Sono stati resi noti i nomi dei quattro militari italiani morti nell’incidente in elicottero avvenuto oggi in Bosnia, mentre erano impegnati nella missione internazionale Eufor Althea. A comunicare ufficialmente le identità delle vittime è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, attraverso un messaggio pubblicato sul social network X, nel quale ha espresso il proprio cordoglio e spiegato le ragioni del silenzio mantenuto nelle ore successive alla tragedia. Le quattro vittime sono il Sergente dell’Esercito Italiano (EI AVES) Simone Ruggia, il Sergente dell’Esercito Italiano (EI AVES) Claudio Marchesi, il Tenente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana Franco Adriano Zecchillo e il Sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana Laura Procacci.
Crosetto spiega il silenzio dopo la tragedia: “abbiamo atteso che la drammatica notizia fosse portata alle famiglie”
Nel suo intervento su X, Guido Crosetto ha chiarito che la decisione di non diffondere immediatamente i nomi delle vittime è stata dettata dalla necessità di consentire alle famiglie di ricevere direttamente la notizia della morte dei propri cari, evitando al tempo stesso di alimentare ulteriori timori tra i familiari degli altri militari presenti in Bosnia. “Abbiamo atteso che la drammatica notizia della morte dei loro cari fosse portata alle famiglie e volevamo evitare che altre centinaia di famiglie vivessero ore di angoscia in attesa di conoscere i nomi delle persone coinvolte. Il nostro momentaneo silenzio non ha impedito che la notizia della scomparsa di 4 nostri militari impegnati nella missione Eufor Althea riecheggiasse provocando la disperazione di centinaia di persone che avevano i loro cari impegnati in Bosnia”, ha dichiarato il ministro. Le parole di Crosetto evidenziano la delicatezza delle ore trascorse tra la diffusione della notizia dell’incidente in Bosnia e la comunicazione ufficiale delle identità. L’assenza iniziale dei nomi aveva infatti provocato angoscia tra numerose famiglie, preoccupate per la sorte dei propri cari impegnati nella missione.
Il cordoglio del ministro della Difesa per le quattro vittime
Dopo aver spiegato le ragioni dell’attesa, il ministro della Difesa ha voluto ricordare personalmente i quattro militari deceduti, esprimendo vicinanza ai loro familiari e sottolineando il servizio prestato all’Italia, alla Difesa e all’Esercito. “Ci uniamo al dolore dei familiari del Sergente (EI AVES) Simone Ruggia, del Sergente (EI AVES) Claudio Marchesi, del Tenente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (CRI) Franco Adriano Zecchillo e del Sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (CRI) Laura Procacci che hanno perso la vita servendo l’Italia, la Difesa e l’Esercito”, ha concluso Guido Crosetto. Con queste parole, il ministro ha affidato al proprio messaggio pubblico il cordoglio per la morte dei quattro militari italiani, associando il ricordo di Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci al servizio svolto nell’ambito della missione Eufor Althea in Bosnia.

