Il deserto di Tabernas, in Andalusia, si prepara a diventare per un giorno un piccolo laboratorio marziano. Il 1° ottobre 2026, nella provincia di Almería, si svolgeranno infatti importanti prove sul campo dedicate alle tecnologie che saranno utilizzate nell’esplorazione di Marte. A condurre i test saranno l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Airbus e diversi partner europei, che metteranno alla prova un prototipo di rover a 6 ruote chiamato Charlie. L’obiettivo è verificare sul terreno soluzioni tecnologiche e procedure operative sviluppate in vista della missione ExoMars Rosalind Franklin, destinata a raggiungere Marte nel 2030. La scelta del deserto di Tabernas non è casuale: il suo ambiente arido e roccioso offre condizioni che possono essere utilizzate per simulare, almeno in parte, le difficoltà che un veicolo robotico dovrà affrontare sulla superficie marziana.
Un rover comandato dall’Italia
Durante la campagna di prove, Charlie sarà controllato a distanza attraverso un collegamento satellitare. I comandi partiranno dal Rover Operations Control Centre (ROCC) di Torino, dove i team coinvolti potranno simulare le operazioni che un giorno dovranno essere condotte a milioni di km di distanza, sulla superficie di Marte. Il test permetterà così di verificare non soltanto le capacità del rover, ma anche le procedure necessarie per comunicare con il veicolo, pianificarne gli spostamenti e gestire le operazioni scientifiche in un ambiente remoto. Particolare attenzione sarà dedicata inoltre al nuovo sistema di navigazione autonoma. Una delle sfide dell’esplorazione planetaria consiste infatti nel consentire ai rover di muoversi in sicurezza anche quando il controllo diretto dalla Terra non è possibile o non è sufficientemente rapido. L’autonomia può permettere al veicolo di analizzare il terreno, individuare un percorso e reagire agli ostacoli con maggiore indipendenza.
Una simulazione delle attività scientifiche su Marte
Le prove nel deserto non riguarderanno soltanto la mobilità. I team simuleranno anche alcune delle attività scientifiche che il rover Rosalind Franklin dovrà svolgere una volta arrivato su Marte. La missione avrà infatti il compito di studiare il suolo marziano alla ricerca di tracce di vita passata o presente. Per farlo, il rover dovrà raggiungere aree di interesse, muoversi su terreni complessi e utilizzare i propri strumenti scientifici per analizzare campioni e caratteristiche della superficie. Testare queste operazioni sulla Terra consente agli scienziati e agli ingegneri di verificare in anticipo tecnologie, procedure e modalità di collaborazione tra il rover e i centri di controllo. Il deserto di Tabernas diventerà quindi una sorta di banco di prova per una delle prossime grandi sfide dell’esplorazione spaziale europea.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?