SpaceX ha completato una giornata particolarmente intensa per le attività spaziali statunitensi, portando in orbita 130 payload con la missione Transporter-18 e preparando il terreno per il terzo lancio del programma: NROL-97, decollato oggi alle 05:53 ora italiana a bordo di un Falcon Heavy. Transporter-18 è partito dalla Vandenberg Space Force Base, in California, alle 11:32 ora locale del 1° ottobre (20:32 in Italia). Il Falcon 9 ha attraversato la consueta foschia della costa californiana e ha completato senza problemi la missione. Il primo stadio è tornato a terra circa 7 minuti e mezzo dopo il decollo, effettuando il suo 25° volo. Il secondo stadio ha quindi raggiunto l’orbita terrestre bassa e, nell’arco di circa 11 minuti, ha rilasciato i 130 payload trasportati dalla missione.
In orbita anche il satellite per l’intelligenza artificiale di Google
Tra i carichi più interessanti c’è un satellite dimostratore del progetto Suncatcher di Google, destinato a studiare la possibilità di realizzare una futura costellazione di satelliti dedicati all’intelligenza artificiale. Il veicolo servirà soprattutto a verificare il comportamento nello spazio delle Tensor Processing Unit (TPU) sviluppate da Google, componenti progettati per accelerare i calcoli di intelligenza artificiale. Gli esperimenti dovranno fornire informazioni su 2 aspetti fondamentali: la resistenza dei chip alle radiazioni presenti nello spazio e la capacità del satellite di smaltire il calore prodotto dalle TPU durante il funzionamento. L’idea alla base di Suncatcher è quella di sfruttare l’ambiente orbitale per realizzare infrastrutture di calcolo dedicate all’intelligenza artificiale. Il prototipo lanciato con Transporter-18 rappresenta quindi un primo passo sperimentale verso questo obiettivo.
Dall’AI ai laser: in orbita anche Reason-1
Transporter-18 ha portato nello spazio anche Reason-1, un satellite sviluppato da Cowboy Space, un’altra società interessata alle infrastrutture per data center spaziali. La missione di Reason-1 è sperimentare il power beaming, cioè il trasferimento di energia attraverso un fascio laser da un satellite in orbita verso un ricevitore sulla Terra. La tecnologia potrebbe avere applicazioni nel settore dei futuri sistemi energetici spaziali e, secondo Cowboy Space, costituisce un elemento da sviluppare per rendere possibile la realizzazione di infrastrutture di calcolo in orbita.
Il debutto di Otter per la manutenzione dei satelliti
Tra i 130 payload c’era inoltre Otter, il primo satellite operativo di servicing di Starfish Space. L’obiettivo dell’azienda statunitense è sviluppare veicoli capaci di effettuare operazioni di assistenza direttamente in orbita, una tecnologia che potrebbe diventare sempre più importante con l’aumento del numero di satelliti attorno alla Terra. Il lancio rappresenta quindi il passaggio dalla fase di sviluppo e dimostrazione tecnologica alle prime attività operative del veicolo.
130 payload, ma non è il record
Il resto del carico di Transporter-18 era estremamente diversificato: CubeSat, microsatelliti, payload ospitati e veicoli destinati a ulteriori rilasci. Quattro orbital transfer vehicle trasportavano complessivamente 41 payload che saranno rilasciati successivamente, mentre due veicoli includevano sistemi destinati al rientro atmosferico. Con 130 payload, Transporter-18 si avvicina al record di SpaceX per il maggior numero di oggetti portati in orbita con una singola missione. Il primato rimane infatti quello di Transporter-1, che nel gennaio 2021 trasportò 143 payload.
Una giornata senza precedenti per SpaceX
Transporter-18 è stato soltanto uno dei 3 appuntamenti spaziali programmati da SpaceX in una finestra temporale eccezionalmente intensa. Nella stessa giornata, la società ha lanciato anche Crew-13, missione con equipaggio della NASA, utilizzando un Falcon 9 dalla Space Coast della Florida. A completare il programma è arrivato NROL-97, missione del National Reconnaissance Office (NRO), decollata alle 05:53 di oggi ora italiana, con un Falcon Heavy.
Il risultato è una sequenza che mostra la crescente capacità di SpaceX di gestire missioni profondamente diverse tra loro: dal trasporto commerciale di decine di satelliti alle missioni con astronauti, fino ai carichi classificati del governo statunitense. Con Transporter-18, inoltre, l’azienda conferma un altro elemento ormai centrale della sua attività: trasformare i lanci condivisi in una vera e propria infrastruttura di accesso frequente all’orbita, permettendo a un numero sempre maggiore di aziende e istituzioni di sperimentare nuove tecnologie nello spazio.


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