di servizi di deorbitazione satellitare al governo degli Stati Uniti, mentre il Pentagono valuta la possibilità di affidare lo smaltimento dei satelliti obsoleti a operatori commerciali anziché a una capacità governativa dedicata. D-Orbit USA (controllata americana del gruppo italiano), Firefly Aerospace e Katalyst Space hanno ricevuto contratti di valore non specificato dalla Defense Innovation Unit (DIU) e dalla Space Development Agency (SDA) per un progetto di “deorbit-as-a-service” (DaaS, “deorbitazione come servizio”), come annunciato dalle agenzie. Il lavoro si concentra sul riposizionamento di satelliti non progettati per la manutenzione e che potrebbero non essere in grado di collaborare con un veicolo di avvicinamento.
“Attraverso questo progetto, la SDA e la DIU stanno sviluppando una capacità commerciale scalabile per effettuare rendez-vous, catturare e deorbitare in sicurezza satelliti non preparati o non collaborativi“, hanno dichiarato le agenzie. “Le aziende selezionate inizieranno con attività di progettazione preliminare e di riduzione del rischio, dopodiché la SDA e la DIU valuteranno congiuntamente la loro maturità tecnica, l’approccio alla missione, la tempistica e la fattibilità economica prima di decidere quale soluzione procederà a una dimostrazione completa in orbita”.
L’assegnazione di questi premi amplia l’impegno della SDA nello sviluppo di opzioni commerciali per lo smaltimento dei satelliti nella sua architettura in orbita terrestre bassa. Nel 2024, l’agenzia ha commissionato studi di fattibilità a sei aziende, tra cui Starfish Space, per esaminare i servizi di deorbitazione su richiesta. Starfish ha successivamente ricevuto un contratto del valore di 52,5 milioni di dollari per la deorbitazione di un massimo di sette satelliti.
I tre nuovi partecipanti
I tre nuovi partecipanti entrano in gara con diversi livelli di esperienza di volo e diversi approcci al problema centrale del raggiungimento e dello spostamento di un satellite che potrebbe non essere stato costruito per l’attracco o la manutenzione. Il 13 agosto, Firefly ha annunciato di aver proposto l’utilizzo del suo veicolo spaziale manovrabile Elytra per raggiungere un satellite di un cliente prossimo alla fine della sua vita operativa, effettuare operazioni di prossimità e ispezioni, ed eseguire la manovra necessaria per la sua dismissione. Elytra non ha ancora effettuato la sua prima missione, sebbene il veicolo spaziale incorpori hardware e software derivati dal programma lunare Blue Ghost di Firefly.
Il veicolo Link di Katalyst
Katalyst sta portando avanti forse il test più direttamente rilevante per la cattura di un veicolo spaziale non preparato. Il suo veicolo robotico di servizio Link è stato lanciato il 3 luglio a bordo della missione Swift Boost della NASA e ha lo scopo di raggiungere l’Osservatorio Neil Gehrels Swift, fissare il satellite con bracci robotici e portarlo in un’orbita più alta. Link ha riscontrato problemi di controllo dell’assetto durante la fase di collaudo a fine luglio. L’azienda ha dichiarato di aver caricato un nuovo software di volo che ha ripristinato il controllo dell’assetto utilizzando gli attuatori rimanenti del veicolo spaziale, consentendo la prosecuzione dei preparativi per la missione.
D-Orbit USA
D-Orbit USA è una startup focalizzata sui servizi di logistica spaziale, nata nel 2024 come joint venture con sede negli Stati Uniti tra l’italiana D-Orbit e un gruppo di dirigenti aerospaziali americani. Il contratto individua D-Orbit Space come contraente principale, affiancata da due partner statunitensi: TransAstra, specializzata in soluzioni per il trasporto spaziale e la cattura orbitale, e Falcon Exodynamics, che sviluppa veicoli e sistemi spaziali reattivi. La base tecnologica è quella già collaudata da D-Orbit con i veicoli di trasferimento orbitale Ion, impiegati finora per il rilascio di carichi utili in posizione, il riposizionamento orbitale e i servizi di hosting in abbonamento.
“Essere stati selezionati dalla Defense Innovation Unit per DaaS è una forte conferma della nostra convinzione che la logistica spaziale debba essere fornita come un servizio, non solo come hardware”, ha dichiarato Mike Cassidy, amministratore delegato di D-Orbit Space. Il manager ha sottolineato come il team intenda dimostrare “un modo più rapido, flessibile ed economico per spostare e supportare i carichi utili in orbita”.
Cosa ci si attende
DIU e SDA hanno affermato che un servizio di deorbitazione economicamente sostenibile dovrebbe combinare diverse attività in un’operazione ripetibile: portare un veicolo di servizio nell’orbita corretta, localizzare e avvicinarsi autonomamente a un bersaglio, determinarne l’assetto e il moto, catturarlo senza generare detriti e fornire una propulsione sufficiente per smaltire la massa combinata. Inoltre, dovrebbe essere offerto a un costo tale da rendere appetibile l’approvvigionamento commerciale.


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