Gli Stati Uniti potrebbero dire addio al cambio dell’ora due volte l’anno e mantenere in maniera permanente l’ora legale. È questo il cuore del Sunshine Protection Act, il provvedimento che punta a modificare una delle abitudini più consolidate della vita quotidiana americana e che ha già compiuto un passo decisivo con l’approvazione alla Camera dei Rappresentanti. La proposta è stata approvata a luglio con 308 voti favorevoli e 117 contrari, ma per diventare legge deve ancora superare l’esame del Senato, dove incontra resistenze significative anche all’interno del Partito Repubblicano. A spingere con forza per l’approvazione definitiva è il presidente Donald Trump, che considera l’ora legale permanente una misura capace di offrire più luce nelle ore in cui gli americani sono maggiormente attivi e, allo stesso tempo, di eliminare definitivamente la necessità di spostare le lancette degli orologi due volte ogni anno. Il confronto politico si è acceso nelle ultime ore proprio attorno al destino di questa riforma, con Trump che ha aumentato la pressione sul senatore repubblicano dell’Arkansas Tom Cotton, uno degli oppositori più netti del provvedimento.
Ora legale permanente, cosa cambierebbe negli Stati Uniti
Attualmente, nella maggior parte degli Stati Uniti, l’ora legale viene applicata dalla primavera all’autunno. Durante questo periodo gli orologi vengono spostati avanti di un’ora rispetto all’ora standard, consentendo di avere maggiore luce naturale nel pomeriggio e nelle prime ore della sera. Con il Sunshine Protection Act, questo sistema diventerebbe permanente. In concreto, non sarebbe più necessario tornare all’ora standard durante i mesi autunnali e invernali. Gli americani non dovrebbero quindi più modificare gli orologi due volte all’anno e manterrebbero stabilmente l’assetto orario oggi utilizzato nei mesi di ora legale. La conseguenza più evidente sarebbe rappresentata da tramonti più tardivi durante tutto l’anno, ma anche da albe più tardive nei mesi invernali. Ed è proprio quest’ultimo aspetto ad alimentare le principali obiezioni alla riforma.
La Camera ha già approvato il Sunshine Protection Act
Il passaggio alla Camera dei Rappresentanti ha mostrato un sostegno molto ampio al progetto di rendere permanente l’ora legale. Il provvedimento ha infatti ottenuto 308 voti favorevoli contro 117 contrari, un risultato che ha dato nuovo slancio a un dibattito che negli Stati Uniti prosegue da anni. Dopo il voto della Camera, Trump aveva celebrato pubblicamente il risultato definendolo: “una grande notizia per l’America!”. Il vero ostacolo, adesso, è rappresentato dal Senato, dove la proposta incontra ancora una serie di opposizioni. Il confronto non riguarda soltanto il tradizionale scontro tra Democratici e Repubblicani. Anche all’interno dello stesso Partito Repubblicano esistono infatti posizioni differenti sull’opportunità di mantenere l’ora legale durante tutto l’anno.
Perché Trump vuole rendere permanente l’ora legale
La posizione della Casa Bianca è favorevole alla riforma. Uno degli argomenti principali utilizzati dai sostenitori del provvedimento è la possibilità di avere più luce naturale nelle ore pomeridiane e serali, cioè nei momenti della giornata in cui gran parte della popolazione è ancora attiva. L’idea alla base della riforma è semplice: mantenendo gli orologi avanti di un’ora anche durante l’inverno, il Sole tramonterebbe più tardi secondo l’orario ufficiale. Ciò potrebbe favorire le attività all’aperto, il tempo libero dopo il lavoro e la scuola e, secondo i sostenitori della misura, semplificare anche la vita quotidiana eliminando il cambio dell’ora. Trump ha insistito proprio su questo punto, sottolineando l’inconveniente rappresentato dal dover cambiare gli orologi nelle case, nelle aziende agricole e nei luoghi di lavoro due volte all’anno.
