Il 60° anniversario dell’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 diventa l’occasione per riportare al centro dell’attenzione il problema della salvaguardia del patrimonio culturale della Calabria, tra biblioteche chiuse, difficoltà di accesso ai libri e necessità di valorizzare un’eredità storica e culturale costruita nel corso dei millenni. A sollevare la questione è l’Università delle Generazioni, che ricorda la tragedia fiorentina e l’impegno dei giovani volontari passati alla storia come “Angeli del fango”, proponendo alle istituzioni calabresi la realizzazione di una Biblioteca Regionale Centrale. L’iniziativa nasce dalla volontà di collegare la memoria di uno degli eventi più drammatici della storia italiana alla situazione attuale della cultura calabrese.
Il ricordo dell’alluvione di Firenze del 1966 e degli Angeli del fango
Il 4 novembre 1966 Firenze venne devastata da una disastrosa alluvione che provocò 37 morti e causò gravissimi danni alla città e al suo patrimonio artistico e culturale. Le acque dell’Arno e il fango sommersero libri antichi, opere d’arte e numerose altre testimonianze di inestimabile valore, mettendo in pericolo una parte fondamentale della cultura universale. A sessant’anni di distanza, l’Università delle Generazioni intende ricordare quella tragedia soprattutto alle nuove generazioni, richiamando il ruolo svolto dai giovani che, negli anni Sessanta, raggiunsero Firenze da diversi Paesi per contribuire al salvataggio dei suoi tesori culturali. Erano i giovani di una stagione caratterizzata da creatività, innovazione, pacifismo, musica e coraggio. Di fronte alla distruzione provocata dall’alluvione, parteciparono alle operazioni di recupero di libri, documenti e opere d’arte che rischiavano di andare definitivamente perduti. Il loro contributo è rimasto nella memoria collettiva con il nome di “Angeli del fango”, simbolo di solidarietà e impegno civile nella difesa della cultura. A testimoniare il valore di quell’esperienza è anche il monumento dedicato agli Angeli del fango in Piazza Giuseppe Poggi a Firenze, realizzato dallo scultore Galeazzo Auzzi, nei pressi dell’Arno.
Calabria, il problema della tutela del patrimonio culturale e delle biblioteche
Partendo dall’esempio fiorentino, l’Università delle Generazioni propone una riflessione sulla situazione della cultura in Calabria, denunciando le difficoltà che ancora oggi ne ostacolano la conservazione, la valorizzazione e l’accessibilità. Secondo l’associazione, la regione non dispone ancora dei propri “Angeli del fango”, intesi come una mobilitazione collettiva capace di salvaguardare una parte significativa del patrimonio culturale prodotto sul territorio nel corso dei millenni. La criticità non riguarderebbe soltanto la conservazione materiale delle testimonianze storiche e culturali, ma anche la possibilità di renderle effettivamente disponibili a cittadini e studiosi. L’Università delle Generazioni evidenzia infatti come, salvo alcune eccezioni, una parte della cultura calabrese non venga adeguatamente salvata e valorizzata e, anche nei casi in cui sia stata preservata grazie a grandi sacrifici, rimanga difficilmente accessibile. Una situazione che pone al centro del dibattito il ruolo delle biblioteche calabresi, considerate strutture fondamentali per custodire, organizzare e rendere fruibile il patrimonio documentale e culturale della regione.
Biblioteca Calabrese di Soriano chiusa dal 9 ottobre 2024: si intravede uno spiraglio
Tra gli esempi indicati dall’Università delle Generazioni emerge soprattutto quello della Biblioteca Calabrese di Soriano, in provincia di Vibo Valentia, una realtà legata all’impegno del suo fondatore, il compianto preside Nicola Provenzano, e dei collaboratori che hanno contribuito alla sua realizzazione. Nonostante il lavoro e i sacrifici sostenuti per costruire e preservare questo patrimonio, la biblioteca risulta chiusa dal 9 ottobre 2024, una condizione che l’associazione considera superabile attraverso una maggiore volontà di collaborazione tra le persone e le istituzioni chiamate a garantirne la gestione. La chiusura rappresenta, nella riflessione dell’Università delle Generazioni, uno dei casi più significativi delle difficoltà che interessano la tutela della cultura calabrese. Tuttavia, negli ultimi tempi sarebbe emerso un elemento di speranza. Secondo quanto riferito dall’associazione, da alcune settimane si intravede un promettente spiraglio per la situazione della biblioteca di Soriano, pur senza che vengano indicati ulteriori dettagli sugli sviluppi.
