Secondo gli esperti, una guerra nello spazio potrebbe scoppiare nei prossimi cinque anni. Paesi come Stati Uniti, Regno Unito, Russia e Cina potrebbero prendere di mira i satelliti gli uni degli altri. Molti servizi, tra cui internet, la televisione, le previsioni meteorologiche e le operazioni bancarie, dipendono dai satelliti. Se questi venissero danneggiati durante un conflitto, tali servizi potrebbero subire interruzioni. Anche aerei e navi potrebbero incontrare difficoltà nel determinare le proprie rotte.
La corsa agli armamenti nello spazio si sta intensificando
Cinque satelliti cinesi hanno condotto un’esercitazione congiunta. Secondo la Space Force degli Stati Uniti, cinque satelliti cinesi si sono avvicinati tra loro nello spazio, svolgendo attività potenzialmente utilizzabili in operazioni militari. La Cina sta sviluppando dispositivi in grado di catturare altri satelliti o di spostarli dalle loro orbite. Anche i satelliti militari russi si avvicinano a quelli di altri Paesi per monitorarli. A settembre, l’Aeronautica Militare britannica ha istituito un’unità speciale dedicata alla protezione dei propri satelliti. Anche l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), nei suoi piani, sta ponendo l’accento sulla sicurezza e sugli utilizzi in ambito militare. Gli Stati Uniti hanno istituito la propria Space Force nel 2019, con il compito di proteggere i satelliti statunitensi e monitorare le attività militari di altri Paesi nello spazio.
Nuove tecnologie in fase di sviluppo per neutralizzare i satelliti
Diversi Paesi stanno sviluppando tecnologie capaci di compromettere il funzionamento dei satelliti altrui. Tra queste figurano laser, dispositivi per il blocco dei segnali radio e apparecchiature in grado di catturare altri satelliti nello spazio. Alcuni Paesi hanno inoltre testato missili in grado di distruggere i satelliti. Nello specifico:
- Stati Uniti: nel 2008 hanno distrutto un proprio satellite spia malfunzionante tramite un missile
- Cina: nel 2007 ha distrutto un proprio satellite meteorologico con un missile
- India: il 27 marzo 2019 ha condotto un test nell’ambito della “Mission Shakti”
- Russia: il 15 novembre 2021 ha distrutto un vecchio satellite con un missile.
Come può essere condotto un attacco nello spazio?
I segnali radio trasmessi dai satelliti possono essere bloccati. Ciò può compromettere i servizi che visualizzano la posizione sui telefoni cellulari, guidano i velivoli o tracciano le imbarcazioni. Durante la guerra tra Russia e Ucraina sono stati segnalati casi di interferenza con i segnali GPS. Un malintenzionato può trasmettere segnali contraffatti per fornire a un velivolo, a un’imbarcazione o ad altre apparecchiature una posizione errata. Questa pratica è nota come “spoofing”. Può indurre i sistemi di navigazione a ricevere informazioni scorrette, rendendo difficile determinare la rotta corretta. Inoltre, i satelliti sono controllati da centri situati a terra. Gli hacker possono prendere di mira i sistemi informatici di tali centri, interrompendo le comunicazioni con i satelliti, sottraendo informazioni cruciali o compromettendone il funzionamento.
La Germania creerà un’unità di forze spaziali di 1.000 effettivi all’interno della Luftwaffe
La Germania si sta muovendo per dare alle operazioni spaziali una struttura militare dedicata. Il tenente generale Holger Neumann, comandante della Luftwaffe, ha dichiarato, durante un simposio sullo spazio a Ottobrunn, che la Germania istituirà forze spaziali all’interno dell’Aeronautica, con un organico previsto di almeno 1.000 persone. La nuova formazione mira a riunire le diverse attività legate allo spazio, attualmente frammentate, e a potenziarle. Neumann ha delineato una struttura che comprenderà equipaggi per il controllo dei satelliti, unità responsabili della consapevolezza della situazione spaziale (space situational awareness) e team dedicati a quelli che ha definito “lanci operativi“.
I primi passi sono già stati mossi: sette militari sono in fase di addestramento per la gestione dei satelliti, acquisendo le competenze tecniche e procedurali necessarie per il comando e il controllo. Un’unità specifica si occuperà dei lanci operativi, intesi in questo contesto come la capacità di mettere in orbita satelliti in tempi rapidi, al fine di sostituire o rafforzare le risorse esistenti durante una crisi.
