A Napoli e nei comuni dell’area metropolitana, il blocco dei tir sta determinando pesanti difficoltà nei rifornimenti di carburante. Le conseguenze sono evidenti soprattutto presso le stazioni di servizio che dispongono ancora di benzina e gasolio, dove si registrano ore di attesa e lunghe file di automobilisti. Le segnalazioni riguardano diverse località del territorio, da Mugnano a Pozzuoli, dove la disponibilità di carburante è diventata una delle principali criticità legate alla mobilitazione degli autotrasportatori. A preoccupare sono anche i prezzi segnalati presso alcuni distributori: il diesel ha raggiunto quota 2,799 euro al litro, mentre la benzina è stata segnalata a 2,499 euro al litro. Valori che aggravano ulteriormente le difficoltà di cittadini, lavoratori e attività economiche già alle prese con le conseguenze dei blocchi. In questo scenario interviene Manuel Ruggiero, che esprime piena solidarietà alle ragioni della protesta degli autotrasportatori, chiedendo però che venga garantito il passaggio delle autocisterne destinate al rifornimento di carburante. Una richiesta finalizzata a consentire la distribuzione dei prodotti petroliferi anche durante la mobilitazione e a limitare le conseguenze sulla popolazione.
Campania, allarme per gli ospedali: il personale sanitario rischia di non raggiungere il lavoro
L’emergenza carburante sta interessando anche il sistema sanitario della Campania. A denunciare la gravità della situazione è la Segreteria regionale FIALS ConfSAL, che il 21 ottobre 2026 ha inviato una nota ufficiale ai prefetti di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno, al presidente della Giunta regionale, alla Direzione generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale e ai direttori generali delle aziende sanitarie campane. La nota, identificata con il protocollo 578/S.P./2026, richiama l’attenzione sulla grave emergenza nell’erogazione dell’assistenza sanitaria per carenza di carburante e chiede l’immediata convocazione di un tavolo di crisi, accompagnata dall’attivazione di misure straordinarie. Secondo l’organizzazione sindacale, la scarsità di carburante che sta interessando la regione sta compromettendo la possibilità per lavoratrici e lavoratori della sanità di raggiungere le rispettive sedi di servizio, sia utilizzando mezzi privati sia ricorrendo al trasporto pubblico, in riferimento anche alle difficoltà segnalate dall’EAV. Le criticità riguardano inoltre i professionisti impegnati nei servizi sanitari esterni, dalle attività programmate agli interventi di emergenza. La difficoltà di spostamento del personale potrebbe quindi incidere sulla capacità delle strutture di garantire regolarmente alcune prestazioni assistenziali.
Ischia, Procida e Capri: la carenza di carburante minaccia i servizi sanitari essenziali
Particolarmente preoccupante è la situazione delle isole campane di Ischia, Procida e Capri, dove alle difficoltà di approvvigionamento si aggiungono quelle legate ai collegamenti marittimi e alla limitata disponibilità di distributori. La FIALS sottolinea che la combinazione di questi fattori rischia di compromettere la continuità assistenziale, i servizi di emergenza-urgenza, il trasporto dei farmaci e la turnazione del personale sanitario pendolare. La condizione insulare rende infatti particolarmente delicato il problema degli spostamenti, sia per chi deve raggiungere quotidianamente il posto di lavoro sia per l’organizzazione delle attività sanitarie che richiedono collegamenti regolari e disponibilità di mezzi. Per queste ragioni, il sindacato ritiene indispensabile un intervento immediato delle autorità competenti, con particolare attenzione alla salvaguardia delle prestazioni sanitarie essenziali nelle tre isole.
