Accise sul gasolio, verso una nuova proroga dello sconto: il governo studia gli aiuti contro il caro-energia

Il taglio da 17,1 centesimi al litro potrebbe essere esteso oltre la scadenza di domani, mentre si lavora al nuovo decreto con misure selettive

Si profila una nuova proroga del taglio delle accise sul gasolio, in scadenza domani a mezzanotte, mentre il governo prende tempo sul pacchetto di interventi strutturali contro il caro-energia. L’obiettivo dell’esecutivo è evitare un ritorno immediato ai prezzi pieni dei carburanti, in attesa di definire un decreto con misure più mirate e compatibili con i vincoli europei. Secondo quanto si apprende, lo scenario che sta prendendo forma prevede infatti un’estensione dello sconto sulle accise da 17,1 centesimi sul gasolio, mentre per il provvedimento complessivo destinato a contrastare il rincaro dell’energia bisognerà attendere anche gli esiti del confronto con Bruxelles, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione possibilmente entro la fine del mese.

Governo al lavoro sul decreto caro-energia: il confronto con Bruxelles decisivo

Il principale nodo da sciogliere riguarda il nuovo decreto con le misure selettive contro il caro-energia, sul quale non è stata ancora raggiunta una sintesi definitiva. La volontà del governo è quella di individuare entro fine settembre le risorse necessarie per evitare il ricorso a ulteriori proroghe dello sconto generalizzato sulle accise. Il motivo è legato proprio alla natura dell’intervento: la riduzione delle imposte sui carburanti, essendo applicata indistintamente, finisce per sostenere anche fasce di popolazione con maggiore capacità economica. Per questo l’esecutivo punta ora a strumenti più mirati, destinati alle categorie maggiormente colpite dagli aumenti dei costi energetici. Il confronto con la Commissione Europea rappresenta quindi un passaggio fondamentale. L’Unione Europea ha già espresso un via libera politico all’Italia nel corso dell’estate, dopo una lunga trattativa condotta dal governo, ma ora l’attenzione è concentrata sui dettagli delle misure che dovranno essere effettivamente finanziate.

La richiesta di scostamento del deficit: 36,1 miliardi per difesa ed energia

Intanto, domani dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri la lettera con cui il governo formalizzerà alla Commissione Ue la richiesta di utilizzare margini aggiuntivi di bilancio attraverso lo scostamento del deficit. La richiesta riguarda due settori strategici: la difesa e l’energia. Nel dettaglio, il governo punta a ottenere la possibilità di destinare alla difesa uno 0,9% del Pil, pari a circa 21,7 miliardi di euro fino al 2028, mentre per l’energia è previsto uno 0,6% del Pil, equivalente a 14,4 miliardi di euro, di cui 7,2 miliardi utilizzabili in un solo anno. Complessivamente, il pacchetto di flessibilità richiesto all’Europa ammonta quindi a circa 36,1 miliardi di euro entro il 2028.

Bonus energia e fringe benefit: allo studio aiuti per dipendenti e partite Iva

Tra le ipotesi sul tavolo per il nuovo intervento contro il caro bollette c’è anche un possibile bonus energia inserito tra le voci dei fringe benefit che le aziende possono rimborsare ai propri dipendenti. Il governo sta effettuando simulazioni per valutare l’impatto economico della misura e individuare una possibile soglia di reddito per l’accesso al beneficio. L’obiettivo sarebbe quello di concentrare gli aiuti sulle fasce maggiormente esposte agli aumenti dei costi, evitando interventi troppo generalizzati. Parallelamente è in corso una valutazione sulla possibilità di estendere il sostegno anche alle partite Iva, soprattutto quelle considerate più vulnerabili alle oscillazioni dei prezzi dell’energia e dei beni collegati.

Il nodo delle coperture e i vincoli europei sugli interventi energetici

Il principale ostacolo resta quello delle coperture finanziarie. L’utilizzo dei margini garantiti dalla flessibilità europea richiede infatti che le misure siano coerenti con gli obiettivi indicati dalla Commissione. In particolare, se il governo decidesse di sfruttare lo spazio di bilancio legato al quadro europeo, gli interventi dovrebbero essere orientati non direttamente ai combustibili fossili, ma a misure legate alla sicurezza energetica e all’efficientamento energetico. Questo significa che eventuali nuove risorse difficilmente potrebbero essere destinate esclusivamente al costo del carburante, mentre potrebbero trovare spazio strumenti di sostegno collegati alla bolletta elettrica, al risparmio energetico e agli investimenti per rendere il sistema più efficiente.

Verso fine mese la definizione delle nuove misure contro il caro-energia

La partita resta dunque aperta tra la necessità di garantire un sostegno immediato e l’esigenza di costruire un intervento più selettivo e sostenibile nel tempo. La possibile proroga dello sconto sulle accise del gasolio rappresenta una soluzione temporanea per accompagnare la fase di transizione, mentre il governo punta a chiudere entro fine mese il quadro del nuovo decreto. Il risultato finale dipenderà soprattutto dall’esito del negoziato con l’Unione Europea, chiamata a verificare che le misure italiane siano in linea con i criteri di sicurezza energetica e di utilizzo della flessibilità di bilancio concessa agli Stati membri.