Le moderne forze armate dipendono dai satelliti per la navigazione, le comunicazioni, l’intelligence e l’allerta contro i missili. Il conflitto in Ucraina ha evidenziato come l’accesso a risorse spaziali, sia militari che commerciali, possa influenzare gli esiti sul campo, migliorando l’individuazione degli obiettivi e la logistica, e fornendo immagini quasi in tempo reale. La decisione della Germania di creare un’unità spaziale di notevoli dimensioni riflette la necessità di disporre di personale il cui compito principale sia garantire il funzionamento di tali servizi anche sotto pressione.
L’iniziativa si inserisce inoltre in un più ampio cambiamento all’interno della NATO: l’Alleanza ha già riconosciuto lo spazio come dominio operativo, istituendo proprie strutture per monitorare e coordinare le attività in tale ambito. L’inserimento delle forze spaziali all’interno della Luftwaffe le collega direttamente alle catene di comando tedesche già esistenti per le operazioni aeree, nonché ai quadri di riferimento della NATO per il settore aereo e spaziale. Ciò implica anche una più stretta collaborazione con le agenzie spaziali civili e l’industria del Paese in merito a programmi satellitari e opzioni di lancio.
Dal punto di vista strategico, la nuova unità solleva interrogativi ai quali Berlino dovrà dare risposte concrete: come definire un attacco alle proprie risorse spaziali, come reagire a tale eventualità e quale grado di autonomia operativa si intenda mantenere accanto ai sistemi statunitensi. Il tutto avviene in un momento in cui alla Bundeswehr viene richiesto di modernizzarsi su molteplici fronti, disponendo però di risorse limitate. Le indicazioni più chiare sulla portata di questa iniziativa emergeranno dai prossimi bilanci e dalle decisioni relative alle basi. L’entità dei finanziamenti destinati a satelliti e progetti di lancio, la scelta delle sedi per i comandi e i centri operativi delle forze spaziali, nonché l’inclusione di scenari spaziali nelle esercitazioni congiunte con gli alleati, riveleranno se si tratti di un cambiamento radicale nella politica di difesa tedesca o soltanto di un primo passo che necessita ancora di un seguito sostanziale.
La RAF lancia il primo squadrone spaziale dedicato alla difesa dei satelliti britannici
I satelliti, fondamentali per la vita quotidiana nel Regno Unito, saranno protetti da minacce ostili grazie al lancio, da parte della RAF, del primo squadrone spaziale britannico specificamente concepito per contrastare, degradare e neutralizzare le attività nemiche che prendono di mira gli interessi del Regno Unito nello spazio. Annunciato a settembre dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica (Chief of the Air Staff), Air Chief Marshal Sir Harv Smith, in occasione della prima “UK Space Power Conference”, il “No. III Space Effects Squadron” riunirà personale specializzato proveniente dalle diverse Forze Armate, con l’obiettivo di contrastare le attività ostili in orbita e difendere i satelliti da cui la nazione dipende quotidianamente.
Mentre le unità gemelle – il “No. I Space Operations Squadron” e il “No. II Space Warning Squadron” – forniscono alla RAF la capacità di monitorare e segnalare le minacce nello spazio, il nuovo “No. III Squadron” interverrà attivamente contro tali minacce, impiegando tecnologie avanzate, tra cui sistemi di guerra elettronica, per disturbare, degradare e neutralizzare le azioni ostili. Lo squadrone supporterà operazioni spaziali sia offensive che difensive e vedrà un ampliamento nel tempo, man mano che nuove capacità entreranno in servizio.
I satelliti costituiscono un pilastro della sicurezza nazionale e sostengono la vita quotidiana in tutto il Regno Unito. Sono essenziali per l’attività di intelligence e per i sistemi di allerta contro i missili, ma supportano anche la trasmissione di dati per la telefonia mobile, le previsioni meteorologiche e gli acquisti online. Ambulanze, Vigili del Fuoco e forze dell’ordine si affidano ai sistemi di navigazione satellitare per gli interventi di emergenza; allo stesso modo, le reti energetiche utilizzano tali sistemi per gestire le infrastrutture di distribuzione dell’energia. Poiché lo spazio sta diventando un ambiente sempre più affollato e pericoloso – con stati ostili che sviluppano capacità per interferire, disturbare o neutralizzare le risorse spaziali – il governo britannico sta adottando misure per difendere gli interessi del Regno Unito nello spazio, garantendo al contempo un vantaggio operativo alle proprie forze armate.
