Più biodiesel nei carburanti per diversificare le fonti energetiche, rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, contenere i costi e accelerare il percorso di decarbonizzazione dei trasporti. È questa la strada indicata dal Gruppo Biodiesel di Assitol, associazione aderente a Confindustria, che propone di aumentare la percentuale di carburante rinnovabile utilizzata nelle miscele con il gasolio e di valorizzare maggiormente anche l’impiego del biodiesel in purezza. Una strategia che assume particolare rilevanza nell’attuale scenario internazionale, caratterizzato dalle tensioni geopolitiche e dalle difficoltà che interessano il mercato energetico. Secondo i produttori, il biodiesel potrebbe contribuire contemporaneamente alla diversificazione delle forniture e alla riduzione dell’impatto ambientale dei trasporti, sfruttando una filiera nella quale l’Italia dispone già di importanti capacità industriali e tecnologiche.
Assitol: “più biodiesel per diversificare le forniture energetiche”
Il punto centrale della proposta è aumentare la presenza del biodiesel nei blend con il gasolio, ampliando il contributo dei carburanti rinnovabili nel sistema nazionale dei trasporti. “Il nostro è un approccio – spiega Roberto Berloni, presidente dei produttori – pragmatico, basato sulla pluralità tecnologica. Diversificare le fonti energetiche ci permetterebbe di accrescere le forniture e di contare su una maggiore flessibilità. Al biodiesel va riconosciuto il ruolo strategico che merita, abbiamo il know-how e le tecnologie per puntare anche all’utilizzo in purezza”. La prospettiva indicata dal settore è quindi quella di affiancare alle diverse soluzioni energetiche disponibili un maggiore utilizzo del biodiesel, considerato uno strumento già tecnologicamente maturo e immediatamente disponibile.
Italia pioniera nei biocarburanti: capacità produttiva da circa un milione di tonnellate
L’Italia ha avuto un ruolo pionieristico in Europa nello sviluppo dei biocarburanti e dispone oggi di una capacità produttiva pari a circa un milione di tonnellate di biodiesel. Il prodotto, indicato anche con l’acronimo Fame, Fatty acids Metil Esthers, viene realizzato utilizzando materie prime certificate sostenibili. Tra queste rientrano l’olio da cucina usato, i residui e i sottoprodotti provenienti dalla lavorazione degli oli vegetali e dei grassi animali. Una filiera che dispone quindi non soltanto di una significativa capacità produttiva, ma anche delle competenze necessarie per ampliare l’impiego di questo combustibile rinnovabile. Attualmente il biodiesel viene già distribuito attraverso la miscela B7, mentre la normativa prevede anche il suo utilizzo in purezza attraverso il B100. Proprio quest’ultima possibilità rappresenta uno degli elementi sui quali il settore chiede di concentrare maggiormente l’attenzione.
Il Documento di programmazione finanziaria pubblica apre alle fonti rinnovabili
A rafforzare la prospettiva di un maggiore ricorso alle fonti energetiche rinnovabili contribuisce anche il Documento di programmazione finanziaria pubblica (Dpfp), appena approvato dal Governo, che spinge verso un allargamento a tutte le fonti rinnovabili. Il tema viene collegato direttamente all’attuale scenario internazionale e alle sue conseguenze sui prezzi dell’energia. “Il caro-energia, provocato dalla crisi di Hormuz – osserva Berloni – e dal perdurare delle tensioni geopolitiche, ci indica quale direzione prendere. L’impiego a più ampio raggio del biodiesel rafforzerebbe la nostra sicurezza energetica e diminuirebbe i costi delle miscele dei carburanti utilizzate, a tutto vantaggio di aziende e consumatori”. Secondo il Gruppo Biodiesel di Assitol, quindi, l’aumento dell’impiego del biocarburante non avrebbe soltanto una funzione ambientale, ma potrebbe diventare uno strumento per migliorare la sicurezza energetica italiana e contemporaneamente intervenire sui costi delle miscele utilizzate nei trasporti.