Tom Cotton contro l’ora legale permanente
Tra gli oppositori più decisi del progetto c’è il senatore repubblicano dell’Arkansas Tom Cotton, componente della leadership del partito e presidente della Commissione Intelligence del Senato. Cotton ha ribadito pubblicamente la propria contrarietà al provvedimento: “a nessuno piace cambiare l’ora, me compreso, ma il Congresso ha introdotto più volte in passato l’ora legale permanente e l’ha abolita ogni volta quando gli americani hanno sperimentato albe assurdamente tardive durante l’inverno”. Il senatore ha quindi posto l’accento soprattutto sulle conseguenze per gli studenti: “gli abitanti dell’Arkansas non vogliono che i loro figli vadano a scuola nel buio pesto e io metterò sempre l’Arkansas al primo posto”. Cotton non è l’unico esponente repubblicano contrario al provvedimento, ma nelle ultime ore è diventato il principale bersaglio politico di Trump sul tema.
Trump aumenta la pressione sul Senato
Il presidente americano ha accusato Cotton di ostacolare il percorso del provvedimento. Trump ha scritto: “per qualche motivo, Tom sta bloccando la legge e, al Senato, è molto facile farlo, ne basta uno!”. Il presidente ha invitato quindi gli abitanti dell’Arkansas a fare pressione sul senatore affinché sostenga la legge: “quindi, tutti in Arkansas, uno Stato che amo e che ho vinto 3 volte, l’ultima con 34 punti di vantaggio, dite a Tom di FARLO! Sarà apprezzato da tutti”. Nel messaggio Trump ha inserito anche un numero telefonico con prefisso dell’Arkansas, presentandolo come un recapito di Cotton. La vicenda mostra quanto il presidente consideri politicamente importante arrivare all’approvazione definitiva della riforma sull’ora legale permanente.
La replica di Trump: “un’ora di luce in più”
Dopo la presa di posizione di Cotton, Trump è tornato sull’argomento contestando direttamente le motivazioni del senatore. Il presidente ha dichiarato: “se Tom Cotton mettesse l’Arkansas al primo posto, darebbe loro un’ora di luce in più e, cosa ancora più importante, non dovrebbero correre per le loro case, fattorie, luoghi di lavoro e ovunque altro, due volte all’anno, per cambiare gli orologi, spesso dimenticandosi di farlo”. Secondo Trump, quindi, i benefici di un’ora di luce in più nelle ore serali e la fine del cambio semestrale degli orologi sarebbero superiori agli inconvenienti legati alle mattine più buie.
Gli Stati potrebbero ancora scegliere di non adottarla
Il sistema americano presenta inoltre un’altra particolarità. Non tutti gli Stati osservano attualmente l’ora legale e il testo del provvedimento prevede la possibilità di mantenere determinate eccezioni. Gli Stati potrebbero infatti scegliere di non aderire al nuovo regime attraverso l’intervento delle rispettive legislature prima dell’entrata in vigore della legge. Il quadro sarebbe quindi diverso rispetto a quello di un obbligo assolutamente uniforme imposto a tutto il territorio nazionale. Negli Stati Uniti esistono già oggi importanti eccezioni al sistema dell’ora legale, tra cui Hawaii e gran parte dell’Arizona.
Gli Stati Uniti hanno già provato l’ora legale permanente
Il dibattito non nasce oggi. Il Congresso americano discute da decenni dei vantaggi e degli svantaggi dell’ora legale e gli Stati Uniti hanno già sperimentato in passato periodi di applicazione prolungata o permanente del sistema. Il tema è stato affrontato anche durante periodi di guerra e crisi energetiche, quando l’utilizzo della luce naturale veniva considerato uno strumento utile per ridurre determinati consumi. Proprio le esperienze del passato vengono oggi richiamate dai contrari alla riforma. Cotton sostiene che quando gli americani hanno sperimentato concretamente albe molto tardive durante l’inverno, il consenso nei confronti dell’ora legale permanente è diminuito e il Congresso è successivamente tornato indietro.


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