La costituzione del No. III Space Effects Squadron contribuisce allo sviluppo delle capacità del Regno Unito nella guerra spaziale, incluse la guerra elettronica e le contromisure contro le armi antisatellite. Tutelerà i benefici fondamentali che lo spazio offre alle forze armate integrate britanniche e sarà in grado di negare tali vantaggi agli avversari. Questa iniziativa risponde al requisito britannico di “controllo dello spazio” (Control of Space Requirement): la necessità di mantenere la libertà di operare nello spazio, impedendo al contempo agli avversari di godere della medesima libertà. Tale requisito è stato delineato nella Strategia Spaziale del Regno Unito, pubblicata all’inizio di settembre, e si fonda sulla Strategic Defence Review (Revisione Strategica della Difesa), che ha chiarito come la capacità di operare nello spazio, dallo spazio e attraverso lo spazio sia un pilastro fondamentale per la sicurezza, la prosperità e la vita quotidiana nel Regno Unito.
Pur adottando misure per proteggere le infrastrutture spaziali critiche, il governo ribadisce il proprio impegno a favore di un utilizzo pacifico e sostenibile dello spazio. Il Regno Unito ha formalmente rinunciato ai test di missili antisatellite di natura distruttiva e continua a operare, nell’ambito del Comitato ONU per gli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico (COPUOS), per promuovere norme, regole e principi che definiscano comportamenti responsabili nello spazio. Questo impegno è alla base della costante collaborazione del Regno Unito con alleati e partner per rafforzare la difesa collettiva nello spazio; ciò include un investimento di 880 milioni di sterline, previsto tra il 2026-27 e il 2029-30, destinato ad attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) basate nello spazio, nonché ad attività di controllo dello spazio.
Gli Stati Uniti confermano per la prima volta di aver dispiegato armi spaziali
A settembre, gli Stati Uniti hanno confermato di aver dispiegato un’arma spaziale nell’orbita terrestre; è la prima volta che Washington ammette di possedere tali capacità offensive. Il Sottosegretario dell’Aeronautica Militare statunitense, Troy Meink, ha dichiarato che l’arma “in orbita” è necessaria per proteggere le forze americane da azioni ostili nemiche. Intervenendo alla conferenza “Air, Space and Cyber”, Meink ha affermato che gli Stati Uniti sono pronti ad affrontare “minacce in evoluzione“, senza tuttavia fornire dettagli sulle capacità dell’arma o sul momento in cui sia stata messa in orbita. I funzionari statunitensi non hanno reso noti i dettagli sul funzionamento dell’arma. Un portavoce della US Space Force ha dichiarato: “il controllo dello spazio racchiude le aree di missione necessarie per contendere e controllare il dominio spaziale, impiegando mezzi cinetici e non cinetici per incidere sulle capacità dell’avversario attraverso l’interruzione, il degrado e, se necessario, persino la distruzione. Tali capacità possono essere utilizzate per scopi offensivi e difensivi, su indicazione dei comandi operativi”.
In precedenza, alti vertici militari avevano espresso l’intenzione di potenziare le capacità belliche nello spazio, facendo riferimento ai programmi russi e cinesi volti a sviluppare sistemi per attaccare e neutralizzare i satelliti statunitensi in un eventuale conflitto futuro. In seguito, la Cina ha risposto mettendo in guardia contro una “corsa agli armamenti” nello spazio. “Esortiamo la parte statunitense a smettere di espandere le proprie capacità militari e di prepararsi alla guerra nello spazio extra-atmosferico”, ha dichiarato un portavoce del Ministero degli Esteri cinese, secondo quanto riportato dall’agenzia AFP.
L’amministrazione Trump ha affermato che le capacità basate nello spazio – inclusi i missili intercettori – costituiscono una componente cruciale del sistema di difesa “Golden Dome”, progettato per proteggere gli Stati Uniti da missili e altre minacce aeree. L’anno scorso, il Presidente Donald Trump ha emanato un ordine esecutivo che sottolinea il ruolo della US Space Force non solo nella difesa delle proprie risorse, ma anche come forza offensiva. La US Space Force – la prima nuova branca delle forze armate statunitensi creata negli ultimi 70 anni – è stata istituita nel 2019 con l’obiettivo di proteggere le risorse americane nello spazio, tra cui centinaia di satelliti impiegati per le comunicazioni e la sorveglianza.
