Il ritorno dell’ora solare segna la conclusione di sette mesi durante i quali l’Italia ha beneficiato di un significativo risparmio energetico ed economico. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 termina ufficialmente il periodo dell’ora legale, che quest’anno ha consentito di ridurre i consumi nazionali di energia elettrica di 300 milioni di kilowattora, generando un risparmio economico superiore a 90 milioni di euro. A rendere noto il bilancio è Terna, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, attraverso un’analisi degli effetti dell’ora legale sui consumi italiani. I risultati evidenziano l’impatto che lo spostamento stagionale delle lancette continua ad avere sul fabbisogno elettrico del Paese, sia in termini economici sia sotto il profilo ambientale.
Ora legale 2026, risparmiati 300 milioni di kWh: l’equivalente dei consumi di 115 mila famiglie
Il dato più significativo riguarda la quantità di elettricità che l’Italia ha evitato di consumare durante i sette mesi di ora legale 2026. Secondo le rilevazioni di Terna, il risparmio complessivo è stato pari a 300 milioni di kWh, una quantità di energia equivalente al fabbisogno medio annuo di circa 115 mila famiglie. Il beneficio è legato al meccanismo dell’ora legale, che permette di sfruttare maggiormente le ore di luce naturale nelle attività quotidiane, riducendo il ricorso all’illuminazione artificiale in determinate fasce orarie. Lo spostamento delle lancette, pur non modificando la durata effettiva della luce solare, ne cambia la distribuzione rispetto agli orari convenzionali delle attività. Il risultato assume particolare rilevanza se rapportato alla dimensione del sistema elettrico nazionale. La riduzione dei consumi registrata da Terna corrisponde infatti all’intero fabbisogno medio di elettricità di decine di migliaia di nuclei familiari nell’arco di un anno.
Bollette elettriche, l’ora legale ha prodotto oltre 90 milioni di euro di risparmio
La riduzione della domanda di energia si traduce anche in un beneficio economico. Per il 2026, Terna ha stimato un risparmio superiore a 90 milioni di euro grazie ai minori consumi elettrici associati all’adozione dell’ora legale. La valutazione economica tiene conto del costo dell’elettricità nel periodo compreso tra domenica 29 marzo e domenica 25 ottobre 2026, corrispondente all’intera durata dell’ora legale di quest’anno. Secondo i dati dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), il costo medio del kilowattora per il cliente domestico tipo in maggior tutela è stato pari a 31,4 centesimi di euro, comprensivi delle imposte. È sulla base di questo valore di riferimento e della quantità di energia elettrica risparmiata che viene quantificato il beneficio economico complessivo. La stima rappresenta il risparmio associato ai minori consumi di elettricità su scala nazionale durante il periodo di applicazione dell’ora legale.
Ambiente, grazie all’ora legale 140 mila tonnellate di CO₂ in meno
Accanto ai vantaggi economici, l’analisi di Terna mette in evidenza anche gli effetti positivi sull’ambiente. Il minor consumo di energia elettrica registrato nei sette mesi di ora legale ha determinato una riduzione delle emissioni di anidride carbonica stimata in circa 140 mila tonnellate. Il dato evidenzia il collegamento tra il contenimento della domanda elettrica e la diminuzione delle emissioni associate alla produzione di energia. Consumare meno elettricità significa infatti ridurre, a parità delle altre condizioni, la quantità di energia che deve essere generata per soddisfare il fabbisogno nazionale. Il beneficio ambientale dell’ora legale si aggiunge quindi a quello economico, contribuendo al contenimento delle emissioni di CO₂ attraverso una misura che agisce direttamente sulla distribuzione temporale dei consumi.
Dal 2004 al 2026, l’Italia ha risparmiato 12,3 miliardi di kWh e circa 2,4 miliardi di euro
Il bilancio del 2026 si inserisce in una tendenza di lungo periodo. Secondo l’analisi di Terna, nell’intervallo compreso tra il 2004 e il 2026, l’adozione dell’ora legale ha permesso all’Italia di registrare un minor consumo complessivo di energia elettrica superiore a 12,3 miliardi di kWh. Si tratta di una quantità considerevole di elettricità che, nell’arco di ventitré anni, non è stato necessario consumare grazie agli effetti dello spostamento stagionale dell’orario. Sul piano economico, il beneficio cumulato stimato dalla società che gestisce la rete elettrica nazionale ammonta a circa 2,4 miliardi di euro risparmiati dai cittadini italiani. Questi valori consentono di valutare l’impatto dell’ora legale non soltanto attraverso il risultato di una singola stagione, ma considerando l’insieme dei risparmi energetici ed economici accumulati nel corso degli anni.
Quando torna l’ora solare nel 2026 e quando è iniziata l’ora legale
Il periodo di ora legale 2026 è iniziato domenica 29 marzo e si concluderà domenica 25 ottobre, quando tornerà in vigore l’ora solare. Il cambio avverrà nella notte tra sabato e domenica, quando alle 3:00 le lancette dovranno essere spostate indietro alle 2:00. Il passaggio comporterà quindi un’ora in più nella notte del cambio e, nei giorni successivi, un anticipo dell’orario convenzionale del tramonto rispetto a quello dell’ora legale. Con la conclusione del periodo estivo termina anche la fase dell’anno nella quale lo spostamento in avanti delle lancette favorisce un maggiore utilizzo della luce naturale nelle ore serali. Il bilancio elaborato da Terna conferma che, anche nel 2026, questo meccanismo ha prodotto risultati misurabili in termini di riduzione dei consumi energetici, risparmio economico e minori emissioni di CO₂.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?