Il taglio delle accise su benzina e gasolio è stato prorogato ancora per una settimana. La decisione è arrivata dal Consiglio dei ministri, che ha approvato con un decreto legge l’estensione dello sconto con l’obiettivo di continuare a contenere il costo dei carburanti in una fase segnata dal protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali. Ad annunciare la misura è stato il premier Giorgia Meloni, attraverso un videomessaggio diffuso sui social al termine della riunione del governo. La proroga rappresenta un intervento immediato, in attesa di ulteriori iniziative che dovrebbero essere definite già nei prossimi giorni. Il taglio sulle accise, ha spiegato Meloni, “oggi è stato prorogato ancora per tenere sotto controllo il costo di benzina e gasolio in attesa di nuovi provvedimenti che sono in arrivo la prossima settimana”.
Meloni: “lo sconto sulle accise non basta”
Il premier ha chiarito che la nuova proroga costituisce soltanto una risposta temporanea all’aumento dei prezzi e non può essere considerata sufficiente per affrontare in modo definitivo i problemi energetici del Paese. Il decreto legge mantiene quindi lo sconto in vigore, evitando che la sua scadenza possa tradursi in un immediato rincaro di benzina e gasolio, ma il governo intende accompagnare questa misura con interventi di carattere strutturale e con una strategia energetica destinata a svilupparsi nel lungo periodo. “Il taglio sulle accise deciso oggi dal Cdm ovviamente non basta, serve fare di più per costruire soluzioni strutturali e di lungo periodo. Allora abbiamo avuto il coraggio di riaprire la strada del nucleare e vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e di gas, perchè non ha molto senso comprare all’estero questa energia quando possiamo produrla anche qui in Italia”, ha affermato il presidente del Consiglio.
Il governo punta sulla produzione nazionale di petrolio e gas
Uno degli assi principali della strategia indicata da Meloni riguarda l’incremento della produzione nazionale di petrolio e gas. L’obiettivo dichiarato è utilizzare maggiormente le risorse energetiche disponibili sul territorio italiano, riducendo il ricorso agli acquisti dall’estero. “Vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e di gas, perché non ha molto senso comprare all’estero questa energia quando possiamo produrla anche qui in Italia”, ha dichiarato il premier nel videomessaggio pubblicato dopo il Consiglio dei ministri. La scelta di rafforzare le attività nazionali di ricerca, esplorazione ed estrazione degli idrocarburi viene presentata dal governo come parte di una risposta più ampia alla crisi energetica. Il provvedimento approvato dal Cdm non si limita infatti alla proroga dello sconto sulle accise, ma contiene anche disposizioni dedicate alle infrastrutture e alle attività considerate strategiche per il settore.
Commissari per accelerare permessi e concessioni energetiche
Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri contiene “disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attività energetiche strategiche”. Tra le novità annunciate figura la possibilità per lo Stato di nominare alcuni commissari incaricati di affiancare le Regioni. Il loro compito sarà quello di accelerare i procedimenti amministrativi e ridurre i tempi necessari per il rilascio dei permessi e delle concessioni relativi alle attività energetiche. La norma, ha spiegato Meloni, “è stata licenziata oggi dal Consiglio dei ministri permetterà allo Stato di nominare dei commissari che aiutano le Regioni a tagliare i tempi e a rilasciare molto più velocemente permessi e concessioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione di idrocarburi sul nostro territorio. Perché l’Italia non può permettersi di aspettare decenni prima di sbloccare una concessione”. L’intenzione dell’esecutivo è dunque intervenire sulle procedure che regolano la ricerca e l’estrazione degli idrocarburi, velocizzando il rapporto tra amministrazione centrale e territori. Il governo considera i tempi necessari per sbloccare una concessione incompatibili con la necessità di rafforzare la capacità energetica nazionale.
Dallo sconto sui carburanti al ritorno del nucleare
Accanto all’aumento della produzione italiana di gas e petrolio, Meloni ha richiamato anche la scelta del governo di riaprire il percorso del nucleare. Il tema viene inserito in una prospettiva di lungo periodo, distinta dalla risposta immediata rappresentata dalla proroga delle accise. La linea indicata dal premier collega così tre differenti livelli di intervento: il contenimento nell’immediato del prezzo di benzina e gasolio, l’accelerazione delle autorizzazioni per le attività legate agli idrocarburi e la costruzione di nuove soluzioni strutturali attraverso il rilancio della produzione nazionale e la riapertura della strada dell’energia nucleare. La proroga di una settimana evita per il momento la fine dello sconto sui carburanti, mentre il governo prepara i nuovi provvedimenti annunciati per la prossima settimana. Il decreto approvato dal Cdm segna intanto l’avvio di una strategia che punta a ridurre i tempi amministrativi e a rafforzare il ruolo delle fonti energetiche nazionali.


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