Un trattato del 1967 vieta il posizionamento di armi di distruzione di massa in orbita. Da allora, le principali potenze – tra cui Stati Uniti, Russia e Cina – hanno esplorato altre tipologie di capacità non contemplate dal trattato, come quella di prendere di mira i satelliti degli avversari, fondamentali per le comunicazioni militari, la sorveglianza e la navigazione. All’inizio di febbraio è emerso che due satelliti russi avrebbero probabilmente intercettato le comunicazioni di almeno una dozzina di quelli europei, dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. Tali intercettazioni potrebbero aver consentito ai servizi di intelligence russi di leggere i dati sensibili trasmessi o, ipoteticamente, persino di assumere il controllo dei satelliti.
Nel 2024, gli Stati Uniti hanno dichiarato che la Russia ha lanciato un satellite che, a loro avviso, potrebbe essere in grado di attaccare altri dispositivi analoghi. La Russia non ha rilasciato commenti pubblici in merito. La Space Force statunitense afferma che la Cina “sviluppa e gestisce capacità spaziali e anti-spaziali nell’ambito di una strategia di modernizzazione militare“, mentre la Russia “considera lo spazio un dominio di combattimento e ritiene che la supremazia spaziale sarà un fattore decisivo nei conflitti futuri”.
Crescono i timori di una guerra nello spazio: un satellite russo compie una manovra pericolosa
Funzionari statunitensi hanno accusato pubblicamente la Russia di aver minacciato un satellite commerciale gestito da un’azienda finlandese, che fornisce immagini e informazioni di intelligence all’Ucraina e ad altre nazioni, definendo tale mossa “deliberatamente sconsiderata”. In risposta alle accuse, formulate durante un dibattito alle Nazioni Unite il 21 ottobre, la Russia ha liquidato le affermazioni degli Stati Uniti come “assurde“, accusando a sua volta Washington di nutrire “ambizioni militari aggressive nello spazio”.
Lo scambio di accuse è avvenuto pochi giorni dopo che un satellite militare russo, denominato Kosmos-2612, si è avvicinato “pericolosamente” all’ICEYE-X36, un satellite registrato negli Stati Uniti e gestito dall’azienda finlandese ICEYE. Il satellite russo è arrivato a una distanza “eccezionalmente ravvicinata” – secondo alcune stime, entro 200 metri – un evento che, a detta di esperti del settore spaziale e osservatori amatoriali di satelliti, risulta estremamente insolito. “Non si è trattato di un incontro o di un sorvolo di routine“, ha dichiarato a RFE/RL LeoLabs, un’azienda specializzata in intelligence aerospaziale. “Il comportamento osservato è coerente con sofisticate manovre di avvicinamento e operazioni di prossimità”.
L’ICEYE-X36 è dotato di una tecnologia radar in grado di acquisire immagini dettagliate della superficie terrestre, anche in presenza di copertura nuvolosa. A gennaio, l’azienda finlandese ha siglato un contratto con il Ministero della Difesa ucraino per la fornitura di servizi di intelligence. Il Kosmos-2612 “ha mostrato un comportamento minaccioso, manovrando intenzionalmente in modo pericolosamente vicino a un satellite commerciale“, ha affermato Brian Hardesty, consulente della delegazione statunitense presso la Conferenza sul disarmo, durante una riunione a New York della Prima Commissione dell’ONU, organo che si occupa di questioni legate al controllo degli armamenti e al disarmo. “Tali comportamenti appaiono coerenti con operazioni che coinvolgono armamenti in orbita”. “La decisione di intraprendere queste attività è stata deliberatamente sconsiderata”, ha aggiunto.
Lo spazio come nuovo fronte della sicurezza globale
La progressiva militarizzazione dello spazio segna un punto di non ritorno nella geopolitica contemporanea. L’era in cui l’orbita terrestre era considerata un dominio esclusivamente scientifico o pacifico è definitivamente tramontata: dalle manovre sconsiderate dei satelliti spia russi alle risposte strutturate della NATO, del Regno Unito e della Germania, fino al formale dispiegamento di armi in orbita da parte degli Stati Uniti, lo spazio è diventato a tutti gli effetti il nuovo campo di battaglia. In questo scenario di fortissima tensione, la posta in gioco trascende l’ambito militare: dalla protezione dei satelliti non dipende soltanto l’esito dei conflitti moderni, ma la stabilità stessa delle nostre infrastrutture civili, economiche e quotidiane.
