Anche in Italia arrivano le targhe personalizzate per le auto: la svolta nella Manovra. Giorgia Meloni: “gli italiani si potranno sbizzarrire”

L'esecutivo inserisce la novità nella manovra di bilancio aprendo alla possibilità di scegliere lettere e numeri per la propria vettura, mentre all'estero il settore alimenta un mercato da milioni di euro

Una novità destinata a cambiare l’estetica del parco circolante nazionale sta per fare il suo debutto ufficiale sulle strade della penisola. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato che nella manovra di bilancio del 2027 viene introdotta la possibilità di ottenere una targa personalizzata per la propria auto. L’annuncio apre a uno scenario inedito per gli automobilisti del nostro Paese, desiderosi da tempo di poter contraddistinguere il proprio mezzo con combinazioni individuali. Confermando la misura che approderà nella cornice dei conti pubblici, la premier ha sottolineato con entusiasmo la portata del cambiamento: “Gli italiani si potranno sbizzarrire“, ha annunciato. Si tratta di una misura attesa che promette di coniugare creatività individuale e nuove entrate per le casse erariali, ricalcando prassi già ampiamente consolidate a livello internazionale.

La possibilità di scegliere una sequenza identificativa su misura non rappresenta una prima assoluta sul piano continentale. Le targhe personalizzate esistono già in diversi Paesi europei, con modalità e costi che variano in maniera considerevole da una giurisdizione all’altra. Le opzioni a disposizione degli utenti all’estero spaziano notevolmente a seconda dei regolamenti locali: alcuni ordinamenti permettono infatti di inserire il proprio nome, altri consentono l’utilizzo delle proprie iniziali, mentre in altri contesti è possibile optare per una singola parola o per una combinazione di numeri particolarmente significativa legata a date importanti o preferenze personali.

Il modello flessibile del Belgio e l’impatto economico sui conti pubblici

Nel panorama continentale si distinguono diverse filosofie di gestione dell’immatricolazione speciale. Tra i modelli più flessibili c’è quello del Belgio, dove gli automobilisti possono richiedere una combinazione personalizzata di lettere e numeri, a condizione che la sequenza risulti disponibile presso i registri e rispetti integralmente le regole previste dall’amministrazione. Tale elevata libertà di scelta comporta una tariffa definita: il costo della procedura ammonta a 1.030 euro.

L’esperienza belga evidenzia come questa soluzione sia in grado di trasformarsi in una cospicua fonte di gettito fiscale ricorrente per lo Stato. La forte richiesta da parte dei cittadini genera infatti un totale d’introiti annuo alle casse dello Stato di 12 milioni di euro, dimostrando come la concessione di caratteri su richiesta possa tradursi in un’opportunità di bilancio tangibile, elemento che non è passato inosservato nella stesura delle coperture per i provvedimenti finanziari.

Le regole nei diversi Paesi d’Europa tra libertà di scelta e vincoli territoriali

Il panorama dell’Unione Europea si presenta composito e diversificato. Altri sistemi sono in vigore in Germania, Finlandia, Lussemburgo, Estonia, Lettonia, Lituania e Croazia. Le modalità cambiano da Stato a Stato: alcuni ordinamenti consentono di scegliere parole e combinazioni relativamente libere, mentre altri permettono soltanto di selezionare lettere e numeri all’interno del formato nazionale prescritto dalla legge.

Le differenze si riflettono sia nella composizione visiva della placca sia nei listini amministrativi. In Germania come in Austria, ad esempio, resta obbligatoria la sigla territoriale legata alla provenienza geografica del veicolo, mantenendo un ancoraggio istituzionale alla targa standard. Nonostante questo vincolo strutturale, i prezzi di accesso risultano molto eterogenei. In territorio tedesco la scelta di una combinazione personalizzata presenta una tariffa accessibile pari a 12,80 euro, cifra che non include le ordinarie spese di immatricolazione e produzione della lamiera. Ben diversa è la situazione oltreconfine: in Austria il costo complessivo della richiesta raggiunge i 235 euro. Spostandosi verso l’Atlantico, in Irlanda si può prenotare un numero specifico mantenendo invariata la struttura ordinaria della targa, garantendo così uniformità grafica al registro automobilistico.

I costi nel nord e nell’est del continente tra formati standard e opzioni speciali

Salendo verso il nord e muovendosi nell’Europa orientale, le tariffe per l’accesso a questi identificativi registrano aumenti sensibili. In Finlandia la sola decisione amministrativa per ottenere una targa speciale comporta un esborso di mille euro, a conferma di una procedura considerata esclusiva e regolamentata rigidamente. Particolarmente articolato è il quadro normativo vigente nell’area baltica. In Estonia le autorità distinguono due precise possibilità operative per i cittadini: la prima consiste in una combinazione scelta all’interno del formato ordinario nazionale, per la quale è indicata una tariffa di 540 euro, mentre la seconda prevede una vera e propria targa speciale realizzata su specifica richiesta, il cui costo sale a 1.560 euro. Ancora più onerosa è la procedura adottata in Lituania, dove il prezzo raggiunge i 2.500 euro per ottenere una combinazione personalizzata da uno a sei caratteri, con la clausola inderogabile che all’interno della sequenza compaia almeno un elemento numerico.

Il business milionario nel Regno Unito e i primati mondiali delle aste

Se nell’Europa continentale le targhe speciali rappresentano prevalentemente una concessione burocratica, oltre la Manica il settore ha assunto dimensioni commerciali imponenti. Nel Regno Unito la personalizzazione è diventata a tutti gli effetti un business strutturato. Le cosiddette private number plates possono essere acquistate direttamente dall’agenzia pubblica DVLA, ma vengono scambiate anche attraverso apposite aste pubbliche o compravendite dirette tra privati proprietari. In questo contesto di mercato libero, le combinazioni particolarmente ricercate o rare possono raggiungere valutazioni economiche vertiginose.

I bilanci dell’agenzia britannica testimoniano la consistenza monetaria del comparto: nell’esercizio 2024-2025 gli introiti derivanti dalle vendite avevano superato i 274 milioni di sterline, un dato allineato al periodo precedente, dato che nell’esercizio 2023-2024 gli incassi erano stati pari a circa 276 milioni. Si tratta di volumi che rendono il settore un autentico pilastro di entrate extra-tributarie per l’erario di Londra.

Queste cifre record impallidiscono tuttavia di fronte ai vertici raggiunti nel mercato del lusso mediorientale. Le aste europee non hanno nulla a che vedere con i primati registrati negli Emirati Arabi Uniti. La targa automobilistica più costosa della storia appartiene infatti a Dubai, dove nell’aprile 2023 la combinazione “P 7” è stata aggiudicata all’asta per la cifra record di 55 milioni di dirham, corrispondenti a quasi 14 milioni di euro al cambio dell’epoca. Tale compravendita, ufficialmente registrata all’interno del Guinness dei primati, ha infranto il precedente record storico stabilito nel 2008 ad Abu Dhabi, occasione in cui una targa recante il solo numero “1” era stata acquistata per 52,2 milioni di dirham, pari a circa 14,2 milioni di dollari. Un confronto che evidenzia come il valore attribuito all’identità visiva della propria automobile possa trasformarsi da semplice vezzo quotidiano a vero status symbol globale.