Biblioteca Civica di Cosenza, un altro caso emblematico delle difficoltà culturali calabresi
Un’altra realtà richiamata dall’Università delle Generazioni è la Biblioteca Civica di Cosenza, considerata un ulteriore esempio delle problematiche che interessano il sistema bibliotecario regionale. La situazione di Cosenza viene accostata a quella di Soriano per evidenziare come il problema della conservazione e della fruizione del patrimonio culturale non sia limitato a una singola struttura. Allargando lo sguardo all’intero territorio calabrese, l’associazione descrive un quadro complessivamente preoccupante, nel quale le difficoltà delle biblioteche e delle istituzioni culturali rischiano di compromettere il rapporto tra le comunità e la propria storia. L’Università delle Generazioni collega questa situazione anche al fenomeno dell’emigrazione giovanile dalla Calabria. La mancata valorizzazione della cultura locale e regionale viene infatti indicata come uno degli elementi che contribuiscono a indebolire il legame dei giovani con il territorio. Secondo questa interpretazione, una maggiore conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale calabrese potrebbe contribuire a rafforzare il senso di appartenenza e offrire ulteriori motivazioni per costruire il proprio futuro nella regione, contrastando una fuga che, in molti casi, si traduce in un allontanamento senza ritorno.
La proposta: una Biblioteca Regionale Centrale per custodire e valorizzare la cultura della Calabria
Di fronte a queste criticità, l’Università delle Generazioni rinnova il proprio appello alle istituzioni competenti affinché venga affrontata concretamente la questione della salvaguardia del patrimonio culturale calabrese. La proposta principale è la realizzazione di una “Biblioteca Regionale Centrale”, una struttura che possa rappresentare un punto di riferimento per la conservazione e la valorizzazione della ricchissima produzione culturale della regione. L’associazione individua diverse possibilità territoriali, partendo da realtà già esistenti che potrebbero essere potenziate oppure valorizzate nell’ambito di un progetto di maggiore portata. Tra le prime ipotesi figura proprio la Biblioteca Calabrese di Soriano, che, attraverso un adeguato potenziamento, potrebbe assumere un ruolo centrale nel sistema culturale regionale.
Taurianova e il successo di Capitale Italiana del Libro 2024
Un’altra possibile sede indicata dall’Università delle Generazioni è Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, città che nel 2024 ha ottenuto il titolo di Capitale Italiana del Libro. L’esperienza di Taurianova viene richiamata come un risultato significativo per il territorio e come una possibile base dalla quale sviluppare un progetto culturale di respiro regionale. Secondo l’associazione, il successo conseguito dalla città potrebbe rappresentare un’opportunità per immaginare una struttura capace di raccogliere e valorizzare il patrimonio culturale dell’intera Calabria.
Marcellinara, la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029 e l’ipotesi di una biblioteca nell’Istmo
Tra le possibilità avanzate dall’Università delle Generazioni compare anche Marcellinara, in provincia di Catanzaro, il cui sindaco Vittorio Scerbo viene indicato come una figura da incoraggiare per l’intraprendenza dimostrata nel campo della promozione culturale. ‘associazione richiama in particolare la capacità dell’amministrazione comunale di inserire Marcellinara tra le 16 città candidate al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029. Un risultato che, nella prospettiva dell’Università delle Generazioni, potrebbe offrire un’ulteriore occasione per sviluppare progetti dedicati alla tutela e alla valorizzazione della cultura regionale. La collocazione geografica di Marcellinara viene inoltre considerata particolarmente interessante. L’associazione ritiene infatti che una Biblioteca Regionale Centrale situata nell’area dell’Istmo della Prima Italia potrebbe rappresentare una soluzione ideale per servire i diversi territori calabresi. La posizione centrale viene indicata come un possibile elemento di equilibrio rispetto alle esigenze delle comunità regionali, comprese quelle geograficamente più distanti.
Dagli Angeli del fango di Firenze alla salvaguardia della memoria culturale calabrese
Il richiamo agli Angeli del fango costituisce il filo conduttore dell’iniziativa dell’Università delle Generazioni. A sessant’anni dall’alluvione di Firenze, l’esperienza dei giovani volontari che contribuirono a salvare libri e opere d’arte diventa un esempio attraverso il quale riflettere sulle responsabilità attuali nella conservazione del patrimonio culturale. L’associazione pone così in relazione due situazioni differenti: da una parte la mobilitazione straordinaria che seguì una catastrofe naturale, dall’altra le difficoltà che, nel tempo, possono compromettere la disponibilità e la valorizzazione di beni culturali già esistenti. Al centro dell’appello rimane la necessità di un maggiore impegno delle istituzioni competenti nella tutela della cultura calabrese, a partire dalle biblioteche e dalle strutture che custodiscono libri, documenti e testimonianze della storia regionale. La proposta di una Biblioteca Regionale Centrale, da realizzare attraverso il potenziamento di Soriano oppure valutando le possibilità offerte da Taurianova e Marcellinara, rappresenta l’obiettivo concreto rilanciato dall’Università delle Generazioni in occasione del sessantesimo anniversario della tragedia fiorentina.


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