Una settimana di sconti sui carburanti ha iniziato a produrre effetti concreti sui prezzi praticati agli automobilisti italiani, con ribassi che sulle autostrade hanno raggiunto circa 19 centesimi di euro al litro. Il quadro, tuttavia, resta estremamente delicato perché da domani, 5 ottobre, scadrà il taglio delle accise sul gasolio da 6,1 centesimi di euro, aprendo una nuova fase per i prezzi alla pompa. È quanto emerge dall’elaborazione del Codacons sui dati del Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’associazione ha analizzato l’andamento dei listini nell’ultima settimana, caratterizzata dalle iniziative commerciali e dagli sconti avviati da Eni, Ip, Q8 e Tamoil. La diminuzione dei prezzi è stata evidente sia sulla rete ordinaria sia lungo le autostrade, ma non è ancora sufficiente a riportare il costo del diesel sui livelli precedenti alla crisi internazionale. Secondo i calcoli del Codacons, infatti, un litro di gasolio continua a costare 52,1 centesimi in più rispetto al periodo precedente al conflitto in Iran.
Prezzi carburanti in calo: benzina giù di 11 centesimi sulla rete ordinaria
Sulla rete stradale ordinaria, nel giro di sette giorni il prezzo medio della benzina è diminuito di 11 centesimi di euro al litro. Tradotto sul costo complessivo di un rifornimento, il ribasso significa un risparmio di circa 5,5 euro su un pieno rispetto ai prezzi registrati una settimana prima. Ancora più consistente la diminuzione rilevata sul gasolio, che sulla rete ordinaria ha registrato una flessione media pari a 13,3 centesimi di euro al litro. In questo caso, considerando un pieno, il risparmio arriva a circa 6,65 euro. Il movimento al ribasso rappresenta quindi una prima inversione rispetto alle fortissime tensioni che avevano investito il mercato dei carburanti nelle settimane precedenti, con ripercussioni dirette non soltanto sui costi degli spostamenti privati, ma anche sul settore dell’autotrasporto e, più in generale, sui costi della distribuzione delle merci.
Benzina e diesel, in autostrada ribassi fino a 19 centesimi al litro
È sulla rete autostradale che la riduzione dei prezzi è risultata più marcata. In base all’elaborazione del Codacons sui dati del Mimit, il prezzo medio della benzina in autostrada è diminuito in sette giorni di 19 centesimi di euro al litro, mentre quello del gasolio ha registrato un calo praticamente identico, pari a 19,1 centesimi al litro. Il risparmio stimato raggiunge così circa 9,5 euro su un pieno. Si tratta di una diminuzione significativa, soprattutto considerando che proprio i distributori collocati lungo le arterie autostradali presentano tradizionalmente prezzi più elevati rispetto agli impianti presenti sulla viabilità ordinaria. Alla base della discesa figurano le iniziative avviate dalle principali compagnie petrolifere, con gli sconti introdotti da Eni, Ip, Q8 e Tamoil che hanno contribuito ad alleggerire i listini nel corso dell’ultima settimana.
Gasolio ancora carissimo: +52,1 centesimi rispetto a prima del conflitto in Iran
Il quadro resta però lontano da una normalizzazione. Nonostante i ribassi dell’ultima settimana, il prezzo del diesel continua infatti a essere nettamente superiore ai livelli registrati prima dell’esplosione delle tensioni internazionali legate al conflitto in Iran. Secondo i calcoli del Codacons, gli italiani stanno ancora pagando un litro di gasolio 52,1 centesimi di euro in più rispetto al periodo antecedente al conflitto. In termini percentuali significa un aumento del 30,2%. L’impatto economico diventa ancora più evidente considerando il costo di un pieno. Sulla base dei dati elaborati dall’associazione, il maggiore esborso supera infatti i 26 euro per ogni rifornimento completo rispetto ai livelli precedenti alla crisi. Una differenza che continua quindi a incidere in maniera rilevante sui bilanci legati alla mobilità, nonostante il recente arretramento dei listini.
Accise sul gasolio, il taglio da 6,1 centesimi scade il 5 ottobre
Il nodo principale riguarda adesso quello che accadrà a partire da domani, 5 ottobre. Scadrà infatti il taglio delle accise sul gasolio pari a 6,1 centesimi di euro, una misura che nelle scorse settimane ha contribuito a contenere almeno in parte gli aumenti alla pompa. La fine dell’intervento fiscale rappresenta per il Codacons una vera e propria incognita sui prezzi dei prossimi giorni, perché potrebbe interferire con gli effetti positivi derivanti dagli sconti messi in campo dalle compagnie petrolifere. Il meccanismo attuale sarà sostituito dalle accise mobili, strumento destinato a intervenire sull’imposizione fiscale applicata ai carburanti in funzione dell’andamento dei prezzi. Proprio il passaggio dal taglio temporaneo al nuovo sistema sarà uno degli elementi determinanti per comprendere l’evoluzione dei listini nel breve periodo.
Codacons: “su tale situazione incombe la fine del taglio delle accise”
L’associazione richiama l’attenzione sul rischio che la scadenza dell’agevolazione possa incidere nuovamente sui prezzi del diesel, in un mercato che continua a risentire delle tensioni internazionali e degli elevati livelli delle quotazioni petrolifere. Il Codacons sottolinea testualmente: “su tale situazione incombe la fine del taglio delle accise da 6,1 centesimi di euro sul gasolio, misura che scadrà domani 5 ottobre per essere sostituita dal meccanismo delle accise mobili”. La questione centrale diventa quindi capire se la combinazione tra il nuovo sistema fiscale e le iniziative commerciali delle compagnie riuscirà a consolidare la discesa registrata nell’ultima settimana oppure se il venir meno del taglio delle accise potrà determinare nuove pressioni sui prezzi.
Carburanti, la richiesta alle compagnie: sconti e price cap fino a fine anno
Il Codacons chiede intanto alle compagnie petrolifere di non interrompere le iniziative promozionali attualmente in vigore e di prolungare gli interventi di contenimento dei prezzi almeno fino alla conclusione del 2026. La richiesta viene motivata con il permanere delle elevate quotazioni del petrolio e con un quadro geopolitico in Medio Oriente che continua a essere caratterizzato da forti incertezze. L’associazione afferma: “per questo chiediamo alle compagnie petrolifere di prorogare sconti e price cap almeno fino a fine anno, considerato che le quotazioni petrolifere sono ancora a livelli elevatissimi e che il conflitto in Medio Oriente non sembra destinato a risolversi a breve”. La prospettiva dei prossimi mesi rimane quindi strettamente legata all’andamento dei mercati energetici internazionali, alle conseguenze del conflitto e alle misure adottate sia dalle compagnie sia sul fronte fiscale.


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