La FIALS chiede un tavolo di crisi urgente e distributori riservati al personale sanitario
La FIALS Campania ha avanzato una serie di richieste alle istituzioni per affrontare le conseguenze della carenza di carburante sul funzionamento delle strutture sanitarie. La prima riguarda la convocazione immediata di un tavolo di crisi congiunto tra Prefetture, Regione Campania, direzioni generali delle aziende sanitarie locali e organizzazioni sindacali, con un’attenzione specifica all’emergenza sanitaria nelle isole. Il sindacato propone inoltre l’istituzione di corsie prioritarie e stazioni di servizio dedicate, su base provinciale e insulare, per consentire il rifornimento dei veicoli utilizzati dal personale sanitario. L’accesso dovrebbe essere garantito attraverso l’esibizione del tesserino dell’Ordine professionale o del badge aziendale. Un’altra richiesta riguarda l’adozione di un’ordinanza contingibile e urgente che vincoli una quota di carburante ai lavoratori dei servizi pubblici essenziali, prevedendo una riserva specifica per le isole. La FIALS sollecita infine disposizioni straordinarie da parte delle aziende sanitarie per la gestione dei professionisti che, per cause di forza maggiore, dovessero subire ritardi nel raggiungimento delle sedi di lavoro. La richiesta porta le firme di Antonio Grimaldi, segretario generale della provincia di Napoli, e Salvatore Stabile, segretario generale della Regione Campania. L’organizzazione sindacale attende un riscontro urgente dalle istituzioni destinatarie della nota.
Toscana, la protesta dei tir blocca frutta e verdura in arrivo da Calabria, Sicilia, Puglia e Basilicata
Le conseguenze della mobilitazione degli autotrasportatori si stanno estendendo anche al settore agroalimentare della Toscana. A lanciare l’allarme è FIESA Confesercenti Toscana, la federazione che rappresenta le imprese del commercio alimentare, dopo le segnalazioni raccolte dagli operatori del comparto ortofrutticolo. Le difficoltà riguardano soprattutto l’arrivo di frutta e verdura dalle regioni del Mezzogiorno, con pesanti rallentamenti delle forniture provenienti da Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata. Tra i prodotti maggiormente interessati figurano uva, agrumi, pomodori, melanzane e peperoni. Le criticità coinvolgono anche i collegamenti con il mercato ortofrutticolo di Fondi, uno dei principali poli nazionali della distribuzione. Il problema riguarda la regolarità dei trasporti e la possibilità di mantenere un flusso costante di prodotti freschi verso i mercati all’ingrosso, le attività commerciali e i punti vendita della regione.
FIESA Confesercenti: le merci dal Sud non arrivano regolarmente, primi rincari all’ingrosso
A descrivere la situazione è Raffaele Viggiani, presidente di FIESA Confesercenti Toscana, che riferisce le difficoltà segnalate dai grossisti e dagli operatori della distribuzione ortofrutticola. “Questa mattina abbiamo raccolto segnalazioni preoccupanti da parte dei grossisti toscani – dichiara Raffaele Viggiani, presidente di FIESA Confesercenti Toscana –. Le merci provenienti da diverse regioni del Sud non stanno arrivando regolarmente. Anche il mercato di Fondi, dal quale nei giorni scorsi erano giunte alcune forniture, risulta ora interessato da difficoltà nei trasporti. Fortunatamente continuano ad arrivare i prodotti dal Nord Italia e dalle aree produttive della nostra regione, in particolare dalla Valdichiana e dalla Versilia. Questo sta consentendo di mantenere un minimo di approvvigionamento, ma non è sufficiente a compensare completamente le mancate consegne”. Le produzioni provenienti dal Nord Italia, dalla Valdichiana e dalla Versilia stanno dunque contribuendo a garantire una disponibilità minima di merci, senza però riuscire a sostituire completamente i quantitativi che normalmente arrivano dalle regioni meridionali. La situazione risulta particolarmente delicata per i prodotti freschi e deperibili, che necessitano di collegamenti logistici regolari per raggiungere rapidamente i mercati e conservare le proprie caratteristiche commerciali.
Rischio carenze alimentari: servono almeno due o tre giorni per normalizzare le forniture
Secondo FIESA Confesercenti Toscana, un eventuale prolungamento dei blocchi potrebbe provocare un ulteriore peggioramento degli approvvigionamenti. Anche un accordo immediato tra le parti non consentirebbe necessariamente di ripristinare nello stesso momento la normale distribuzione delle merci. “Se non si raggiungerà rapidamente un accordo capace di ripristinare la circolazione delle merci, già nei prossimi giorni potremmo assistere a carenze ben più significative – prosegue Viggiani –. E anche nell’ipotesi di una soluzione immediata della vertenza, serviranno almeno due o tre giorni per riportare gli approvvigionamenti verso la normalità. Nel frattempo registriamo già alcuni lievi aumenti dei prezzi all’ingrosso, con il rischio che le difficoltà si ripercuotano progressivamente anche sulle attività commerciali e sui consumatori”. Il settore segnala quindi i primi lievi rincari dei prezzi all’ingrosso, mentre resta il timore di ulteriori conseguenze qualora la circolazione dei mezzi pesanti non venisse ripristinata rapidamente. L’interruzione o il rallentamento delle forniture potrebbe incidere progressivamente sulla disponibilità dei prodotti nei negozi e sui costi sostenuti dalle imprese che operano nella distribuzione alimentare.
