Lo storico osservatorio spaziale Neil Gehrels Swift della NASA affronta i suoi ultimi giorni di vita prima di disintegrarsi nell’atmosfera terrestre. Giunto quasi al suo 22° anno di ininterrotta attività per studiare gli eventi più energetici dell’universo, il telescopio sta perdendo inesorabilmente quota. Il veicolo, che ha un peso di 1.452 kg, orbita attualmente a circa 325 km dalla superficie del nostro pianeta, ma il suo inabissamento sta subendo una drammatica accelerazione. Gli ingegneri stimano che, una volta sceso sotto la soglia critica dei 300 km di altitudine, operare e controllare lo strumento diventerà estremamente difficile. Questo fatidico momento è atteso per la metà di ottobre, quando il telescopio inizierà la sua caduta irreversibile.
Un declino accelerato dall’attività del Sole
Il destino di Swift è ormai segnato, soprattutto dopo la fine delle speranze legate alla recente missione di soccorso che ha tentato invano di stabilizzarne l’orbita. L’aumento dell’attività solare ha giocato un ruolo cruciale e fatale in questo declino. Raggiungendo il picco del suo ciclo di 11 anni nel 2024, il Sole ha generato intensi brillamenti ed espulsioni di massa coronale che hanno fatto espandere l’atmosfera terrestre. Questa anomala espansione ha aumentato notevolmente l’attrito sul telescopio, trascinandolo sempre più velocemente verso il basso. Nonostante le dimensioni del veicolo, le probabilità di danni a persone o infrastrutture durante il rientro sono estremamente remote. La maggior parte dei detriti in grado di sopravvivere al calore estremo del rientro atmosferico finirà quasi certamente negli oceani o in aree terrestri del tutto disabitate.
L’eredità scientifica di un pioniere dello Spazio
Prendendo il nome dallo scienziato che ha guidato la missione e dauna famiglia di uccelli famosi per la loro rapidità, il telescopio era stato progettato per ruotare velocemente e catturare eventi cosmici sfuggenti, come i buchi neri in eruzione e i potentissimi lampi di raggi gamma. Nel corso dei decenni, il suo impiego si è esteso ampiamente, permettendo agli studiosi di osservare comete, asteroidi e innumerevoli fenomeni luminosi transitori. Attualmente non esiste alcun sostituto pronto a prendere il suo posto, il che rende questa imminente perdita particolarmente gravosa per l’astrofisica. Per onorare fino all’ultimo secondo la sua permanenza nello Spazio, i responsabili del progetto stanno riaccendendo progressivamente gli strumenti scientifici del veicolo, che erano stati spenti nei mesi scorsi per risparmiare energia e rallentare la caduta. Questa coraggiosa scelta permette di raccogliere gli ultimi preziosi frammenti di dati dal cosmo, pur con la totale consapevolezza che la riattivazione accelererà ulteriormente la picchiata dell’osservatorio verso il suo infuocato epilogo.



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