Biodiesel, dall’Indonesia al Brasile cresce la percentuale nelle miscele
La richiesta di aumentare la presenza del biodiesel nei carburanti si inserisce in una tendenza già in corso in diversi Paesi. Pochi giorni fa l’Indonesia ha adottato ufficialmente il B50, una miscela nella quale la componente biodiesel raggiunge quindi una quota particolarmente elevata. Anche il Brasile si prepara a compiere un nuovo passo, aumentando la miscelazione dall’attuale B15 al B16. Un altro esempio arriva dall’Olanda, dove si è già consolidato l’impiego del biodiesel in purezza nel trasporto marittimo. Esperienze differenti che, secondo il settore, mostrano come il biodiesel possa trovare un utilizzo più ampio nei sistemi di trasporto e contribuire alla diversificazione delle fonti energetiche.
B100, emissioni di CO₂ ridotte fino al 90% e meno particolato
Uno dei principali argomenti a sostegno dell’utilizzo dei biocarburanti puri riguarda la riduzione delle emissioni. La conversione verso queste soluzioni potrebbe garantire una riduzione della CO₂ fino al 90%. Nel caso specifico del biodiesel Fame B100, viene indicata anche una diminuzione delle emissioni di particolato PM10 fino al 60% rispetto ad altre fonti fossili. Al beneficio ambientale si aggiungono le caratteristiche tecniche del prodotto. Il biodiesel viene indicato come un combustibile sicuro, caratterizzato da un alto punto di infiammabilità e già conosciuto dai consumatori. “Queste caratteristiche lo rendono ideale nei trasporti, soprattutto su strada e per mare, che rappresentano un comparto difficile da decarbonizzare”, aggiunge il presidente del Gruppo Biodiesel di Assitol. Proprio i trasporti terrestri e quelli marittimi rappresentano infatti alcuni dei settori nei quali il processo di riduzione delle emissioni presenta le maggiori difficoltà. La possibilità di incrementare l’impiego dei biocarburanti già disponibili viene quindi indicata come uno degli strumenti per intervenire in questi comparti.
Il nodo fiscale: la richiesta di allineare biodiesel, Hvo e gasolio
Per compiere il salto di qualità auspicato dai produttori resta tuttavia da affrontare un tema determinante: il trattamento fiscale del biodiesel. Il settore chiede da tempo un allineamento con quello previsto per Hvo e gasolio, superando quella che viene considerata una disparità tra carburanti. La richiesta è stata avanzata più volte dal comparto ed è collegata anche alla pronuncia dell’Antitrust del dicembre 2025, che ha raccomandato un intervento sul trattamento fiscale. Secondo Assitol, l’equiparazione rappresenterebbe un passaggio fondamentale per consentire al biodiesel di competere ad armi pari con le altre soluzioni presenti sul mercato e per favorire una maggiore diffusione del carburante rinnovabile. “In questo modo – sottolinea Berloni – verrebbe meno la disparità di trattamento rispetto agli altri biocarburanti liquidi, favorendo la concorrenza a beneficio del consumatore, e la creazione di nuove opportunità economiche per tutto il sistema Paese”.
Biodiesel e sicurezza energetica, la sfida per i trasporti italiani
La proposta del Gruppo Biodiesel di Assitol punta dunque a trasformare una capacità produttiva già presente in Italia in uno strumento più rilevante per la politica energetica e ambientale nazionale. Con una produzione potenziale di circa un milione di tonnellate, materie prime certificate sostenibili, tecnologie già disponibili e la possibilità prevista dalla legge di utilizzare il B100, il settore ritiene che esistano le condizioni per aumentare il ruolo del biodiesel nei trasporti. Al centro resta la richiesta di una maggiore pluralità tecnologica: non una singola soluzione, ma l’utilizzo coordinato delle diverse fonti disponibili per diminuire la dipendenza energetica, aumentare la flessibilità degli approvvigionamenti e contribuire alla decarbonizzazione. Il passaggio decisivo, secondo i produttori, sarà però quello fiscale. L’allineamento del trattamento del biodiesel a quello di Hvo e gasolio viene considerato indispensabile per eliminare le attuali differenze, aumentare la concorrenza e rendere concretamente più conveniente il ricorso a un carburante rinnovabile che l’industria italiana è già in grado di produrre su larga scala.


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