Oltre il 92% delle merci trasportate via terra viaggia su strada: la fragilità della distribuzione italiana
FIESA Confesercenti Toscana richiama l’attenzione sulla forte dipendenza del sistema distributivo italiano dal trasporto su gomma, particolarmente evidente nel comparto agroalimentare. Secondo i dati ISTAT riferiti al 2024, richiamati dall’associazione, oltre il 92% delle merci trasportate via terra in Italia viaggia su strada. Una caratteristica che espone la filiera a conseguenze immediate in presenza di blocchi prolungati. Le ripercussioni possono interessare l’intero percorso delle merci, dalla produzione agricola alla distribuzione all’ingrosso, fino ai negozi di vicinato e alla disponibilità di prodotti alimentari per le famiglie. La regolarità dei collegamenti assume un’importanza ancora maggiore per le produzioni deperibili, che non possono essere conservate indefinitamente in attesa del ripristino dei trasporti.
Viggiani: “solidarietà agli autotrasportatori, ma la crisi non deve ricadere su commercianti e famiglie”
Pur riconoscendo le difficoltà economiche affrontate dalle imprese dell’autotrasporto a causa dell’aumento dei costi del carburante, FIESA Confesercenti Toscana sottolinea la necessità di proteggere gli altri settori della filiera alimentare. “Comprendiamo le difficoltà degli autotrasportatori, alle prese con costi del carburante che stanno mettendo in seria difficoltà la sostenibilità economica delle loro imprese – sottolinea Viggiani –. È però indispensabile evitare che questa crisi finisca per colpire duramente anche gli altri anelli della filiera alimentare, con danni per i produttori, perdite di merce deperibile, difficoltà per i commercianti e ulteriori rincari per i cittadini. Non possiamo permetterci che il costo di questa emergenza venga scaricato sulle imprese più piccole e sui consumatori”. L’associazione chiede quindi al Governo un intervento tempestivo, attraverso il confronto con le rappresentanze dell’autotrasporto e l’individuazione di misure efficaci per fronteggiare il caro carburanti. Allo stesso tempo, ritiene fondamentale garantire la continuità dei collegamenti indispensabili all’approvvigionamento alimentare, per evitare che la crisi dei trasporti produca danni economici sempre più estesi alle imprese agricole e commerciali.
Appello al Governo per sbloccare le merci deperibili ed evitare una crisi alimentare
La priorità indicata da FIESA Confesercenti Toscana è quella di arrivare rapidamente a una soluzione condivisa della vertenza, assicurando in particolare la circolazione dei mezzi che trasportano frutta, verdura e altri prodotti deperibili. “Occorre arrivare rapidamente a una soluzione condivisa – conclude Viggiani –. In questa fase la priorità è garantire la circolazione delle merci, soprattutto di quelle deperibili, e impedire che una crisi dei trasporti si trasformi in un’emergenza per il commercio alimentare. Continueremo a monitorare la situazione attraverso le imprese associate e gli operatori dei mercati, perché è fondamentale intervenire prima che le difficoltà di oggi diventino una carenza generalizzata di prodotti nei prossimi giorni”. Le richieste che arrivano dalla Campania e dalla Toscana evidenziano due conseguenze della stessa emergenza. Da una parte, la carenza di carburante sta mettendo sotto pressione la mobilità e l’organizzazione dei servizi sanitari, con particolare criticità nelle isole campane. Dall’altra, il rallentamento dei trasporti dal Mezzogiorno verso il Centro Italia sta causando difficoltà nella distribuzione dei prodotti agricoli, con i primi effetti sui prezzi all’ingrosso. La possibilità di garantire il passaggio delle autocisterne e dei mezzi destinati al trasporto delle merci essenziali, insieme all’attivazione di misure straordinarie per il personale sanitario, è al centro delle richieste rivolte alle istituzioni mentre prosegue la protesta degli autotrasportatori.


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